di ANTONELLA BUNDU –
Ieri sono stata a vedere la mostra di Robert Capa a Madrid.
Parte con la Guerra Civile Spagnola. Immagini del 1936: nelle strade di Madrid e di altre città repubblicane, Capa immortala folle di manifestanti che marciano per il Fronte Popolare. Alcune foto mostrano manifesti e riferimenti a figure rivoluzionarie internazionali, come Trotsky. Le prime immagini trasmettono entusiasmo, convinzione e un senso di comunità.
Le immagini come strumenti di coscienza: testimonianze della lotta concreta, dell’impegno collettivo, dell’energia di chi decide di resistere e di costruire comunità contro il potere che opprime; la forza rivoluzionaria del popolo organizzato.
Capa documenta la politica e la strategia militare, la realtà della guerra. Alcuni scatti mostrano partigiani sul fronte, armi in pugno, soldati in uniformi sporche di fango e sangue; la sofferenza dei civili: bambini scalzi che giocano tra le macerie, famiglie con i fagotti di ciò che resta delle loro case distrutte, volti segnati dalla fame e dalla paura.
Guardare oggi queste immagini significa riflettere su quanto le dinamiche della guerra siano purtroppo ricorrenti: civili colpiti, resistenza delle comunità, espressioni di coraggio e solidarietà. Le foto di Capa parlano ancora alle generazioni contemporanee, ricordando che la memoria storica non serve solo a comprendere il passato.
Nella foto: "Peironcely 10" (a Madrid) dopo un bombardamento.
