di MASSIMO AMADORI –
La pietà per i morti è sacrosanta ma non ci potrà mai essere una memoria condivisa fra fascisti e antifascisti, fra vittime e carnefici, fra oppressi e oppressori. Non ci potrà essere memoria condivisa fra chi deportava le persone nei campi di sterminio e chi veniva deportato, fra chi ha collaborato con i nazisti e chi invece ha lottato per liberare l’ Italia dal nazifascismo.
Chi parla di memoria condivisa il più delle volte intende riabilitare il fascismo, mettendo tutti sullo stesso piano e relativizzando così i crimini del nazifascismo. Stesso discorso vale per gli "anni di piombo". Da persona di sinistra non ho problemi ad ammettere che ci sono stati estremisti e violenti anche dalla mia parte, non ho problemi ad ammettere che le BR erano una montagna di merda e che coloro che hanno assassinato Ramelli in nome dell’ antifascismo erano dei criminali. Provo pietà anche per le vittime della parte opposta. Ma al tempo stesso non metto sullo stesso piano fascisti e antifascisti e certamente non voglio nessuna memoria condivisa con i terroristi neri che hanno sterminato decine di persone innocenti nelle stragi di piazza Fontana, di Brescia e della stazione di Bologna (solo per citarne alcune). Nessuna memoria condivisa con i neofascisti che assassinavano studenti e lavoratori colpevoli solo di lottare per un mondo migliore.
Negli anni Settanta c’era un grande movimento di operai e studenti nato nel ’68, un movimento rivoluzionario che voleva cambiare il mondo. E c’era chi per impedirlo non ha esitato a utilizzare i neofascisti per commettere stragi di uomini, donne e bambini. Le due parti non possono essere messe sullo stesso piano.
Con questo non giustifico certo quella parte minoritaria del movimento rivoluzionario che è degenerata nell’ estremismo e nel terrorismo, adottando gli stessi metodi dei fascisti. Il movimento operaio e socialista non ha mai fatto propri i metodi mafiosi e fascisti dei suoi nemici. Noi socialisti veniamo dalla tradizione democratica di Gramsci, Matteotti, Pertini e Basso. Non siamo terroristi e non siamo assassini. Usiamo la forza solo ed esclusivamente per difenderci, mai per aggredire le altre persone e per uccidere. Non siamo squadristi, a differenza dei fascisti.
