di MASSIMO AMADORI –
In Italia la sinistra socialista libertaria è sempre stata minoritaria rispetto alle correnti comuniste o socialdemocratiche. Le posizioni libertarie non hanno mai fatto breccia, né nella sinistra moderata né nell’ estrema sinistra. Eppure la sinistra italiana avrebbe molto da imparare dal socialismo liberale di Carlo Rosselli, così come dall’esperienza del Partito d’Azione. I comunisti rivendicano Togliatti, i socialdemocratici rivendicano Craxi. Ma nessuno rivendica l’eredità degli azionisti Vittorio Foa, Riccardo Lombardi e Emilio Lussu. Nessuno conosce il pensiero della sinistra socialista e libertaria del PSI e del PSIUP, rappresentata da Lelio Basso, Ranieri Panzieri e Lucio Libertini. È la tradizione del marxismo libertario, vicino alle idee di Rosa Luxemburg. È la tradizione del socialismo libertario di Rosselli. Una sinistra che ha preso il meglio degli ideali democratici e liberali dell’Illuminismo, una sinistra che ha portato avanti le idee di Marx in maniera non dogmatica e ideologica e che, pur non essendo propriamente anarchica, dialoga con gli anarchici e condivide alcune idee con l’anarchismo.
Io penso che la sinistra italiana avrebbe solo da guadagnare riscoprendo questa tradizione politica, che ha saputo coniugare la giustizia sociale con la libertà e la democrazia, il marxismo con l’anarchismo, il socialismo con il liberalismo.
Viva il socialismo libertario!
