Più sicurezza? Sì, per i servizi segreti (ora non più “deviati”)!

di MASSIMO AMADORI
Il decreto sicurezza, oltre a reprimere il dissenso, investe i servizi segreti dello Stato italiano di poteri praticamente illimitati.
Lo scudo penale nei confronti degli agenti viene infatti ampliato a praticamente qualsiasi tipo di reato legato al terrorismo. Grazie al governo Meloni i servizi segreti potranno impunemente dirigere organizzazioni terroristiche e detenere materiale esplosivo.
La Meloni lo ha fatto per la nostra sicurezza? Ma quando mai! I servizi segreti erano quelli che durante la strategia della tensione furono implicati nelle stragi di Stato e nel terrorismo neofascista. Le sentenze hanno confermato il coinvolgimento dei servizi segreti dello Stato italiano nella strage della stazione di Bologna e nella strage di Piazza Fontana. Ora questi stessi servizi segreti vengono investiti di un potere praticamente illimitato. Potranno fare ciò che hanno sempre fatto illegalmente in maniera del tutto legale: dirigere organizzazioni terroristiche e utilizzare gli esplosivi, magari per commettere stragi come facevano negli anni di piombo.
Con il decreto sicurezza il governo Meloni legittima il terrorismo di Stato, lo normalizza. È un insulto alle vittime della strage della stazione di Bologna e di tutte le vittime delle stragi di Stato e del terrorismo nero. Grazie al decreto sicurezza saremo tutti molto meno sicuri; gli unici a essere più sicuri saranno gli apparati repressivi dello Stato.
Pochi si rendono conto della pericolosissima involuzione autoritaria che l’Italia sta vivendo per colpa del governo Meloni. Sta realizzando il piano eversivo e antidemocratico dei fascisti degli anni Settanta, utilizzando vie perfettamente legali. Complice la mancanza di un’opposizione seria e credibile.

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