Giornata di lotta contro lo sfruttamento capitalistico

di MASSIMO AMADORI
Il 1° maggio del 1886 a Chicago la polizia sparò sui lavoratori che manifestavano per le 8 ore. In seguito alla repressione, numerosi anarchici, socialisti e sindacalisti furono impiccati. Sono queste le origini storiche del 1° maggio, che non è semplicemente una festa ma una giornata di lotta per i diritti dei lavoratori, nata per iniziativa dei socialisti e degli anarchici.
Oggi ci sarebbe ben poco da festeggiare, dato che ogni giorno ci sono lavoratori che muoiono sul posto di lavoro. Li chiamano incidenti ma spesso sono dei veri e propri omicidi, dovuti alla mancanza di sicurezza. Non è un caso che questi "incidenti" avvengano soprattutto quando le aziende appaltano e subappaltano per risparmiare i costi, senza curarsi della sicurezza dei dipendenti.
Si tratta di omicidi commessi in nome del profitto. Il sistema capitalistico si nutre del sangue dei lavoratori e ha senso festeggiare il 1° maggio solo in una prospettiva di superamento di un sistema che porta solo sfruttamento, precarietà e guerre.
Occorre ribadire con forza che i lavoratori di tutto il mondo hanno gli stessi interessi e che le guerre fra i popoli giovano solo al capitale e ai produttori di armi; giovano a coloro che sfruttano i lavoratori.
In questa giornata dobbiamo ricordare i nostri compagni morti sul lavoro e lottare per emancipare finalmente la nostra classe dal lavoro salariato e dallo sfruttamento capitalistico.
Dobbiamo lottare contro la guerra, il razzismo e contro tutto ciò che divide i lavoratori delle diverse nazioni, perché il nemico è sempre e soltanto il sistema capitalistico.
Viva il Primo Maggio internazionalista e socialista!

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