di MASSIMO AMADORI –
Detesto Putin ma non odio il popolo russo. Detesto Netanyahu ma non odio il popolo ebraico e nemmeno il popolo israeliano. Detesto Trump ma non odio il popolo statunitense. Detesto Giorgia Meloni ma non odio il popolo italiano. Bisognerebbe sempre distinguere fra i popoli e i loro governi criminali, perché non farlo significa essere razzisti. E il razzismo fa sempre comodo ai criminali che governano tutti gli Stati del mondo. Fa comodo ai governanti perché dividere le persone serve a tenerle sottomesse, perché dividere la classe lavoratrice su base etnica, religiosa o nazionale significa favorire il capitalismo, che gioca proprio su queste divisioni per sfruttare i lavoratori. Fa comodo agli oligarchi che si arricchiscono grazie alla guerra fra i popoli.
Per me l’unica divisione che ha senso è quella fra oppressi e oppressori, per dirla con Don Milani, o fra uomini e caporali, per dirla con Totò.
In termini di classe, fra il 99 per cento dell’umanità che deve lavorare per vivere e l’1 per cento di oligarchi che si arricchisce grazie allo sfruttamento, alle guerre e alla devastazione dell’ambiente.
Il nemico non è mai lo straniero, l’immigrato, l’ebreo, il musulmano, il russo, il cinese, l’americano ecc. Il nemico è sempre in casa nostra: sono le classi dominanti e i loro governi che ci mandano al macello per i loro profitti, sono i signori della guerra. Questo dicevano i socialisti internazionalisti come Matteotti, Rosa Luxemburg e Karl Liebnecht durante la prima guerra mondiale. Questo affermano i socialisti internazionalisti di oggi.
Guerra alla guerra!