Europa sì, ma non certo questa UE!

di MASSIMO AMADORI
Io non mi sento europeo. Mi sento un cittadino del mondo. Sogno l’utopia di un mondo senza muri, confini e Stati nazionali.
Sono europeista, nel senso che credo nella prospettiva storica di un superamento degli Stati-nazione in Europa. Ma l’Europa che vorrei io non è quella attuale.
Non mi riconosco in un’Europa che respinge i migranti, che fa affari con i torturatori libici e con Erdogan e che è complice del genocidio di Gaza.
Non mi riconosco in un’Europa che non permette di spendere in sanità pubblica, istruzione e welfare ma che permette di fare debito per 800 miliardi in armi.
Soprattutto non mi riconosco in un’Europa guerrafondaia e imperialista, che si arma per competere e fare la guerra contro le altre potenze imperialiste, come Russia, Stati Uniti e Cina.
Non mi riconosco nell’Europa della piazza di ieri, in cui c’era tutto e il contrario di tutto. Una piazza voluta da Repubblica, i cui proprietari sono azionisti dell’industria delle armi. Una piazza che non condanna esplicitamente il riarmo e a cui hanno partecipato politici guerrafondai come Calenda. Una piazza in cui viene esaltata la presunta superiorità della cultura europea, da intellettuali "progressisti" come Vecchioni. Come se indiani e cinesi non avessero una cultura millenaria.
Quella era la piazza della guerra; io avrei aderito alla piazza pacifista promossa da Rifondazione comunista e dalla sinistra anticapitalista e antimilitarista. La mia Europa è quella del Manifesto di Ventotene: un’Europa socialista, democratica, federale e antimilitarista.
Molti "europeisti" guerrafondai citano Spinelli e il Manifesto di Ventotene senza averlo mai letto. l’Europa di Spinelli era socialista e democratica, mentre l’UE è capitalista e oligarchica. L’Europa di Ventotene era antimilitarista, mentre l’UE è guerrafondaia. L’Europa di Ventotene era contro il nazionalismo, mentre l’UE è un’alleanza di Stati nazione armati fino ai denti e nemici fra loro.
No, questa non è la mia Europa. Non sono disposto a manifestare per essa e tantomeno ad andare in guerra. Che vadano al fronte a difendere questa Europa gli intellettuali interventisti, la cui età media è settant’anni.
I giovani ieri non erano nella piazza dei guerrafondai.

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