Il socialismo libertario significa autogestione, non statalismo

di MASSIMO AMADORI
Ho sempre preferito Pepe Mujica a Fidel Castro e a Chavez, in quanto alla prova dei fatti il socialismo democratico funziona meglio rispetto allo statalismo comunista. Statalizzare l’intera economia non porta al socialismo ma al capitalismo di Stato, creando un’immensa burocrazia di funzionari privilegiati. Mujica pensava invece che il socialismo dovesse sempre andare a braccetto con la democrazia e la libertà e che socialismo non fosse sinonimo di statalismo ma di autogestione democratica. Ecco perché invece di statalizzare le industrie promosse l’autogestione delle fabbriche da parte dei lavoratori.
Ci furono anche aspetti critici della sua politica, dal momento che aprì anche alle multinazionali inquinanti che sfruttavano le risorse del suo Paese. Ma del resto fare il socialismo in un Paese solo è impossibile e senza una rivoluzione socialista mondiale non è possibile realizzare pienamente il socialismo.
Ma il fatto che abbia promosso l’autogestione dimostra che Mujica ha cercato davvero un modello di società alternativo al capitalismo. Grazie a lui l’Uruguay è diventato un paese prospero e democratico, con sanità pubblica e istruzione di qualità, riducendo anche drasticamente la povertà e la disoccupazione. Viceversa il Venezuela di Maduro con il suo statalismo è diventato un regime autoritario in cui la gente muore di fame. Non solo non ha realizzato il socialismo ma nemmeno un minimo di democrazia e di giustizia sociale. L’alternativa al neoliberismo non può essere lo statalismo ma un socialismo libertario basato sulla democrazia diretta e sull’autogestione dell’economia. È un processo da realizzare con gradualità, nella prospettiva di una società senza Stato e senza disuguaglianze sociali.

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