di MASSIMO AMADORI –
Siamo un Paese di violenti, di razzisti e di rancorosi e non riusciamo nemmeno a provare pietà umana per la morte di un ragazzino di 19 anni, ammazzato dai carabinieri. Ci lamentiamo se le cose vanno male ma poi giustifichiamo sempre la violenza dello Stato, anche quando colpisce dei ragazzini. Certo Ramy avrebbe dovuto fermarsi al posto di blocco, ma questo non giustifica il suo omicidio. Fino a prova contraria in Italia la sanzione per chi non si ferma ad un controllo stradale è una multa, non la pena di morte. Le forze dell’ordine non dovrebbero mai comportarsi come i delinquenti che inseguono e fra le altre cose Ramy non era nemmeno un criminale, ma un ragazzino cresciuto in un contesto difficile. Chi giustifica il comportamento dei carabinieri dovrebbe solo vergognarsi.
Viviamo in una società in cui la vita umana non vale nulla, specialmente se sei povero e immigrato. Non tutti gli esponenti delle forze dell’ordine sono violenti e razzisti ma non è nemmeno corretto parlare di poche mele marce, perché è evidente che esiste un razzismo sistemico negli apparati repressivi dello Stato. L’omicidio di Ramy è solo uno dei tanti, perché spesso gli omicidi della polizia non vengono nemmeno ripresi e quasi sempre i casi vengono insabbiati, dal momento che sono le stesse forze dell’ordine a fare le indagini. Senza voler generalizzare è chiaro che occorrerebbe una riforma radicale della polizia. Soprattutto non si può pensare di risolvere i problemi sociali delle periferie con più repressione poliziesca. I giovani dei quartieri poveri non dovrebbero essere criminalizzati, ma aiutati investendo maggiormente nell’istruzione e nel lavoro. Il governo non riesce a dare risposte ai giovani e allora pensa di “risolvere” il problema con la repressione e la violenza.
Per quanto riguarda gli atti di vandalismo di alcuni manifestanti, è chiaro che sono gesti inutili e dannosi. Bisogna chiedere giustizia per Ramy, ma in maniera pacifica perché bruciare cassonetti non serve a nulla. Ma chi si indigna maggiormente per un cassonetto bruciato che per l’omicidio di un ragazzino di 19 anni non ha alcun rispetto della vita umana.
Giustizia per Ramy!