25 Aprile divisivo? Solo per i fascisti!

di MASSIMO AMADORI
In questo ottantesimo dalla liberazione dal nazifascismo occorre ribadire alcune verità storiche sulla lotta partigiana. La Resistenza non è stata una guerra fra nazioni ma principalmente una guerra civile, in cui i partigiani hanno preso le armi contro lo stesso governo italiano fascista, alleato della Germania nazista.
È stata una guerra civile europea, in quanto la lotta partigiana non avvenne solo in Italia ed anche nel nostro Paese vide la partecipazione di persone provenienti da tutto il mondo: africani, ebrei, Rom, Sinti, brasiliani, afroamericani, russi, slavi e persino tedeschi.
La Resistenza non fu una guerra fra popoli ma una guerra dei popoli uniti contro il nazifascismo.
Per molti aspetti fu anche una guerra di classe, in quanto per molti partigiani si trattava non solo di sconfiggere il nazifascismo ma anche di porre fine al sistema capitalistico che lo aveva generato, in una prospettiva di rivoluzione socialista.
La Resistenza, secondo lo storico Pavone, fu una guerra di liberazione dall’invasore nazista, una guerra civile fra fascisti e antifascisti e una guerra di classe per il socialismo. Questo rende la lotta partigiana assolutamente diversa da tutte le guerre attuali fra nazioni, a cominciare dal conflitto fra la Russia e l’Ucraina, ma anche fra Hamas e Israele.
I partigiani non erano soldati ma per lo più disertori, che presero le armi proprio perché non volevano andare in guerra. Utilizzare la Resistenza per giustificare il riarmo e la guerra è dunque un’operazione di ignobile falsificazione storica, dal momento che i partigiani erano in gran parte disertori e antimilitaristi.
La Resistenza vide la partecipazione di uomini e donne di tutte le tendenze politiche e religiose: socialisti, comunisti, azionisti, anarchici, cattolici, liberali e persino monarchici. Non fu dunque un derby fra fascisti e comunisti. Certamente i comunisti furono la maggioranza nella Resistenza e questo va riconosciuto, ma non ci furono solo loro. La Resistenza appartiene a tutti coloro che amano la libertà e la democrazia ed è divisiva solo se sei fascista. Chi oggi non festeggia evidentemente avrebbe preferito la vittoria di Hitler, anche se non ha il coraggio di ammetterlo.
La Resistenza ci ha regalato una bellissima Costituzione democratica, che purtroppo non è mai stata applicata. Si tratta oggi di riprendere gli ideali di democrazia, libertà e giustizia sociale che furono propri dei partigiani, perché sono ben lungi dall’ essere applicati. La Resistenza deve diventare un faro nella nostra lotta quotidiana contro le ingiustizie, contro la guerra e contro i nuovi fascismi, per un mondo libero dalla violenza e dall’ oppressione.
Ora e sempre Resistenza!

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