Ma quello che manca in Italia è una vera socialdemocrazia

di FEDERICA BASSO
(Pseudo)comunismo, cattocomunismo, liberismo, clericalismo, neofascismo… È del tutto evidente che le uniche tradizioni politiche che sono mancate nell’Italia repubblicana sono state quella liberalsocialista (dopo il misero 1% riportato dal glorioso Partito d’Azione nelle prime elezioni libere) e soprattutto – assenza grande come una casa – quella socialdemocratica e laburista. Una tradizione politica europea, anzi mondiale, oggi sicuramente molto annacquata ma che ha garantito in Paesi come la Svezia di Olof Palme il massimo possibile del Welfare e dello stato sociale.
Nel passaggio, ad esempio, dal Pci al Pds (poi Ds e Pd) si è passati dal “comunismo” (si fa per dire) ad un generico democraticismo né carne né pesce, saltando a pie’ pari proprio la socialdemocrazia, forse per non mischiarsi con un “socialismo” italiano (anche questo tra molte virgolette) che è riuscito nell’impresa di gettare alle ortiche gli insegnamenti di Riccardo Lombardi e Lelio Basso per finire nella vergognosa palude del craxismo, che ha trascinato nel fango – e all’estinzione politica – un partito come il PSI che è stato anche nobile e grande nella storia d’Italia, capace di conquistare il 32% dei voti nelle elezioni del 1919, pur con mille contraddizioni al suo interno.
Seguo da anni con attenzione l’impegno del Movimento RadicalSocialista, e vorrei che questa piccola grande associazione, preziosa ed unica nel panorama politico e culturale del nostro Paese, si impegnasse per fare da catalizzatore ad un nuovo polo laburista e libertario, connotato sui diritti sociali e non solo civili, non “riformista” ma RIFORMATORE, non anticapitalista ma socialista democratico, per fare quelle riforme radicali di cui l’Italia avrebbe bisogno come il pane.
Grazie per l’attenzione e l’ospitalità.

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