di MASSIMO AMADORI –
Il 2 agosto del 1980 una bomba esplose alla stazione di Bologna, uccidendo 85 persone. Erano lavoratori e persone che andavano in vacanza. Uomini, donne e bambini. Fu una strage fascista e di Stato, attuata dai terroristi neri con la complicità dei servizi segreti e con il coinvolgimento della loggia P2 e di esponenti del MSI.
Nessun revisionismo potrà cancellare la verità storica e giudiziaria. Con questa strage i terroristi neofascisti volevano colpire la democrazia. Era la strategia della tensione, una serie di attentati terroristici contro la popolazione civile che avevano il fine di distruggere la democrazia e di colpire il movimento rivoluzionario operaio e studentesco nato dopo il ’68.
Mafiosi, fascisti, settori dello Stato borghese, P2 e NATO furono coinvolti in queste stragi, dalla strage di Piazza Fontana a quella della stazione di Bologna. Per noi bolognesi il 2 agosto è una ferita ancora aperta. Anche per questo motivo non può e non deve esserci spazio per i fascisti nella nostra città, medaglia d’oro durante la Resistenza.
Il fascismo è una montagna di merda!
Le tragedie umane usate come propaganda dalla destra
di MASSIMO AMADORI –
A Ceuta sono morte decine di migranti. Per la propaganda della destra sono numeri da utilizzare per finalità elettorali. Per me sono esseri umani che sono morti cercando un futuro migliore per loro stessi e per i propri figli. Persone, non numeri.
E la propaganda che i fascisti e l’estrema destra del mondo intero stanno facendo sui cadaveri ancora caldi di queste persone è vomitevole. Salvini, Meloni, Vannacci ecc. altro non sono che degli sciacalli e utilizzano la paura e l’ignoranza della gente per ottenere consensi. La loro becera propaganda razzista si basa sulla menzogna. Fanno credere ai loro elettori che Ceuta si trovi in territorio spagnolo, magari al confine con l’Italia. Tanto l’elettore medio dei fascisti è un ignorante e non sa che Ceuta, pur essendo sotto il dominio coloniale spagnolo, si trova in territorio africano e precisamente in Marocco. Quindi non mi pare che l’Italia rischi un’invasione, come invece i fascisti vorrebbero farci credere. Inoltre il responsabile della tragedia di Ceuta non è Sanchez ma lo Stato marocchino, alleato di Trump e di Netanyahu. Cioè degli amici di Giorgia Meloni e di Salvini.
Il re del Marocco usa i migranti come un’arma di ricatto contro la Spagna. Sanchez è il bersaglio numero uno dell’estrema destra e del fascismo internazionale, perché ha osato contestare i diktat di Trump e di Netanyahu, difendendo la sovranità del suo Paese. Mentre Giorgia Meloni, Salvini e tutti i “sovranisti” leccano il sedere flaccido di Trump e di Netanyahu.
I migranti irregolari inoltre sono molti di più in Italia che in Spagna. Sanchez ha regolarizzato mezzo milione di migranti, con grande beneficio anche degli spagnoli. Perché sono proprio le politiche dell’estrema destra a generare “clandestini”. E sapete perché? Perché la destra ha bisogno dei migranti irregolari per fare la sua becera propaganda razzista e ottenere consensi. Quando invece per risolvere i problemi dovuti all’immigrazione irregolare bisognerebbe regolarizzare i migranti che vivono e lavorano in Italia. In questo modo però sarebbero meno ricattabili da mafiosi e caporali, da sempre amici dei fascisti. La regolarizzazione in Spagna ha funzionato. L’economia spagnola cresce più della nostra e la regolarizzazione ha giovato anche ai lavoratori spagnoli. E comunque la regolarizzazione di Sanchez riguardava i migranti che erano già in Spagna prima del 2026, non certo i disperati di Ceuta. Sanchez andrebbe criticato per i respingimenti e per gli accordi con il Marocco, non certo perché ha regolarizzato i migranti.
Meloni, Salvini, Vannacci e l’estrema destra mondiale con la crisi di Ceuta hanno davvero toccato il fondo. La verità è che nessuno può fermare le migrazioni. Milioni di disperati che fuggono dalla miseria, dalla fame, dalla guerra o dalla crisi climatica non li puoi fermare. Le migrazioni sono sempre esistite e queste in particolare sono dovute agli squilibri generati dal sistema capitalistico e dal fatto che le grandi potenze imperialiste (Cina, USA, Russia, Europa, ecc.) depredano le risorse del contenente africano. Con forme di dominio neocoloniali.
Non potete fermare le vittime del vostro sistema capitalistico, non potete fermare l’umanità. I vostri confini artificiali un giorno non ci saranno più. In futuro la vostra propaganda razzista sarà considerata sui libri di storia come uno degli orrori del ventunesimo secolo. La disumanizzazione e l’apartheid che di fatto i migranti vivono oggi in Europa gridano giustizia. E la propaganda razzista dei fascisti ricorda purtroppo la propaganda hitleriana contro gli ebrei. La cosa grave però è che anche i governi di centrosinistra respingono i migranti. Con la differenza che non fanno propaganda, si “limitano” a respingerli come fa la destra. Tutti i governi europei, Sanchez compreso. Tutti i governi fanno schifo ma è chiaro che alcuni sono peggiori di altri. Sanchez rispetto a Giorgia Meloni, a Trump e a tutti i leader dell’estrema destra mondiale è un gigante. Ed è un gigante anche rispetto ai leader del “nostro” centrosinistra.
I veri socialisti sempre contro il riarmo e la guerra!
di MASSIMO AMADORI –
Ci sono persone che si definiscono socialiste e che sono favorevoli al riarmo degli Stati europei. Con tutto il rispetto è impossibile essere socialisti e sostenere il riarmo e la guerra. Il socialismo autentico è da sempre pacifista e internazionalista, considera la guerra fra le nazioni come funzionale agli interessi dei grandi capitalisti, che mandano i proletari a massacrarsi fra loro per i loro profitti e per spartirsi i mercati. Oggi le guerre sono in primis un massacro di civili innocenti, tutte le guerre. Sono un massacro di bambini. Gli unici che si arricchiscono grazie alla guerra sono gli oligarchi, i miliardari e la lobby delle armi. Per la classe lavoratrice e per i civili la guerra è soltanto una tragedia. Per questo motivo è impossibile dichiararsi socialisti e sostenere il riarmo e la guerra.
Giacomo Matteotti nel 1915 disse che se l’Italia fosse entrata in guerra il proletariato italiano avrebbe dovuto fare un’insurrezione per fermare il massacro. L’unica guerra che i socialisti possono ammettere non è quella fra le nazioni ma la lotta degli oppressi contro gli oppressori. Posto che anche nella lotta contro gli oppressori i socialisti prediligono i metodi pacifici e giustificano l’uso della forza solo per difendere la democrazia dalle forze reazionarie e fasciste. I socialisti italiani fecero la Resistenza contro il nazifascismo. Ma chi associa la Resistenza al riarmo europeo fa un’operazione di falsificazione storica. La Resistenza partigiana fu in primis una guerra civile contro il fascismo, non c’entra nulla con il riarmo degli Stati.
I socialisti autonomisti italiani dopo la guerra si sono battuti affinché l’Italia restasse fuori dalla guerra fredda, mantenendosi autonoma sia dagli USA sia dall’URSS. Riccardo Lombardi era per un neutralismo assoluto nello scontro fra le due superpotenze e avrebbe voluto un’Europa socialista e democratica indipendente sia dalla NATO che dal Patto di Varsavia. In coerenza con questa storia oggi i socialisti veri si battono contro il riarmo e la guerra imperialista e per l’indipendenza dell’ Europa sia dagli USA sia dalla Russia, tanto più che Trump e Putin sono entrambi dei dittatori e dei guerrafondai.
Specifico che mi riferisco al riarmo degli Stati europei. Possiamo invece dividerci sulla questione dell’invio di armi in Ucraina, che si sta difendendo dall’aggressione dell’imperialismo russo. Io sono contrario, ma capisco la posizione di chi è favorevole. Nessun socialista in ogni caso potrà mai sostenere Putin e l’imperialismo russo. Ma il riarmo europeo è un’altra cosa e va rifiutato. La legittima resistenza ucraina è solo il pretesto delle classi dominanti europee per promuovere il riarmo e la guerra. Votare per l’aumento delle spese militari è un tradimento del socialismo, come fece l’SPD in Germania nel 1914 quando votò i crediti di guerra. Allora li chiamavano “social-sciovinisti”. Mussolini fu espulso dal PSI proprio perché era un guerrafondaio.
Oggi il PD rappresenta il principale partito “social-sciovinista” in Italia, poco social e molto sciovinista. Bisogna denunciare con forza i guerrafondai che stanno a “sinistra” e nel “campo largo”. Sono avversari del socialismo e non alleati politici. Fra le altre cose per aumentare le spese militari tagliano sempre il welfare, la sanità pubblica e l’istruzione. Motivo in più per opporsi. Tanto più che è un certo Trump che oggi vuole che i Paesi europei si riarmino. Visto che accusano noi pacifisti di fare il gioco di Putin potremmo ribattere che chi vuole il riarmo fa il gioco di Trump. E storicamente il riarmo europeo ha sempre portato a una guerra mondiale.
Non si batte la destra votando come la destra
di MASSIMO AMADORI –
Il problema del campo largo non è solo Renzi ma il PD. Tutto il PD, compresa Elly Schlein e l’ ala di “sinistra”. Lo dico senza mezzi termini. Il PD è favorevole al riarmo europeo e ogni volta vota a favore dell’aumento delle spese militari, assieme alla destra, ai fascisti e a Giorgia Meloni. Tutto il PD, salvo poche e lodevoli eccezioni. Il PD in Europa sostiene la maggioranza di Ursula Von Der Layen assieme alla destra, una maggioranza che spende centinaia di miliardi per il riarmo e che taglia invece il welfare, la sanità pubblica e l’istruzione. Una commissione europea che porta avanti politiche neoliberiste al servizio delle banche e delle multinazionali, politiche sostenute anche dalla destra e dai fascisti. Come può essere alternativo alla destra un partito che in Europa vota le peggiori schifezze assieme alla destra?
Il problema non è solo la destra “riformista” e renziana ma anche la maggioranza di Elly Schlein. Il problema è l’intero PD, un partito che continua a fare politiche di destra, o almeno di centro, spacciandosi per un partito di sinistra. È il problema della sinistra italiana da quasi vent’anni, ha distrutto la sinistra e contribuito all’ascesa dell’ estrema destra.
I 5 stelle e AVS hanno tanti difetti e non sono certamente socialisti, ma almeno portano avanti battaglie condivisibili, rifiutano il riarmo e la guerra e sono critici del neoliberismo e della maggioranza che governa l’UE. Votano contro le spese militari e in questo sono coerenti, specialmente AVS. Il problema è che fino a che faranno alleanze con il PD non saranno credibili.
Mi spiace ma un partito che vota come la destra non sarà mai alternativo alla destra. Al tempo stesso il massimalismo dei gruppi di estrema sinistra tipo PaP è inconcludente e dannoso, per non parlare dei gruppetti marxisti-leninisti, settari, estremisti e anacronistici. La sinistra italiana avrebbe un disperato bisogno di un movimento socialista democratico di massa, tipo i DSA negli States. Fino a quando ci sarà il PD non andremo da nessuna parte. Se davvero la Schlein volesse fare del bene alla sinistra italiana dovrebbe superare questo partito. A quel punto forse ci sarebbero le condizioni per costruire in questo Paese una sinistra degna di questo nome, una sinistra socialista, democratica e libertaria. E potremo fare un “campo largo” fra tutte le forze politiche critiche della guerra e del neoliberismo, da AVS agli anarchici, dai 5 stelle a PaP, dai socialisti democratici ai trotskisti.
Il piacere di essere servi
di LAVINIA MARCHETTI –
La fascistizzazione sta avanzando, ed ha la forma del consenso, spesso rivestita del lessico dimesso del “buon senso” che si trasforma in “senso comune”, quel miscuglio improbo di paternalismo, contraddizione, arte del proverbio che non dice niente, cultura memetica dello slogan e genuflessione passionale ad ogni tipo di autorità, purché qualcuno la riconosca come tale.
Questo ci obbliga a tornare alla domanda che Spinoza consegnò alla modernità e che Deleuze e Guattari ripresero proprio quando ormai l’esperienza europea aveva mostrato fin dove potesse spingersi il “desiderio politico”. La domanda era semplice ed è rimasta così, ancora oggi: «per quale ragione gli uomini combattono per la propria servitù quasi fosse la loro salvezza?»
La teoria dell’inganno, da sola non ci dice molto. Il povero popolo ingannato dalla propaganda. Un po’ facile come spiegazione. Anzi, serve solo ad assolverci. Presuppone un soggetto integro che, ingannato da un potere esterno, finisce per agire contro il proprio interesse senza riconoscere ciò che gli accade. La storia del fascismo ci costringe a un’ipotesi ben più sgradevole e che molti studiosi, nel corso del 900, ci hanno dato come risposta: il dominio può essere desiderato. La subordinazione può procurare piacere, (libidico diranno Freud e Reich) soprattutto quando consente al soggetto di trasferire su qualcun altro l’umiliazione che riceve dall’alto. Continua a leggere
Civiltà o barbarie. Democrazia o fascismo!
L’Italia è un Paese polarizzato e sono ancora molto forti le tensioni della guerra civile del 1943-1945, che vide una contrapposizione violenta fra fascisti e antifascisti, fra collaborazionisti dei nazisti e partigiani. Questa contrapposizione è ancora evidente. Una parte degli italiani è fascista, razzista e violenta. Pensa che sia legittimo sparare a un uomo alle spalle mentre scappa e aggredire un immigrato che disturba il traffico. Pensa anche che tutto sommato se muore un marocchino non è ‘sta gran tragedia e che lo Stato sia autorizzato a uccidere e a reprimere il dissenso. Sono gli italiani che non hanno mai accettato la Costituzione democratica e antifascista, rappresentati da forze politiche eversive e neofasciste che da sempre hanno come obiettivo il sovvertimento della democrazia e della Costituzione, per instaurare una nuova dittatura.
Solo che una volta erano 4 gatti, oggi invece sono tantissimi. Non la maggioranza degli italiani per fortuna, ma una minoranza molto numerosa e che oggi detiene il potere politico e i principali media. Esiste però anche una parte della popolazione italiana che è antifascista, solidale con le vittime degli omicidi di Stato e contro la repressione. Siamo la maggioranza e di certo non permetteremo ai fascisti di avere la meglio. Difenderemo la democrazia con i metodi pacifici e costituzionali, ma se ce la vedremo brutta e l’Italia diventasse definitivamente una dittatura fascista siamo pronti a far fischiare ancora il vento, come nel 1943-1945. Perché abbiamo diritto a vivere in un Paese civile e democratico, che rispetti i diritti umani. Siamo pronti a ricacciare i nazifascisti nelle fogne. Ormai non è più uno scontro fra destra e sinistra, ma fra umanità e fascismo, fra la civiltà e la barbarie. Noi socialisti libertari sappiamo bene da quale parte stare. Se il vento fischiava, ora fischia più forte. No pasaran!
Quando la storia si ripete, anche quella peggiore
di MASSIMO AMADORI –
Ho la sfortuna di poter vedere dal vivo ciò che per anni ho studiato sui libri di storia, cioè come uno Stato e un governo riescano piano piano a disumanizzare intere categorie “razziali”, convincendo le persone che alla fine la loro vita vale meno e che se muoiono non è poi così grave.
In questi giorni non riesco a non pensare al corso sulla Shoah e i genocidi che ho seguito nel 2018, presso l’Università di Bologna. La professoressa ci spiegò che i nazisti, prima di intraprendere la soluzione finale, per anni fecero una martellante propaganda razzista contro gli ebrei, disumanizzandoli passo dopo passo. Il risultato lo sappiamo: alla fine la popolazione tedesca era assuefatta al razzismo e alla violenza, finendo per accettare persino la soluzione finale. Sono le conseguenze dell’odio razziale. È un processo graduale che alla fine porta allo sterminio. Perché, come diceva Primo Levi, il razzismo conduce sempre al lager.
Dividere le persone in cittadini di serie A e di serie B non può che portare alla violenza e forse persino al lager. Hitler lo fece con gli ebrei e oggi l’estrema destra lo sta facendo con gli immigrati. Li stanno disumanizzando, passo dopo passo. “Remigrazione”, “risorse” ecc. sono tutti termini violenti, razzisti e disumanizzanti. Hanno creato nei fatti dei cittadini di serie A e di serie B, la cui vita non vale nulla. Lo abbiamo visto con ciò che è successo a Bologna, mi riferisco all’assassinio di un uomo di origine marocchina per mano della polizia. Tantissimi italiani invece di empatizzare con la vittima stanno dalla parte degli assassini, ormai convinti che la vita di un migrante valga meno di quella di un italiano e che sia tutto sommato sacrificabile. Ho visto contatti di facebook e persino amici e conoscenti dire cose disumane su questa questione. Abbiamo raggiunto un punto di non ritorno, perché una parte della popolazione è completamente lobotomizzata e incapace di provare empatia per un migrante.
Se in futuro ci fosse qualche nuovo Hitler a portare avanti una “soluzione finale” contro gli immigrati io penso che una parte della popolazione italiana non reagirebbe e anzi potrebbe collaborare con lo Stato e il governo nello sterminio. E di aspiranti Hitler io credo che nell’estrema destra italiana ce ne siano parecchi, senza fare nomi. E dopo i migranti potrebbe venire il turno delle “zecche rosse“, cioè le persone con ideali socialisti, anarchici o comunisti. Perché anche noi “zecche” veniamo disumanizzati dalla propaganda fascista, in quanto difendiamo gli immigrati e quindi dicono che siamo “anti-italiani”. Siamo il nemico interno dei fascisti, i dissidenti da eliminare.
Stiamo vivendo un periodo orribile. Studiare storia ti aiuta a capire certe dinamiche, ma se sei una persona sensibile come me ti fa anche soffrire, perché capisci che la fase che stiamo vivendo ha delle analogie sinistre (anzi, destre) con il periodo più buio del ventesimo secolo. Proprio vero che la storia insegna ma non ha scolari, come diceva Gramsci.
Stato e anarchia
di MASSIMO AMADORI –
A 25 anni dal G8 di Genova e davanti all’ennesima violenza poliziesca credo che una riflessione sullo Stato andrebbe fatta, senza necessariamente aderire a tesi anarchiche. Marx definiva lo Stato come un apparato di violenza, dominio e coercizione al servizio dei capitalisti e delle classi dominanti. Credo che alla luce dei fatti sia difficile dargli torto e sostenere che lo Stato sia neutrale nel conflitto di classe.
Lo Stato interviene sempre per difendere l’ordine borghese, un ordine basato sulla violenza e sullo sfruttamento. Un ordine che in realtà è un disordine, perché produce guerre e violenza continua. Lo Stato è estremamente benevolo con i colletti bianchi che commettono reati, ma estremamente duro e severo con i poveri, i lavoratori e gli sfruttati.
Se ci fate caso le persone assassinate dalla polizia fanno sempre parte delle categorie più fragili: drogati, malati di mente, immigrati, disabili, ecc. E anche studenti e lavoratori, se alzano la testa come a Genova nel 2001, quando gli studenti – compresi diversi minorenni – furono picchiati e torturati dalla polizia. Da poliziotti che non solo non si sono fatti un giro di galera ma hanno pure fatto carriera.
Non sono poche mele marce, è il sistema stesso a essere marcio. La polizia, in quanto organo repressivo dello Stato borghese, non può che essere al servizio dei potenti e del potere politico. Con licenza di uccidere e torturare. Perché è chiaro che una società con disuguaglianze estreme ha bisogno dell’uso della forza pubblica per proteggere i ceti privilegiati e gli oligarchi. Non certo per proteggere noi cittadini.
Chiaramente la polizia svolge anche funzioni utili e non tutti i poliziotti sono fascisti, razzisti e violenti, ma ce ne sono parecchi, e comunque le stesse strutture poliziesche sono costruite proprio per favorire questi comportamenti violenti. Non credo che sia possibile abolire la polizia da un giorno all’altro, ma di certo si potrebbe defascistizzarla, cioè cacciare i fascisti e i razzisti e mettere questo apparato dello Stato sotto il controllo democratico della cittadinanza. Posto che, come Marx, anch’io credo che gli apparati repressivi dello Stato vadano “spezzati”, come fece la Comune di Parigi. Perché fino a quando la polizia sarà un corpo dello Stato separato dalla società gli abusi saranno inevitabili.
Purtroppo i “marxisti” spesso e volentieri si dimenticano della lezione di Marx sullo Stato e in particolare i leninisti dovunque sono arrivati al potere hanno rafforzato lo Stato invece che limitarne i poteri come avrebbe voluto Marx. I compagni anarchici non hanno proprio tutti i torti. Forse abolire del tutto lo Stato è un’utopia in una società complessa come la nostra, ma certamente si potrebbe limitarlo e democratizzarlo.
Io sono per un socialismo democratico, federalista, comunalista e libertario. Socialismo significa anche restituire alla società e ai cittadini i poteri dello Stato, favorendo l’autogoverno e la democrazia diretta. E magari un giorno anche l’utopia anarchica potrebbe diventare realtà.
Questione di classe
Non è solo una questione di “razza”, è anche e soprattutto una questione di classe. La destra difende il capitalismo, l’oligarchia e i ceti privilegiati. Si identifica con il maschio bianco, se ricco ancora meglio. Considera violenza le ribellione degli sfruttati e dei ceti popolari, ma è pronta a difendere qualsiasi violenza del potere e delle classi dominanti.
L’omicidio? È sbagliato solo se la vittima è bianca e benestante. Quando invece è l’assassino a essere bianco e benestante la destra vuole legalizzare l’omicidio, come nel caso del gioielliere assassino. Quando si tratta di proteggere la “roba” persino l’ omicidio è giustificato. Il furto? Se sei povero e magari pure immigrato e commetti un furto, per la destra meriti di essere ammazzato come un cane, senza nemmeno un processo. Quando invece a rubare sono i politici, i capitalisti e in generale chi sta al potere diventano ultra-garantisti e hanno anche depenalizzato la corruzione e i furti dei colletti bianchi. In pratica se sei un ladro di polli devi morire, se invece rubi milioni ai cittadini e vieni condannato sei una povera vittima dei magistrati “comunisti”.
Lo stesso vale per la violenza poliziesca, che guarda caso colpisce sempre i più fragili e gli sfruttati: studenti, lavoratori ecc ma soprattutto i poveri, i migranti, i malati di mente. Avete mai visto un poliziotto soffocare un mafioso, un ricco evasore o un politico corrotto? Ovviamente no, perché la polizia risponde alle stesse logiche della destra e delle classi dominanti. Secondo la destra esistono cittadini di serie A, che hanno licenza di uccidere. I poliziotti e i ricchi proprietari bianchi in primis. Ma anche la classe media e la loro base elettorale. Perché sanno che chi li vota spesso è un fanatico delle armi e un razzista, quindi è necessario stimolare i suoi peggiori istinti assassini. E poi ci sono i cittadini di serie B, la cui vita vale meno di un panino al salame. Sono i poveri, gli immigrati, i neri, i drogati, i malati psichiatrici. Le vittime degli omicidi di Stato e della vendetta privata. Le persone che per questa destra non sono degne di vivere.
Parlate pure degli scontri a Bologna, dimenticandovi di vivere in un sistema fondato interamente nella violenza contro i più deboli. La destra fascista oltre che razzista è in primo luogo classista. Le persone che la sostengono lo fanno perché sotto sotto vogliono stare dalla parte di chi ha il monopolio della violenza e il diritto di uccidere. Questo li fa sentire protetti e permette loro di sfogare i peggiori istinti. Sempre ovviamente contro le persone povere, deboli e marginalizzate.
Il “cerchiobottismo” di Elly Schlein
di LAVINIA MARCHETTI –
Elly Schlein è la segretaria del più grande partito della finta sinistra italiana. Le sue parole sulla morte di Abderrahim Fakir esprimono perfettamente l’inconsistenza politica del PD, la sua vocazione a dissolvere qualsiasi conflitto dentro una brodaglia di cautele, indignazione col freno a mano tirato, domande retoriche e formule capaci apparentemente di non scontentare nessuno (tranne chi è di sinistra ovviamente). Tranne, naturalmente, chi muore sotto le mani dello Stato.
«Qualcosa non è andato come doveva», dice Schlein a In Onda. Ah. Dico io. L’hai notato anche tu? Qualcosa. Un uomo viene immobilizzato prono sull’asfalto rovente, il volto premuto a terra, preso a pugni mentre è a terra, schiacciato da 2 agenti e un sonderkommando di passaggio, mentre gli operatori sanitari osservano. Chiede aiuto, poi diventa immobile. Schlein traduce questa sequenza in un contrattempo impersonale. La violenza visibile viene ripulita attraverso la lingua del guasto tecnico. «Qualcosa non è andato come doveva». Grazie.
Subito dopo arriva la frase solenne. «Lo Stato ha fallito». Sembra una condanna in realtà è l’atto supremo del qualunquismo. Lo Stato, preso in astratto, possiede una qualità utilissima: assorbe la responsabilità e cancella le persone che hanno agito in suo nome. Lo Stato. Bene, allora arrestiamo “Lo Stato” per omicidio? Fosse anche colposo? Eppure lo Stato, in via Svevo, aveva mani determinate. Aveva uomini investiti del monopolio della forza e soccorritori titolari di un dovere verso la persona affidata al loro controllo. Lo Stato dà impunità con scudi penali e “fiducia”; hanno tutte le tutele possibili. Poi, però c’è una storia del corpo di polizia e ci sono responsabilità individuali. Continua a leggere