di MASSIMO AMADORI –
In uno stato di diritto la magistratura deve essere indipendente dal governo e soprattutto in alcuni casi ha il dovere di esercitare un controllo su ciò che fa l’esecutivo. In democrazia esistono pesi e contrappesi e un governo non può fare ciò che vuole, nemmeno se è stato eletto. Non sto parlando di democrazia socialista (magari!) ma di semplici regole di una democrazia formale. Meloni, Salvini e Tajani non hanno chiaro il concetto che in democrazia essere eletti non ti dà il diritto di fare ciò che vuoi. I governi non sono al di sopra della legge e della costituzione.
La verità è che il governo Meloni è un governo eversivo, perché mira a scardinare la Costituzione italiana. Per questo vuole controllare la magistratura, come è riuscito fare Orban in Ungheria. L’involuzione autoritaria in Italia è già in corso. La democrazia è in pericolo, così come lo stato di diritto.
Il governo Meloni è erede dei fascisti che negli anni Settanta provarono a colpire la democrazia con le bombe e le stragi. Sono gli eredi di Licio Gelli, che non a caso puntava a una riforma incostituzionale della giustizia, per subordinare i giudici al potere esecutivo. È ciò che accade in tutti i regimi autoritari e totalitari. È ciò che accadeva nel nazismo, nel fascismo e nello stalinismo.
Adesso la Meloni e i suoi camerati non lo stanno facendo con le bombe e con le stragi, ma usando mezzi legali. Però non per questo il loro progetto è meno pericoloso. Dobbiamo fermarli, mobilitandoci nelle piazze e votando NO al referendum sulla giustizia. Per difendere la democrazia, la Costituzione e lo Stato di diritto.