di MASSIMO AMADORI –
Sono contento che la destra abbia perso in alcune regioni, ma il "centrosinistra" ha ben poco da festeggiare. Il dato costante di qualsiasi elezione in Italia è l’ astensionismo, perché più della metà degli italiani non va a votare. La maggioranza delle persone è giustamente schifata sia dalla destra sia dal "campo largo". Perché la verità è che chiunque vinca se sei povero rimani povero, se sei precario rimani precario, se sei disoccupato rimani tale. Non nego che fra i due schieramenti ci siano delle differenze culturali e politiche, ma tanto la destra quanto il "centrosinistra" si limitano a gestire il sistema esistente, senza fare nulla per cambiarlo. Entrambi gli schieramenti rappresentano l’ 1 per cento di capitalisti e di oligarchi, contro gli interessi del 99 per cento della popolazione. È lo stesso problema che hanno negli Stati Uniti, dove democratici e repubblicani sono le due facce dello stesso sistema capitalistico. Ma negli States sta nascendo un movimento socialista forte e indipendente dai due schieramenti capitalistici, che ha portato all’ elezione di sindaci socialisti democratici a New York e a Seattle. Invece in Italia non abbiamo una sinistra decente che possa rappresentare i lavoratori. Anche per questo la gente non va a votare e per quanto io non condivida l’ astensionismo non giudico chi fa questa scelta. È comprensibile, perché la politica in Italia fa davvero schifo. Sono convinto che in presenza di una sinistra socialista e radicale una parte degli astensionisti tornerebbe a votare anche in Italia. L’ attuale sinistra radicale evidentemente non è in grado di attirare gli astensionisti, infatti non supera il 2 per cento. È troppo ideologica, non è concreta come la sinistra socialista negli Stati Uniti.