Il 16 dicembre del 1978 moriva Lelio Basso, un gigante della storia del socialismo italiano. Iscritto al PSI fin dal 1921 divenne poi partigiano, fondando il MUP (Movimento di unità proletaria). Fu critico nei confronti del governo Badoglio e della politica di unità nazionale e di collaborazione di classe portata avanti dal PCI stalinista e dal PSI. Decise comunque di rimanere nel PSI, che unendosi al MUP divenne il PSIUP. Nel secondo dopoguerra fu un dirigente di spicco del PSI, divenne un padre costituente e scrisse l’ articolo 3 della nostra costituzione, a nostro avviso il più bello in assoluto.
Basso fu uno dei più importanti esponenti del socialismo di sinistra, critico al tempo stesso dello stalinismo e della socialdemocrazia. Rifiutava sia il riformismo socialdemocratico che il comunismo autoritario: per questo fu spesso in minoranza nello stesso PSI.
Tuttavia, pur essendo critico del PCI e dell’URSS, non fu mai anticomunista e anzi fu sempre favorevole all’unità di socialisti e comunisti, posizione che lo accomunava a Sandro Pertini, a Lucio Libertini e a tutta la sinistra socialista. Difese sempre l’ unità della sinistra e del movimento operaio e si oppose alla socialdemocratizzazione del PSI e all’accordo fra socialisti e democristiani nel “centrosinistra organico”. Per questo motivo nel 1964 uscì dal PSI e fu fra i fondatori del PSIUP. Presto però fu deluso anche da questo partito, la cui direzione nel 1968 giustificò l’invasione sovietica di Praga. Per questo motivo Basso non rinnovò la tessera, essendo da sempre antistalinista e critico dell’URSS.
Nella parte finale della sua vita fu eletto fra gli indipendenti di sinistra e, deluso dalla politica dei partiti, si occupò della difesa dei diritti umani, denunciando in particolare i crimini degli USA in Vietnam e delle dittature militari in America Latina.
A Basso di deve anche la riscoperta del pensiero di Rosa Luxemburg in Italia. Per Basso, Rosa Luxemburg era la migliore erede di Karl Marx.
Lelio Basso è stato uno dei più grandi socialisti italiani, perché portò sempre avanti una visione democratica e libertaria del socialismo. Si consiglia la lettura della sua biografia, scritta dal grande storico Sergio Dalmasso: “Lelio Basso, la ragione militante: vita e opere di un socialista eretico“.