di MASSIMO AMADORI –
Da socialista libertario non sono certo un fan né del PCI né di Berlinguer, tuttavia il film "La grande ambizione" mi è piaciuto molto. Trovo che sia un film molto accurato dal punto di vista storico e l’interpretazione di Elio Germano è magistrale. Ora il giudizio politico. Secondo me il film riesce perfettamente a evidenziare tutte le contraddizioni della figura storica di Berlinguer, nel tentativo di dare un quadro il più possibile oggettivo. Perché Berlinguer era un personaggio complesso e pieno di contraddizioni, quindi non condivido né la condanna e le accuse di tradimento dell’estrema sinistra né la mitizzazione dei comunisti italiani. Penso che il merito maggiore di Berlinguer sia stato allontanare il PCI dall’Unione Sovietica, un partito che con Togliatti era stato complice dei crimini di Stalin e dei suoi successori. Berlinguer cercò invece di realizzare il socialismo democratico, che lui chiamava eurocomunismo. Non rinunciò al socialismo, ma voleva realizzarlo rispettando tutti i diritti democratici e liberali previsti dalla costituzione. Trovo che questa prospettiva sia ancora attuale, perché socialismo e democrazia devono sempre andare di pari passo.
Il limite di Berlinguer fu non aver rotto definitamente con i sovietici, ma mi rendo conto che nella polarizzazione della guerra fredda poteva essere complicato. Fatto sta che anche se i comunisti italiani si distinsero dai comunisti sovietici purtroppo non rinunciarono mai ai soldi di Mosca, a differenza dei socialisti. Ma la presa di distanza dallo stalinismo da parte di Berlinguer va apprezzata. Per questo subì un attentato in Bulgaria da parte degli stalinisti. La via democratica al socialismo fu un suo merito, ma a mio avviso il compromesso storico fu un errore, perché la DC era il partito del capitalismo, degli Stati Uniti, della mafia e della Chiesa. Certo anche nella DC ci furono grandi politici, come Moro, ma era retta da mafiosi come Andreotti. Non a caso Moro fu abbandonato dai suoi stessi compagni di partito.
A mio avviso il PCI non avrebbe dovuto allearsi con i democristiani ma con le altre forze della sinistra, come il PSI, il PDUP e DP. Penso che l’errore più grave di Berlinguer sia stato il suo atteggiamento intransigente davanti al rapimento di Moro, che avrebbe potuto essere salvato se avessero trattato con le BR. A mio avviso per salvare la vita a un essere umano è lecito trattare anche con i terroristi, perché la vita umana è più importante della ragion di Stato.
Malgrado tutti i suoi errori Berlinguer è stato un gigante, specialmente se confrontato con i politici attuali, anche quelli di "sinistra". Era rispettato anche dai compagni di DP, che pure tante volte lo avevano criticato. Pur non essendo comunista capisco quindi benissimo la nostalgia per Berlinguer e per una classe politica che almeno era onesta e preparata. Voto al film: 8. Voto a Elio Germano: 10. Lo consiglio a tutti/e.
