di MASSIMO AMADORI –
I have a dream: un unico Stato "dal fiume al mare" in cui palestinesi e israeliani possano convivere in pace. Uno Stato laico, democratico e binazionale, che garantisca pari diritti agli arabi e agli ebrei. È il sogno anche di tanti palestinesi e israeliani. Purtroppo oggi potrebbe sembrare un’utopia, ma in questo momento è utopica persino la soluzione dei due Stati per due popoli. Forse in prospettiva la soluzione dei due Stati potrebbe essere più concretizzabile, ma a mio avviso risolverebbe il problema solo in parte, dato che con ogni probabilità un ipotetico Stato palestinese sarebbe continuamente in guerra contro lo Stato di Israele. Uno Stato binazionale invece potrebbe essere la prospettiva storica.
Non uno Stato nazione centralizzato, ma uno Stato federale che garantisca una piena autonomia sia ai palestinesi sia agli israeliani, con forme di autogoverno popolare basate sul confederalismo democratico. Come nel Rojav@ dei curdi.
Democrazia, socialismo, rispetto di tutte le etnie e di tutte le religioni. Io penso che oggi più che mai vada messo in discussione il concetto stesso di Stato-nazione, che oltre ad essere anacronistico finisce sempre per produrre Stati fondati sul razzismo e sulla guerra. Ad oggi tutto ciò può sembrare utopistico, specialmente se applicato al contesto palestinese e israeliano. Ma la prospettiva a mio avviso dovrebbe essere questa, perché l’alternativa sono le guerre, i genocidi, il terrorismo e la crescita della violenza e dell’estremismo. Fermo restando che ovviamente la scelta spetta agli arabi e agli ebrei che vivono in quella regione e che hanno tutto il diritto di vivere in pace. Ma fino a quando i territori palestinesi rimarranno occupati da Israele e proseguirà la pulizia etnica non si potrà parlare di pace.