di MASSIMO AMADORI –
Israele non è un blocco unico. Ci sono israeliani che sostengono il genocidio di Gaza e israeliani che sono contrari, ci sono i coloni di estrema destra che massacrano i palestinesi e israeliani che in questi giorni stanno scendendo in piazza contro Netanyahu e il genocidio. Ci sono militari assassini che uccidono donne e bambini e ragazzi e ragazze israeliani/e che si rifiutano di fare il servizio militare e di ammazzare i palestinesi, finendo per questo in prigione. Ci sono Netanyahu e i suoi ministri assassini ma anche giornali israeliani progressisti che denunciano ogni giorno i crimini del governo e ci sono israeliani non sionisti rappresentati dalla sinistra radicale, dai partiti e movimenti israeliani di ispirazione socialista, comunista e anarchica. Questi ultimi sono una minoranza ma rappresentano circa il 10 per cento della popolazione israeliana. Ridurre Israele ad un unico blocco di assassini sostenitori del genocidio non è quindi corretto, perché la società israeliana è complessa.
Per questo, pur essendo antisionista, non sarò mai anti-israeliano e tantomeno antisemita. Criticare il governo e lo Stato di Israele è un conto. Chiunque dovrebbe farlo, perché davanti al genocidio di Gaza chi rimane in silenzio è complice degli assassini. Ma sostenere che esista una “lobby ebraica” che controlla i politici di tutto il mondo e che l’israeliano sia malvagio e genocida per natura è antisemitismo e nemmeno il genocidio di Gaza può giustificare l’odio contro gli ebrei. Anche perché solo una presa di coscienza dei cittadini israeliani può porre fine al massacro di Gaza ed anche all’ occupazione dei territori palestinesi in Cisgiordania.