Il 15 gennaio del 1919 i marxisti rivoluzionari Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht furono assassinati dai corpi franchi, squadracce para-naziste al servizio del governo socialdemocratico tedesco. Assieme a Rosa e Karl furono sterminate altre migliaia di socialisti rivoluzionari. Fu una vera e propria vendetta di Stato seguita al tentativo rivoluzionario spartachista appena fallito. La sconfitta della rivoluzione socialista in Germania aprì le porte al nazismo. Non a caso molti assassini dei corpi franchi in seguito passarono al servizio di Hitler.
Con l’omicidio di Rosa Luxemburg il movimento socialista internazionale perse uno dei suoi migliori elementi. La “Rosa rossa” fu davvero profetica, perché fu la prima ad accorgersi sia della degenerazione della socialdemocrazia sia di quella del comunismo.
Pur sostenendo la rivoluzione bolscevica criticò Lenin e Trotsky per le loro tendenze autoritarie, avvertendoli del rischio di una degenerazione della rivoluzione. La successiva controrivoluzione stalinista le diede ragione.
Per Rosa Luxemburg il socialismo doveva sempre andare di pari passo con la democrazia e la libertà. In questo senso può essere considerata come una teorica del socialismo libertario.
Le sue idee furono condannate da Stalin e dimenticate per anni dalla “sinistra” ufficiale, ma furono riscoperte nel secondo dopoguerra dalla sinistra socialista e in particolare da Lelio Basso, che ebbe il merito di pubblicare le sue opere in Italia. Basso la considerava come la migliore interprete del pensiero di Marx. Il marxismo libertario di Rosa Luxemburg è ancora attuale, in un mondo insanguinato da guerre, dittature, imperialismo e violenza. Socialismo o barbarie!