Dalla democrazia alla… democratura

di MASSIMO AMADORI
Ora sappiamo con certezza che la polizia ha infiltrato un partito politico di opposizione, nello specifico Potere al Popolo. Non viviamo in una democrazia, ma in un regime autoritario. PaP può non piacere ma è un partito democratico che si presenta alle elezioni. Non stiamo parlando delle BR o di altre organizzazioni terroristiche. PaP viene spiato perché fa un’opposizione seria e coerente al governo Meloni ed è presente in tutte le piazze contro la guerra, contro il genocidio a Gaza, per i diritti sociali e civili.
L’involuzione autoritaria dello Stato italiano è preoccupante ed è particolarmente evidente con il decreto sicurezza, grazie al quale i metalmeccanici che hanno manifestato recentemente a Bologna rischiano anni di carcere per il reato di blocco stradale. Per non parlare dello scudo penale dato ai servizi segreti, che legalmente possono anche dirigere organizzazioni terroristiche e commettere qualsiasi crimine violento e atto terroristico, cosa che già facevano negli anni di piombo, anche se illegalmente.
A causa della Meloni l’Italia assomiglia sempre più al regime di Orban. Non siamo ancora ai livelli di repressione che esistono in Russia o in Cina, ci sono libere elezioni ed entro certi limiti possiamo anche scrivere sui social. Ma il diritto di manifestare è limitato, il governo controlla buona parte del sistema mediatico, i servizi segreti possono compiere atti di terrorismo e la polizia si infiltra nei partiti di opposizione. Non è il fascismo storico, non è lo stalinismo ma è comunque una semi-dittatura. Una "democratura", come l’ Ungheria di Orban. O, se vogliamo, una "democrazia" illiberale. Che è un ossimoro. La situazione è preoccupante.

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