di MASSIMO AMADORI –
Sono un socialista democratico ma mi sento molto più vicino agli anarchici rispetto a tutte le altre correnti della sinistra radicale.
Non condivido tutte le posizioni dei compagni anarchici, a cominciare dall’astensionismo alle elezioni. Ma condivido il loro internazionalismo, la loro critica a tutte le dittature e a ogni forma di potere statale oppressivo (compresi i regimi “comunisti” e Hamas), il loro rifiuto del terrorismo contro i civili e di tutte le guerre, il fatto che appoggino sempre i popoli e mai i governi, distinguendo anche fra il popolo russo e Putin e fra il popolo israeliano e Netanyahu, il loro rifiuto di ogni forma di razzismo, di nazionalismo e di fascismo.
Non si può dire lo stesso del resto della sinistra radicale, che spesso ha posizioni estremiste, appoggia regimi dittatoriali e Hamas, senza distinguere fra il popolo di Israele e il governo genocida di Netanyahu. Gli anarchici non sono dogmatici, ma lottano contro ogni forma di oppressione. Da marxista libertario mi sento più vicino a loro rispetto ai comunisti autoritari (trotskisti compresi), ai riformisti socialdemocratici e ai tanti sedicenti “marxisti” malati di dogmi e di ideologia.
Mi riferisco agli anarchici della Federazione Anarchica Italiana, non certo ai sedicenti “anarchici insurrezionalisti” che conoscono solo il linguaggio della violenza e sono estremisti e fanatici. Oppure ai sedicenti “anarchici” che pensano che anarchia significhi fare quello che ti pare fregandotene degli altri e che spesso vanno a braccetto con i fascisti (No vax, putiniani, sostenitori della coppia che alleva i figli nel bosco, ecc.).
Anarchia non significa caos e violenza, ma libertà, rifiuto delle gerarchie e del potere statale. È lo stesso obiettivo dei socialisti democratici, anche se rispetto agli anarchici noi siamo più gradualisti e moderati e seguiamo una tattica diversa. Ma il fine è lo stesso, perché siamo entrambi dei socialisti libertari e rifiutiamo sia il capitalismo sia lo statalismo.
Non a caso il nostro Carlo Rosselli collaborava con l’ anarchico Camillo Berneri. Entrambi furono vittime di un regime totalitario: il primo del fascismo e il secondo dello stalinismo.
Viva il socialismo libertario!
