Essere di sinistra vuol dire stare con gli oppressi, contro TUTTI gli oppressori

di MASSIMO AMADORI
Per me essere di sinistra significa schierarsi con gli oppressi e contro tutti gli oppressori, dalla parte delle vittime e contro tutti i carnefici.
Chi divide il mondo in campi non è di sinistra e tantomeno socialista, perché accetta la logica della politica borghese e statale, quindi segue una logica di destra.
Chi è davvero di sinistra non può che provare disgusto nei confronti di Trump, di Netanyahu, di Maduro, degli Ayatollah e di tutti coloro che utilizzano il potere per opprimere le altre persone, uccidendo, incarcerando, torturando e massacrando civili, bambini, donne, giovani, studenti e lavoratori.
Essere di sinistra significa rifiutare la logica mafiosa della legge del più forte, rifiutando la violenza dello Stato e del potere politico.
La sinistra ha senso solo se è democratica e libertaria, altrimenti diventa una brutta copia della destra.
Purtroppo esiste una "sinistra" estrema, cretina, ideologica e campista che tifa per gli Ayatollah solo perché sono nemici degli USA e di Israele. Ma esiste anche una sinistra libertaria che si schiera contro tutte le dittature e contro tutti gli imperialismi. E comunque l’estrema destra che lecca il sedere a due assassini come Trump e a Netanyahu non può fare la morale a nessuno, perché fa schifo al pari dell’estrema sinistra che tifa per gli Ayatollah. Come diceva De Andrè bisogna essere davvero coglioni per non accorgersi che non esistono poteri buoni.

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