La rivoluzione ungherese del 1956: contro il totalitarismo comunista, per il socialismo libertario

di MASSIMO AMADORI
Il 23 ottobre 1956 cominciò la rivoluzione ungherese. Studenti e lavoratori scesero in piazza e distrussero la statua di Stalin, dando inizio alla rivoluzione contro il regime stalinista. A differenza di ciò che molti pensano non fu una rivolta anticomunista e tantomeno fascista o reazionaria: fu una rivoluzione socialista che voleva distruggere il regime totalitario "comunista". Una rivoluzione che non chiedeva il ripristino del capitalismo in Ungheria ma la democrazia socialista, un socialismo basato sulla democrazia e sulla libertà, contrapposto sia al capitalismo sia al comunismo totalitario, sia alla NATO e agli Stati Uniti sia al patto di Varsavia e all’URSS.
Fu una rivoluzione che vide nascere a Budapest i consigli operai, simili ai soviet russi del 1917. Contrapposti questa volta non allo Zar ma alla dittatura del PC ungherese. La sinistra italiana si divise: I socialisti di Nenni, Pertini, Basso e Lombardi si schierarono con la rivoluzione ungherese, mentre i comunisti di Togliatti sostennero la repressione sovietica, che produsse migliaia di morti fra gli insorti.
La rivoluzione ungherese fu sconfitta, come tante altre rivoluzioni. Ma rappresenta ancora oggi un esempio di socialismo libertario e democratico. Il totalitarismo sovietico e stalinista è finito invece nella pattumiera della storia.
#rivoluzioneungherese

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