di MASSIMO AMADORI –
Il 15 gennaio del 1919 i marxisti rivoluzionari Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht venivano assassinati dai corpi franchi, gruppi paramilitari di estrema destra al servizio del governo socialdemocratico tedesco. Oltre a loro furono massacrati centinaia di socialisti rivoluzionari. In questo modo la socialdemocrazia sedava nel sangue la rivoluzione socialista in Germania, servendosi di fanatici protofascisti che dopo pochi anni entreranno a far parte del partito nazista.La sconfitta della rivoluzione tedesca aprì le porte al totalitarismo nazista.
Con Rosa Luxemburg veniva assassinata la principale leader del socialismo in Germania, ma soprattutto una grande pensatrice marxista libertaria, capace di criticare da sinistra non solo la socialdemocrazia tedesca ma anche Lenin e Trotsky. Capì infatti sin da subito che il bolscevismo correva il rischio di degenerare in una dittatura, ma non negò mai il suo sostegno alla rivoluzione d’ottobre e alla causa della rivoluzione socialista internazionale.Era convinta che solo il socialismo avrebbe potuto salvare l’umanità dalla barbarie della guerra e dei regimi autoritari. I fatti le diedero ragione.
Rosa Luxemburg oggi è un punto di riferimento per tutti i socialisti libertari, per tutti coloro che non si rassegnano alla barbarie del capitalismo e che sognano un mondo libero da ogni oppressione e violenza.
Socialismo o barbarie!