Il crudele massacro del 7 ottobre e l’orribile genocidio come vendetta: troppo difficile condannare entrambi?

di MASSIMO AMADORI
Non ho dubbi da quale parte schierarmi. Sto dalla parte di un popolo che sta subendo un genocidio e che da decenni subisce un’ occupazione illegale e brutale e un regime di apartheid. Per questo sto dalla parte dei palestinesi e della loro resistenza, anche armata. Perché per il diritto internazionale un popolo sotto occupazione ha diritto di resistere con ogni mezzo, anche con le armi. Ma il 7 ottobre non fu un atto di resistenza, fu un massacro di civili israeliani. La resistenza colpisce i militari dell’ esercito di occupazione, non bambini e civili inermi. Hamas è un’ organizzazione terroristica e antisemita, il cui obiettivo non è la liberazione della Palestina ma la cacciata degli ebrei israeliani. Il 7 ottobre non furono colpiti coloni e militari, ma ragazzi che ballavano in un rave e israeliani pacifisti dei kibbutz. Non è giustificabile.
Ovviamente la risposta di Israele è stata ancora più criminale e ingiustificabile, dato che un massacro non può giustificare un genocidio e comunque la guerra non è certo cominciata il 7 ottobre, come ripetono i fan di Netanyahu.
Il 7 ottobre però fu una tragedia sia per il popolo israeliano sia per il popolo palestinese. Non solo non ha portato alla liberazione di Gaza, ma ha provocato sofferenze enormi per tutti i palestinesi. Fra le altre cose Hamas in passato fu sostenuta da Israele, proprio con il fine di colpire le forze laiche, democratiche e socialiste della Resistenza palestinese. A cominciare dall’ OLP di Arafat. Hamas prese il potere sostenuto da Netanyahu e dai sionisti, con una guerra civile fra palestinesi. Hamas ha contribuito a distruggere i veri eroi della resistenza palestinese, i compagni e le compagne dell’OLP e di Al Fatah, i socialisti e i comunisti palestinesi. Per questo pur stando dalla parte del popolo palestinese e della sua resistenza non posso condividere gli slogan pro Hamas che giustificano il 7 ottobre.
I palestinesi non sono Hamas. Così come gli ebrei non sono il governo israeliano. Non è una partita di calcio, non dobbiamo ragionare come tifosi. Palestinesi e israeliani hanno il diritto di vivere in pace e libertà nella loro terra. Le persone che in questi giorni sono scese in piazza contro il genocidio non sono pro Hamas, chiedono la fine del genocidio e dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi. Solo una minoranza grida slogan pro Hamas e ovviamente la destra genocida pro-Netanyahu ci sguazza quando vede questi slogan. La guerra non è iniziata il 7 ottobre, ma il 7 ottobre è cominciato il genocidio di Gaza.

Lascia un commento