Concretezza (e lotta), non astratta ideologia!

di MASSIMO AMADORI
I socialisti se vogliono incidere nella società di oggi devono essere concreti. Non devono parlare di ideologia ma dei problemi concreti delle persone, a partire dal diritto al lavoro, alla casa e alla salute. Devono difendere i diritti civili e i diritti sociali, parlando un linguaggio che le persone possano capire, utilizzando anche i social e i nuovi mezzi di comunicazione.
Prima di presentarsi alle elezioni devono radicarsi nei quartieri popolari e nelle periferie, che purtroppo la sinistra da tempo ha abbandonato. Devono essere presenti in tutte le lotte dei lavoratori: dalla difesa del salario alla lotta contro il precariato nelle scuole.
Chiaramente la lotta per le riforme va sempre legata a una prospettiva di superamento del capitalismo.
Il nostro non deve essere un anticapitalismo ideologico, ma basarsi sui problemi concreti delle persone. Perché oggi oggettivamente il capitalismo non è in grado di assicurare a tutti il diritto alla salute, uno stipendio decente e una casa in cui far crescere i propri figli. Il socialismo del ventunesimo secolo deve essere concreto, non ideologico. Deve unire la lotta per i diritti sociali a quella per i diritti civili e la difesa dei diritti dei lavoratori alla difesa dell’ambiente. Non a caso molti compagni parlano di ecosocialismo, perché oggi la questione ecologica è fondamentale.
Prendiamo esempio dai socialisti democratici negli USA, che stanno crescendo proprio perché propongono soluzioni concrete ai problemi della gente, partendo dalle lotte popolari e dalle periferie.

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