di MASSIMO AMADORI –
Votare NO al referendum sulla riforma della giustizia non significa necessariamente difendere a spada tratta la magistratura.
Chi scrive è convinto che la magistratura italiana dovrebbe essere riformata radicalmente in senso democratico. Il punto è che la riforma di Nordio va nella direzione opposta. Non risolve i problemi della giustizia, non accorcia i processi, non diminuisce i costi per i cittadini e non riduce i casi di mala giustizia.
Questa riforma mira a mettere la magistratura sotto il controllo del potere politico, come afferma lo stesso Nordio.
Certamente le correnti politiche nella magistratura sono un problema, così come il fatto che gli apparati giudiziari siano ancora fortemente classisti. Nella stragrande maggioranza dei casi in carcere ci finisci solo se sei povero, mentre se sei ricco e potente invece puoi fare quello che vuoi senza conseguenze. È raro che colletti bianchi e politici finiscano in carcere. La legge purtroppo non è uguale per tutti.
La riforma del governo Meloni non risolve questi problemi, ma li aggrava. Perché è chiaro che una magistratura controllata dal governo sarà ancora più politicizzata e classista. Se vincesse il SI potrebbe essere ancora più difficile per un pubblico ministero essere indipendente dal potere politico e decidere di indagare sui crimini di politici e colletti bianchi.
Per riformare la magistratura non serve cambiare ben 7 articoli della nostra costituzione. Bisognerebbe invece democratizzare la giustizia, per esempio facendo una legge che preveda l’elezione popolare dei giudici e dei pubblici ministeri. La magistratura è un corpo separato dalla collettività e dalla società civile. Vale per tutti gli apparati dello Stato borghese, a cominciare dalla polizia.
Tutti i funzionari pubblici dovrebbero essere eletti dal popolo e revocabili in qualsiasi momento. A cominciare dai politici e dai magistrati. Questa sarebbe una vera democrazia socialista e una riforma democratica della giustizia (e della politica).
Così funzionava per esempio nella Comune di Parigi del 1871, una rivoluzione socialista che “spezzò” gli apparati dello Stato, restituendo il potere alla società civile, ai cittadini e ai lavoratori. Questa è la riforma della giustizia che piace a noi socialisti libertari.
L’ unico modo per rendere la magistratura davvero indipendente dal potere politico è democratizzarla. La riforma del governo va nella direzione opposta. Per questo noi socialisti voteremo NO.
Comitato Socialista per il NO 2026


