di BERNIE SANDERS –
Ti faccio una domandina semplicissima: che cosa significa realmente essere libero?
Sei davvero libero se non puoi andare da un medico quando stai male o rischi la bancarotta finanziaria quando esci da un ospedale?
Sei davvero libero se non puoi permetterti i farmaci salvavita prescritti dai medici?
Sei davvero libero quando spendi metà delle tue scarse entrate per avere un tetto e sei costretto a indebitarti con una finanziaria a tassi d’interesse del 200 per cento?
Sei davvero libero se hai settant’anni e devi continuare a lavorare perché non hai una pensione o soldi sufficienti per ritirarti dal lavoro?
Sei davvero libero se sei costretto a lavorare 60 o 80 ore a settimana perché non riesci a trovare un’occupazione con un salario sufficiente per vivere?
Sei davvero libero se sei un genitore con un figlio appena nato ma sei costretto a tornare immediatamente al lavoro dopo la sua nascita perché non hai accesso ai congedi familiari retribuiti?
Sei davvero libero se hai una piccola attività commerciale o una piccola impresa agricola a gestione familiare cacciata dal mercato dalle pratiche monopolistiche delle grosse aziende?
Sei davvero libero se sei costretto a lavorare in un posto dove non hai nessuna voce in capitolo riguardo ai progetti di automazione che potrebbero farti perdere quell’impiego?
Sei davvero libero quando le decisioni più importanti sui progressi tecnologici – in ogni campo, dalle comunicazioni al commercio e alla sanità – sono prese nei consigli d’amministrazione di multinazionali che invariabilmente preferiscono i guadagni facili al tuo benessere?
La mia risposta a tutte queste domande è che noi americani non siamo liberi come ci piace credere, o come dovremmo esserlo. Per raggiungere l’autentica libertà a cui abbiamo diritto come esseri umani, non possiamo accontentarci della sola democrazia politica, specialmente in un momento in cui la stessa democrazia politica è oggetto di violenti attacchi. Abbiamo bisogno della democrazia economica tanto quanto della democrazia politica. Non c’è nessuna vera libertà senza giustizia sociale. L’unico modo per ottenerla è rompere le pastoie del vecchio modo di pensare secondo cui non esistono alternative al capitalismo senza freni.
Dobbiamo smontare la menzogna che ci è stata raccontata per decenni, quella che dice: «È così che funziona il sistema. È così che funziona la globalizzazione. È così che funziona il capitalismo. È così che datori di lavoro e dipendenti si rapporteranno sempre gli uni con gli altri. Non ci puoi fare niente. Perciò zitto e torna al lavoro».
In un mondo in cui l’economia e le tecnologie stanno cambiando rapidamente, non possiamo continuare a mantenere strutture economiche vecchie di secoli. Lo status quo non funziona per la grande maggioranza della nostra popolazione. Già da tempo avremmo dovuto affrontare il problema della crescita smisurata dell’avidità, della disuguaglianza e della distruttività prodotte dal capitalismo sfrenato nel quale oggi viviamo.
Abbiamo bisogno di un sistema che serva l’umanità, anziché sfruttarla!