Votare NO al referendum per difendere la democrazia

di MASSIMO AMADORI
La separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri punta a mettere questi ultimi sotto il controllo del governo, affinché non indaghino mai sui crimini dei politici, dei potenti e dei colletti bianchi. Si vuole l’impunità assoluta per i mafiosi e per i corrotti e una "giustizia" ancora più classista e al servizio del potere politico.
Era il sogno di Licio Gelli, di Craxi e di Berlusconi. È il sogno di tutti i politici corrotti ma anche dei fascisti, perché tutte le dittature mirano a mettere la magistratura sotto il controllo del governo. Come ha fatto Orban in Ungheria, non a caso un modello per Salvini e la Meloni.
Il governo sta trasformando lo Stato italiano in un regime autoritario. La democrazia e la costituzione sono in pericolo, perché sotto attacco da un governo eversivo. Mattarella dovrebbe intervenire, in quanto garante della costituzione. Purtroppo non lo farà, perché non ha la stoffa di Sandro Pertini.
Dobbiamo mobilitarci contro questo progetto eversivo di chi vuole porre fine definitivamente all’indipendenza della magistratura. Ne va della nostra libertà. Se vogliamo un Paese in cui i politici corrotti e i mafiosi siano impuniti e il governo controlli i magistrati possiamo votare SI al referendum sulla giustizia. Ma se invece vogliamo evitare di fare la fine dell’Ungheria e difendere la democrazia dobbiamo votare NO. Sinceramente io non ho dubbi. Non è questione di destra e di sinistra ma di difesa della democrazia e dell’indipendenza della magistratura. Borsellino era di destra, ma si oppose sempre a coloro che volevano spezzare l’unità della magistratura separando le carriere!

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