di PATRICK DELLA MEA –
In Italia quando si parla di socialismo e di sinistra, le menti su cui si ritorna sono sempre le stesse: Marx, Gramsci, Berlinguer e, quelle poche volte che gli anarchici vengono presi in considerazione, anche Bakunin. Anche al di fuori del nostro paese, le figure citate sono più o meno sempre le stesse e per quanto questi pensatori siano molto importanti per il pensiero socialista, si ha la tendenza a non prestare attenzione a nuove idee e nuove menti. È per questo motivo che parlerò di Murray Bookchin. Questa prima parte sarà una breve biografia del pensatore statunitense, mentre nelle prossime cercherò di presentare il suo pensiero in maniera concisa ma pur sempre esaustiva.
Murray Bookchin nasce a New York il 14 gennaio 1921. Figlio di immigrati ebrei provenienti dall’impero Russo, Bookchin dirà di essere stato cresciuto come un “pannolino rosso” (red-diaper baby) per indicare come il socialismo fosse qualcosa di presente fin da quando era bambino. Questa immersione nella politica in giovane età, lo porterà a nove anni ad entrare nelle organizzazioni giovanili del partito comunista statunitense. Alla fine degli anni ‘30, Murray si allontanerà dalle posizioni staliniste per allinearsi al pensiero della quarta internazionale, per poi distanziarsi sempre di più da posizioni marxiste fino ad arrivare a definirsi anarchico nel 1958. In questi anni Bookchin non solo si avvicinerà al movimento anarchico, ma anche al movimento ed al pensiero ecologico, movimento a cui resterà fedele fino alla fine.
Nel suo periodo libertario, il pensatore newyorkese pubblicherà alcuni dei suoi scritti più importanti tra cui Post-Scarcity Anarchism, una collezione di articoli dove l’autore sostiene come, con la tecnologia moderna, si possa raggiungere una società anarchica post-scarsità, e L’ecologia della libertà, dove Bookchin spiega come la sottomissione dell’uomo sull’uomo e lo sfruttamento dell’uomo sulla natura siano direttamente legati e che solo con la distruzione della prima, anche il secondo potrà svanire. Questa sua opera sarà anche il manifesto per il suo pensiero: l’ecologia sociale.
Nel corso degli anni ‘80 e ‘90, Bookchin inizierà a distanziarsi dall’anarchismo per ideare qualcosa di nuovo, il municipalismo libertario. Bookchin guarderà indietro fino all’Atene antica e alla sua democrazia diretta, così da basarsi su di essa come base della società futura.
Bookchin morirà nel 2006, ma le sue idee saranno da spunto per movimenti e persone in tutto il mondo. Furono infatti le idee di Murray Bookchin ad influenzare Abdullah Öcalan e il suo confederalismo democratico.

