Quel che fa un prof “di sinistra” (e di storia)

di MASSIMO AMADORI
Sono un insegnante e sono di sinistra, per la precisione socialista libertario. Mi autodenuncio, come tanti miei colleghi.
A scuola non faccio propaganda di nessun tipo e anzi cerco di stimolare nei miei studenti delle superiori il pensiero critico, in modo che siano spronati a pensare con la loro testa.
Non faccio indottrinamento e non discrimino gli studenti di destra. Se un ragazzo facesse il saluto romano a scuola non gli metterei un brutto voto, ma dato che insegno storia gli spiegherei cosa sono stati il regime fascista e il regime nazista. Se fare politica significa indottrinare i ragazzi, io non ho mai fatto politica a scuola.
Tuttavia insegnando storia ed educazione civica parlo spesso di antirazzismo, antifascismo e rispetto dei diritti umani. In senso lato anche questa è politica, ma sono valori universali che riguardano la nostra costituzione e non la destra e la sinistra.
Noi prof. siamo autorizzati a trattare questi argomenti in educazione civica, specialmente se abbiamo competenze storiche. Sono convinto che i fascisti che vogliono schedare gli insegnanti di sinistra considererebbero propaganda politica di sinistra anche parlare a scuola della Costituzione, dei genocidi, dei diritti umani e del razzismo. Magari persino parlare delle responsabilità storiche dei fascisti italiani nella Shoah potrebbe essere considerata propaganda di sinistra. Credo che basti anche meno perché gli estremisti di destra accusino noi prof di essere "sovversivi" e "comunisti". Basta essere persone decenti per essere considerati tali dai fascisti. Quindi mi autodenuncio.

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