Per un socialismo federale e libertario

di MASSIMO AMADORI
Più Stato o più mercato? Secondo me è una falsa contrapposizione.
Come socialista libertario vorrei meno Stato e meno mercato. Provo a spiegare cosa significa.
La storia ha dimostrato che è fallimentare sia il modello di statalismo totale dei regimi comunisti sia il liberismo, che prevede un mercato senza regole. La "via di mezzo" socialdemocratica è certamente preferibile a questi due poli estremi, ma non mi convince del tutto, perché comunque non esce dal capitalismo e dallo statalismo. Con tutto ciò che ne consegue in termini di devastazione ambientale e non solo.
Non mi convince nemmeno il "socialismo di mercato" che c’è in Cina, perché altro non è che una forma di capitalismo di Stato.
La società senza Stato e senza mercato sognata dagli anarchici forse sarebbe la cosa migliore, ma è praticamente impossibile da realizzare in una società complessa come la nostra. Mi accontenterei allora di un sistema che limitasse fortemente il potere dello Stato centralizzato ma senza abolirlo del tutto, promuovendo forme di autogoverno locale basato sulla democrazia diretta.
Sono per un socialismo federale e libertario, contrapposto al socialismo di Stato.
Già nella fase di transizione fra il capitalismo e il socialismo dovrebbero essere "spezzati" tutti gli apparati repressivi e burocratici dello Stato, come voleva lo stesso Marx. Ma senza cadere nell’anarchia totale, mantenendo cioè lo Stato inteso come apparato amministrativo. Settori come la sanità e l’istruzione devono essere gestiti dallo Stato centrale, interamente. Senza nessuna apertura ai privati ma anche senza nessuna autonomia regionale o locale.
Per quanto riguarda invece il mercato penso che andrebbe regolato e soprattutto liberato dai monopoli privati. Le principali risorse naturali, i grandi mezzi di produzione, le banche e le risorse strategiche (energia, acqua, trasporti, ecc.) andrebbero socializzate, ma non necessariamente statalizzate.
Per il resto si potrebbe prevedere un’economia mista basata su piccole e medie imprese private e grande industria pubblica, andando però sempre più verso un’economia basata sulla proprietà sociale di tipo municipale o cooperativo.
In pratica non si tratta di contrapporre Stato e mercato, ma di liberare lo Stato dalla burocrazia e il mercato dai monopoli. Si tratta di liberare entrambi dalle oligarchie. In questo senso sia lo Stato sia il mercato andrebbero ridotti al minimo, democratizzati e messi sotto il controllo dei cittadini e dei lavoratori. Lasciando spazio finalmente alla società civile, all’autogoverno e all’autogestione in tutti gli ambiti.
Questa è la mia idea di socialismo democratico. E chissà, forse un giorno sarà anche possibile raggiungere l’anarchia, una società senza Stato e senza classi sociali. In fondo è il sogno di tutti i socialisti libertari.

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