Giù le mani da Pasolini!

di MASSIMO AMADORI
L’estrema destra prova da anni ad appropriarsi della figura del grande Pier Paolo Pasolini, con una vera e propria operazione di revisionismo storico.
È la stessa destra fascista che quando Pasolini era in vita lo diffamava continuamente, in quanto comunista e omosessuale. Sì, Pasolini era comunista, anche se eretico. Non poteva soffrire il comunismo ufficiale, con il suo autoritarismo e il suo conformismo. Fu espulso dal PCI stalinista per la sua omosessualità. Pasolini per fortuna non era stalinista, ma rimase sempre marxista, critico del capitalismo, del consumismo e della società borghese. Non disse mai che "i veri fascisti sono gli antifascisti", come vorrebbe una certa destra.
Pasolini fu sempre antifascista, anche se pensava che il fascismo storico fosse morto e sepolto e che il vero pericolo fossero le nuove forme di fascismo, create dal consumismo e dalla depoliticizzazione degli italiani. Per certi versi fu profetico, basta leggere i suoi Scritti corsari. Non sempre sono d’accordo con lui, ma era un gigante e appartiene alla storia della sinistra italiana. Non difese la repressione poliziesca contro gli studenti come vorrebbe la destra fascista, ma mise in guardia il movimento dal considerare i poliziotti come nemici, essendo questi ultimi dei "proletari in divisa". Tuttavia non difese mai la polizia in quanto istituzione repressiva. Ci vuole veramente una gran faccia tosta a considerare Pasolini un intellettuale di destra.
Giù le mani da Pasolini!

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