di MASSIMO AMADORI –
Il sistema capitalistico per sua natura ha bisogno della guerra per sopravvivere, specialmente in periodi di crisi economica come quello attuale.
La guerra viene giustificata tirando in ballo la patria, la civiltà, la democrazia, la libertà e la religione, ma in realtà i motivi della guerra sono sempre principalmente economici: il controllo dei mercati e delle risorse, il profitto delle grandi aziende che producono armi e in generale degli oligarchi e dei capitalisti.
Questo vale in Europa, così come in Russia, negli Stati Uniti, in Cina e in tutto il resto del mondo. Ti fanno credere di combattere e morire "per l’Europa" o per la "grande madre Russia", per la "democrazia" o per la "Patria". In realtà sei solo andato al macello per gli interessi dei capitalisti.
Chi giustifica la guerra è solo un utile idiota al servizio dell’oligarchia e del capitalismo. Guarda caso industriali, politici, giornalisti e intellettuali borghesi che inneggiano alla guerra non sono quelli che ci andrebbero. Al fronte ci andrebbero i giovani, i proletari, i disoccupati dell’Italia meridionale. A morire siamo sempre noi del popolo, i civili innocenti, i bambini e i più fragili. Mai i politici e gli oligarchi che ci mandano al macello.
Questa volta però non ci faremo fregare (lo spero) e dichiareremo guerra alla guerra. Al fronte possono sempre andare gli intellettuali interventisti e sostenitori del suprematismo europeo come Vecchioni e Scurati. Questi intellettuali pseudo-progressisti nel 1914 sarebbero stati con l’interventista Mussolini e contro il pacifista Matteotti. Guerra alla guerra!