Gli italiani di cui vergognarci (se davvero si ama la “patria”)

Dobbiamo renderci conto che una parte degli italiani è fascista. Una minoranza di italiani, ma comunque una minoranza numerosa e rumorosa, molto presente sui social.
Non ci si riferisce ovviamente agli italiani di destra, perché essere di destra è del tutto legittimo. Il fascismo invece è un crimine. Fascisti sono i sadici decerebrati che si rallegrano guardando le immagini dei nostri connazionali della Flottilla, rapiti da Israele e poi umiliati dalle SS dell’assassino e terrorista nazista Ben Gvir. Anzi, gli italiani che sui social riferendosi agli attivisti rapiti dicono “se la sono cercata” o addirittura “dovrebbero picchiarli di più” sono proprio dei nazisti, come Ben Gvir. Sono gli eredi dei fascisti che denunciavano gli ebrei alle SS di Hitler durante la seconda guerra mondiale. Feccia fascista. Persone frustrate che sanno solo odiare il prossimo e in particolare le persone che fanno del bene, perché sanno che sono migliori di loro e questo li infastidisce.
Meloni, Salvini e Vannacci sono certamente un problema, ma una parte del loro elettorato (non tutti) è persino peggio di loro.
Ecco, noi con ‘sta feccia fascista che insulta i nostri connazionali rapiti, umiliati e torturati non vogliamo nessuna pacificazione. Si dicono “sovranisti” ma poi si rallegrano quando una potenza straniera rapisce e umilia decine di italiani davanti agli occhi di tutto il mondo: alla faccia del “patriottismo”!!!
Pagherete caro, pagherete tutto!

Fermiamo i nazisti del governo israeliano!

Davvero volete farci credere che il problema di Israele sia solo Ben Gvir? Ci credete davvero tanto stupidi? Ben Gvir è sicuramente il peggiore in assoluto. È un nazista, non ci sono altri termini per definirlo. Ma Netanyahu e gli altri ministri del governo israeliano non sono migliori di lui. Ci siamo già dimenticati dello sterminio di decine di migliaia di civili a Gaza? Ci siamo dimenticati degli oltre 20 mila bambini palestinesi massacrati dall’IDF? Netanyahu prende le distanze da Ben Gvir per il trattamento disumano riservato agli attivisti della Flottilla, ma è il principale responsabile del genocidio di Gaza e anche dei massacri dei coloni in Cisgiordania. Ha un mandato di cattura per crimini contro l’umanità da parte della corte penale internazionale. Inoltre Ben Gvir è parte integrante del governo israeliano, non è venuto fuori dal nulla. Il problema è l’intera classe dirigente israeliana, oggi interamente spostata su posizioni di estrema destra. Non il popolo israeliano e tantomeno il popolo ebraico, ma la classe politica che governa Israele. Una classe dirigente razzista e fascista. Puntare il dito solo contro Ben Gvir significa assolvere il governo israeliano per i suoi crimini. Ben Gvir è il prodotto dello spostamento a destra della politica israeliana e dell’imbarbarimento della classe dirigente dello Stato di Israele. Non ci bastano le prese di distanza della Meloni sulle azioni di Ben Gvir. Persino Netanyahu ha condannato il comportamento di Ben Gvir nei confronti dei compagni della Flottilla. Servono sanzioni contro lo Stato di Israele e altre azioni concrete contro il governo israeliano. Perché questi nazisti vanno fermati. E definire nazisti Netanyahu, Ben Gvir e i ministri del governo israeliano non è un’iperbole ma la descrizione della realtà. Intellettuali ebrei come Albert Einstein e Hannah Arendt definirono nazista e fascista l’estrema destra sionista, cioè la parte politica che attualmente governa in Israele. Fanatici di estrema destra che vogliono costruire la “Grande Israele” sterminando o cacciando i palestinesi. Non possiamo permetterlo. #FreePalestine

Il sequestro della nostra Antonella ultimo crimine del governo israeliano

Lo Stato di Israele ha compiuto l’ennesimo atto di terrorismo e di pirateria internazionale, sparando contro navi civili battenti bandiera italiana e sequestrando in acque internazionali gli attivisti della Flottilla. Fra loro ci sono decine di italiani, fra cui la compagna Antonella Bundu, candidata di “Toscana rossa”, e il compagno Dario Salvetti, uno degli ex-operai della GKN e membro del collettivo di fabbrica.
Il governo Meloni continua ad essere silente, quindi complice, di questi terroristi criminali. Netanyahu e i suoi ministri nazisti possono fare ciò che vogliono perché sanno che resteranno sempre impuniti. Dopo il genocidio di Gaza, i massacri in Cisgiordania, gli spari contro la Flotilla, il sequestro di navi civili in acque internazionali ecc., l’Unione Europea non ha voluto sanzionare Israele e continua a fare affari con Netanyahu. Il governo Meloni in particolare si è opposto a qualsiasi sanzione contro uno Stato terrorista che viola in continuazione il diritto internazionale. Non fanno nulla nemmeno quando a essere rapiti da Israele sono cittadini italiani, alla faccia del “sovranismo”!
Gad Lerner ha detto giustamente che non è corretto definire Israele uno “Stato ebraico”. L’ebraismo è una religione di pace e in tutto il mondo ci sono tantissimi ebrei schierati dalla parte del popolo palestinese, che provano orrore per i crimini del governo israeliano. Chiunque abbia davvero a cuore la lotta contro l’antisemitismo ha il dovere di denunciare Netanyahu e i suoi ministri. Chi associa il popolo ebraico al governo israeliano invece non fa che alimentare l’antisemitismo. La verità è che il governo israeliano è nemico del popolo ebraico e va fermato anche per il bene degli ebrei, sia israeliani sia della diaspora. Dato che i governi non lo fanno dobbiamo farlo noi, scioperando e manifestando in solidarietà con i compagni della Flottilla. Alla fine l’umanità vincerà contro la barbarie!

Carlo Rosselli: perché siamo antifascisti

di CARLO ROSSELLI

Siamo antifascisti non tanto e non solo perché siamo contro quel complesso di fenomeni che chiamiamo fascismo; ma perché siamo per qualche cosa che il fascismo nega ed offende, e violentemente impedisce di conseguire.

Siamo antifascisti perché in questa epoca di feroce oppressione di classe e di oscuramento dei valori umani, ci ostiniamo a volere una società libera e giusta, una società umana che distrugga le divisioni di classe e di razza e metta la ricchezza, ora accentrata nelle mani di pochi, al servizio di tutti.
Siamo antifascisti perché nell’uomo riconosciamo il valore supremo, la ragione e la misura di tutte le cose, e non tolleriamo che lo si umili a strumento di Stati, di Chiese, di sette, fosse pure allo scopo di farlo un giorno più ricco e felice.

Siamo antifascisti perché la nostra patria non si misura a frontiere e cannoni, ma coincide col nostro mondo morale e con la patria di tutti gli uomini liberi.
Il nostro antifascismo implica, perciò, una fede positiva, la contrapposizione di un mondo nuovo al mondo che ha generato il fascismo.
Questa nostra fede, questo nostro mondo, si chiamano libertà, socialismo, repubblica; dignità e autonomia della persona e di tutti i gruppi umani spontaneamente formati; emancipazione del lavoro e del pensiero dalla servitù capitalistica; nuovo umanesimo.

Forma moderna della reazione capitalistica, anzi ormai forma tipica di governo verso cui tende in tutti i paesi la classe dominante non appena senta minacciati i suoi privilegi, il fascismo esprime ad un tempo la feroce volontà di difesa della grande borghesia e la irrimediabile decadenza della civiltà che porta il suo nome.

Antifascismo è perciò sinonimo di anticapitalismo, di un anticapitalismo concreto e storico che si giustifica non tanto col richiamo ad un astratto schema teorico quanto con le sofferenze materiali e morali delle grandi masse lavoratrici, il cui destino è il nostro destino, e con la constatata incapacità di una classe dirigente che non riesce neppure a sfamare i suoi servi.

[“Giustizia e libertà“, 18 maggio 1934]

DESTRA SENZA VALORE

La destra oltre che “batterla” bisognerebbe SMONTARLA: non basta infatti contrapporle i nostri valori (giustizia, eguaglianza, solidarietà…), ma anche toglierle i “suoi”, proprio perché suoi non sono affatto e valori suoi non ne ha.
– Intanto la LIBERTÀ (Polo “delle libertà”, Popolo “delle libertà”, liberalismo e liberismo…). Ma quale “libertà”, quella di sfruttare il popolo e imporre o difendere i privilegi dell’oligarchia??? La “libertà” dell’1% che ha in mano tutte le ricchezze? O del 2% che aveva diritto di voto nell’Italia liberale del 1861? La LIBERTÀ o è EFFETTIVA e per TUTTI (le pari opportunità) o semplicemente non esiste come VALORE. Infatti, come scriveva Piero Gobetti, il liberalismo se è coerente è rivoluzionario, non conservatore!!!
– La PATRIA sarebbe di destra? Garibaldi e Mazzini si rivoltano nella tomba! Quanti patrioti e quanti partigiani sono morti dicendo o scrivendo che lottavano per la salvezza e la libertà della patria?! E la rivista dell’ANPI non si chiama “Patria indipendente”?
– La FAMIGLIA sarebbe “di destra”? Il sentimento religioso (comunque lo si giudichi) lo possono avere solo quelli di destra?!? No comment.
– E la SICUREZZA, l’ORDINE? Santo cielo, ma chi la vuole una vita insicura e una società disordinata??? La sicurezza è quel diritto che i filosofi del contratto sociale (Hobbes, Locke, Rousseau) chiamavano “vita”, cioè la difesa della propria persona, che è ovviamente la base di tutti gli altri diritti. E l’ordine era insieme al progresso la bandiera dei rivoluzionari che sognavano un “ordine nuovo” (titolo anche del giornale comunista di Antonio Gramsci).
– Quanto ai “liberisti” che tanto sbandierano il “libero mercato“, fanno finta di non sapere che lasciato senza regole il “libero mercato” porta dritto al monopolio, che è quello che davvero gli interessa: per cui, come dice Bernie Sanders citando Chomsky, “dobbiamo difenderlo noi il libero mercato: dai… liberi mercanti”!

E tutto questo senza ovviamente nemmeno parlare della destra fascista, che “valori” non ne aveva proprio e sul cui modello di regime (unico partito, unico capo, unico pensiero, unica bandiera, unico simbolo, unico… saluto ecc.) sono state plasmate TUTTE le dittature del 900!
Insomma quali valori può vantare la destra???
[G.I.]

La “schiforma” della scuola

La schiforma dei tecnici del governo Meloni è la peggior riforma della scuola degli ultimi decenni, persino peggiore delle “buona scuola” di Renzi, che già faceva parecchio schifo. Taglia ore di italiano, di scienze, di matematica e di geografia e aumenta invece l’alternanza scuola-lavoro, prevista fin dal secondo anno di superiori. Ciò va di pari passo con il progetto di cancellare il quinto anno di scuola e di introdurre al suo posto un biennio facoltativo a pagamento in cui la formazione degli studenti sarebbe fatta direttamente dalle aziende e non dalla scuola pubblica.
In pratica la formazione dei ragazzi viene sacrificata sull’altare del profitto e della produttività delle aziende. Nella visione del governo la scuola non deve formare cittadini critici e consapevoli ma manodopera a basso costo per le imprese. Per questo le materie scolastiche vengono sacrificate a vantaggio delle ore di lavoro (gratis). Gli istituti tecnici nei fatti saranno trasformati in centri di formazione professionale legati alle aziende. Questa riforma porterà quindi ad un impoverimento culturale dei ragazzi che decidono di seguire una formazione tecnica e al tempo stesso alla perdita di migliaia di posti di lavoro per i docenti e in particolare per i precari. Ci sarà un taglio drastico delle cattedre negli istituti tecnici.
Questa schiforma va di pari passo con le nuove indicazioni nazionali di Valditara, che corrispondono ai vecchi programmi scolastici. Nella parte relativa alla storia in pratica viene affermato che essa appartiene solo ai popoli occidentali. Come se invece gli arabi, gli indiani e i cinesi non avessero una storia millenaria. I Promessi sposi scompaiono dai programmi di italiano e per quanto riguarda invece la filosofia nei licei sono stati tolti Marx e Spinoza. Per fortuna la Costituzione prevede la libertà di insegnamento e quindi la maggioranza dei docenti probabilmente non seguirà le nuove indicazioni nazionali. Ma le linee guida ministeriali rivelano tutto l’eurocentrismo e il nazionalismo che caratterizzano questo governo, che intende piegare alla sua ideologia persino i programmi scolastici. Del resto a cosa serve studiare Marx, Spinoza e i Promessi sposi se il fine del governo Meloni è formare lavoratori senza diritti?
Questo governo stia tentando di eliminare il pensiero critico dalle scuole. Vogliono una massa di giovani ignoranti, perché sanno bene che il loro potere si basa sull’ignoranza delle persone. Soprattutto vogliono piegare la scuola pubblica alle esigenze di Confindustria e del profitto privato, dando l ennesimo colpo alla Costituzione. Del resto abbiamo un ministro dell’Istruzione che dice che Piersanti Mattarella è stato ucciso dalle BR. Una classe dirigente di ignoranti non può che produrre un popolo di ignoranti.

Difendere Cuba!

di MASSIMO AMADORI
Da socialista libertario non ho nessuna simpatia per il regime cubano. Non condivido il “socialismo” di Stato marxista-leninista, un modello fondato sul partito unico, la burocrazia e la repressione del dissenso. Ma la difesa di Cuba è sacrosanta, non perché a Cuba ci sia il socialismo (purtroppo non c’è) ma perché il popolo cubano ha diritto di essere indipendente dall’imperialismo USA.
L’embargo criminale di Trump sta riducendo alla fame il popolo cubano. Come sempre il fine del governo statunitense non è portare la democrazia a Cuba, ma depredare il popolo delle sue risorse e sfruttare economicamente l’isola caraibica.
Trump è un vero e proprio gangster, un criminale politico. Vorrebbe fare tornare Cuba ai tempi del dittatore Batista, quando l’isola era il bordello degli Stati Uniti, in mano alle mafie. Difendere le conquiste sociali e politiche della rivoluzione cubana (sanità pubblica, istruzione pubblica, indipendenza dall’imperialismo ecc.) è un dovere di tutti i socialisti, quindi anche di noi libertari. Ma difendere Cuba e la sua rivoluzione dalle mire criminali di Trump e dell’imperialismo USA non significa affatto appoggiarne acriticamente il governo, la dittatura del partito unico, i funzionari privilegiati e la burocrazia del PC cubano. Anzi, per quel che mi riguarda una democrazia socialista difenderebbe le conquiste della rivoluzione cubana molto meglio rispetto all’attuale regime “comunista”. Ne sono certo.

Quando la sinistra imita la destra, vince l’originale!

La sconfitta dei “laburisti” in Inghilterra dimostra una cosa molto semplice: quando la sinistra non fa la sinistra ma si sposta al centro e fa politiche di destra poi perde le elezioni, a tutto vantaggio della destra vera. Perché fra la destra e la sua brutta copia la gente sceglierà sempre l’originale.
Chi vota a sinistra si aspetta non diciamo il socialismo ma almeno politiche sociali serie; e se la sinistra non lo fa poi la gente a votare non ci va più e vince la destra. Per anni ci hanno detto che una sinistra “moderna” per contrastare la destra deve essere “moderata”, “responsabile” e spostata al centro. Ma così non è. Il Labour di Starmer si è decisamente spostato a destra, cacciando dal partito Corbyn e tutti i socialisti democratici di sinistra. Ha portato avanti politiche neoliberiste e guerrafondaie, le stesse politiche dei conservatori e dei “liberali”. In questo modo ha deluso la base operaia del partito.
Dai tempi di Blair la socialdemocrazia si è spostata a destra, rinunciando definitivamente al superamento del capitalismo e accettando persino il neoliberismo e la guerra. In questo modo hanno distrutto la sinistra socialista e favorito l’estrema destra. Corbyn e i socialisti democratici di sinistra hanno provato a fare nuovamente del Labour un autentico partito socialista democratico, ma sono stati “epurati” da Starmer e dalla destra blairiana. I risultati sono questi.
Del resto anche in Italia i neoliberisti come Renzi hanno distrutto la sinistra e portato l’estrema destra alla vittoria. Quando la sinistra non fa il suo mestiere succede questo. Al centro non si vince. L’alternativa all’estremo centro neoliberista (Starmer, Macron, Von Der Leyen, Renzi, Calenda, ecc.) può essere l’estrema destra o la sinistra radicale. Non a caso nel Regno Unito hanno aumentato i loro consensi i Verdi, socialisti democratici, e l’estrema destra di Farage.
Per battere la destra abbiamo bisogno di una sinistra socialista e radicale, che faccia il suo mestiere. Non ci riferiamo ovviamente ai partitini marxisti-leninisti, fuori dal mondo e dalla storia. Essere radicali non significa affatto essere estremisti. L’estrema sinistra è ideologica e inconcludente, per questo ha percentuali da prefisso telefonico. L’alternativa alla “sinistra” moderata spostata al centro non è l’estrema sinistra comunista ma il socialismo democratico e libertario.

URSS e Armata Rossa. Né Stalin né Putin!

di MASSIMO AMADORI
Vorrei ricordare a tutti i “comunisti” putiniani che il nazifascismo non fu sconfitto dalla Russia ma dall’Unione Sovietica, al cui interno oltre ai russi c’erano anche gli ucraini e numerosi altri popoli facenti parte dell’URSS.
La Russia di Putin non è l’Unione Sovietica. Da socialista libertario e quindi antistalinista non ho nessuna simpatia nemmeno per l’URSS di Stalin, ma che i sovietici abbiano dato un contributo fondamentale alla sconfitta del nazifascismo è un dato di fatto. Senza il sacrificio di oltre 20 milioni di soldati, partigiani e civili sovietici probabilmente il nazismo non sarebbe stato sconfitto. Detto ciò occorre distinguere fra l’Armata Rossa e Stalin. Da antifascista non posso che ringraziare l’Armata Rossa per aver schiacciato il nazismo ma ricordo anche che Stalin nel 1939 si spartì la Polonia con Hitler e secondo gli storici ciò diede il via libera ai nazisti per l’invasione della Polonia. Inoltre poco prima della guerra Stalin aveva sterminato decine di migliaia di ufficiali dell’Armata Rossa, privando l’esercito sovietico dei suoi migliori generali. Ciò favorì i primi successi dei nazifascisti contro la stessa Unione Sovietica.
La storia è complessa e non deve mai diventare tifoseria. Chi omette il contributo dato dai sovietici nella sconfitta del nazismo nega un fatto storico per ragioni ideologiche, magari per farci credere che Auschwitz sia stata liberata dagli americani. Ma chi associa l’URSS alla Russia di Putin porta avanti un’operazione altrettanto ideologica e propagandistica, per giustificare la guerra di aggressione di Putin contro l’Ucraina. Così come chi attribuisce a Stalin il merito della vittoria sul nazifascismo, dimenticandosi del ruolo avuto dal dittatore nel patto Molotov-Ribbentrop e le purghe staliniane contro l’Armata Rossa.
Quindi io il 9 maggio ringrazio i popoli sovietici, i partigiani e l’Armata Rossa. Non certo Stalin e tantomeno Putin. Filo-russi e anti-russi dovrebbero smetterla di fare la loro propaganda distorcendo e strumentalizzando la storia.

L’ignoranza dell’attuale classe politica

Il 9 maggio è una data simbolo per la nostra Repubblica. Giunse la notizia della morte del compagno Peppino Impastato, assassinato dalla mafia, e fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, massacrato dalle BR. Peppino Impastato, marxista rivoluzionario e militante di DP, per tutta la vita aveva denunciato i legami fra mafia e politica dalla sua radio libera. Per questo fu assassinato. Aldo Moro, esponente della sinistra della DC, fu invece ucciso dai terroristi “rossi” per aver cercato di portare al governo i comunisti del PCI di Berlinguer. Per questo motivo fu osteggiato anche da settori consistenti del suo stesso partito e soprattutto dagli USA. Non abbiamo prove che i dirigenti della DC e la CIA fossero d’accordo con le BR ma è certo che decisero di lasciarlo nelle mani dei terroristi.
Moro e Impastato, due uomini diversissimi che però diedero la vita per le loro idee, per contrastare la mafia e il terrorismo. Due uomini che ebbero contro non solo la mafia e le BR ma anche la destra della DC, diversi apparati dello Stato borghese e l’ imperialismo statunitense. Entrambi rappresentano un simbolo di resistenza e di difesa della democrazia in un’Italia segnata da terrorismo “rosso”, da stragi di Stato e di mafia e dal terrorismo stragista dei neofascisti.
Oggi rimane ben poco della loro eredità nell’attuale classe politica di questo Paese. Quando il ministro dell’Istruzione afferma che Piersanti Mattarella fu assassinato dalle BR significa che in questo Paese la memoria storica è assente. Non può essere un lapsus. Nel migliore dei casi si tratta di ignoranza, nel peggiore di una precisa volontà di falsificare la storia per ragioni di propaganda politica. In ogni caso è un fatto grave, che dimostra che il tanto sbandierato merito in realtà è solo una foglia di fico per coprire una classe politica incompetente e senza alcun merito. Una classe politica che ci vuole ignoranti per poterci fregare. Anche per questo hanno approvato la schiforma degli istituti tecnici, che diminuisce drasticamente le ore destinate allo studio per aumentare le ore di lavoro in azienda. Questa classe politica vuole giovani ignoranti e pronti a farsi sfruttare dai capitalisti. Per questo sta distruggendo la scuola pubblica. Ma noi non glielo permetteremo e ci opporremo a questa schiforma con le unghie e con i denti, scioperando e manifestando come abbiamo fatto ieri. Perché i giovani meritano di conoscere la storia, di studiare e di sviluppare uno spirito critico.