di MASSIMO AMADORI –
Noi italiani siamo un popolo di ignoranti. Non giustifico chi domenica e lunedì non è andato a votare. Ma al tempo stesso penso che le responsabilità maggiori siano della sinistra e del sindacato. Non parlo della destra, perché è chiaro che i fascisti e i liberisti siano nemici dei lavoratori. Ma è la sinistra che dovrebbe tutelare chi lavora e sono i sindacati che dovrebbero mobilitare i lavoratori per difendere i loro diritti. La sinistra da anni non fa più il suo mestiere, mi riferisco soprattutto al PD. Come si fa a dare credibilità a un partito che vuole abrogare una legge da esso stesso approvata? È chiaro che il lavoratore medio, senza coscienza di classe, si è trovato spaesato. Non è solo colpa della propaganda astensionista della destra e del governo Meloni. Il PD è il principale responsabile non solo della vittoria della destra ma anche della sconfitta del referendum sul lavoro. Anche perché una parte del partito è ancora renziana e continua a difendere il Jobs Act. Non sono minimamente credibili, e nemmeno la Schlein.
Per quanto riguarda la CGIL, è vero che ultimamente si sta mobilitando ma è altrettanto vero che faceva poco o nulla per i lavoratori quando al governo c’era il centrosinistra. Anche questo è stato notato dagli elettori e sicuramente non fa onore a questo sindacato, che comunque continua a rappresentare milioni di lavoratori.
Piaccia o meno. L’ Italia sta vivendo una spoliticizzazione di massa. Non c’è coscienza di classe, non c’è coscienza democratica, non c’è coscienza civica. La gente non crede più a nulla. Le persone pensano solo a loro stesse e si sono convinte che nulla possa mai cambiare. Non hanno fiducia nelle lotte collettive, siano esse scioperi, manifestazioni o referendum. Anche perché spesso i risultati dei referendum sono stati disattesi, come quello sull’acqua pubblica. Sia chiaro che non giustifico nessuno ma cerco solo di capire le ragioni dell’astensionismo. Perché se sono chiare le ragioni dell’astensionismo alle elezioni politiche, la mancanza di fiducia nei partiti, l’astensionismo a un referendum sul lavoro ha motivazioni più complesse, che toccano anche aspetti sociologici e psicologici. Stiamo vivendo una psicosi di massa. Bisogna fare autocritica, senza nascondere le responsabilità della sinistra riformista e delle burocrazie sindacali. Dobbiamo cominciare da zero, tornare nelle periferie a parlare con la gente. Solo così potremo invertire la tendenza. Ci vorranno anni, ma prima cominciano e meglio è.