di MASSIMO AMADORI –
Chi ha pestato il poliziotto durante la manifestazione di Torino è un delinquente, che si tratti di un gruppo di esaltati o di fascisti e poliziotti infiltrati. La violenza non è mai giustificabile; quindi il pestaggio del poliziotto va condannato senza se e senza ma.
Detto ciò, la narrazione dei media e dei politici come sempre è a senso unico, perché violenza c’è stata anche dall’altra parte. Tutti i tg mostrano le immagini del poliziotto pestato con un martello da quei teppisti, ma nessuno mostra le immagini dei manifestanti pestati dai celerini, mentre erano a terra. Alla manifestazione di Torino la violenza è partita dalla celere, che ha caricato una manifestazione pacifica, manganellando e pestando studenti e attivisti di sinistra.
Inoltre la stragrande maggioranza dei manifestanti era pacifica e criminalizzare una manifestazione per poche mele marce è un’operazione infame. Chi strumentalizza questo episodio per criminalizzare i manifestanti e i dissidenti mira a creare uno stato di polizia.
Il governo Meloni utilizza le immagini del poliziotto pestato da quei delinquenti per giustificare nuove leggi repressive contro chi manifesta pacificamente. L’estrema destra italiana vuole impedire oggi dissenso e molti di loro vorrebbero l’ICE anche in Italia, dando alla polizia licenza di uccidere i manifestanti e gli oppositori. Non lo dobbiamo permettere e dobbiamo difendere la democrazia e la costituzione dagli attacchi dei fascisti. Proprio per questo dobbiamo dire chiaro e tondo che i teppisti che hanno preso a martellate il poliziotto non sono "compagni" ma utili idioti che fanno il gioco del potere. Non è moralismo. Se ti metti sul terreno della violenza lo Stato ha vinto in partenza, perché ha più armi e più forza di qualsiasi movimento rivoluzionario.
La nonviolenza invece è rivoluzionaria, perché permette di contrastare meglio il potere politico e la violenza di Stato, con azioni di massa più efficaci. Essere non violenti non significa rifiutare la legittima difesa. Gli oppressi hanno diritto ad usare la forza per difendersi dalla violenza degli oppressori. Ma pestare un poliziotto non è legittima difesa e i metodi squadristi non appartengono al movimento operaio e socialista. Non so se quei teppisti fossero estremisti esaltati o infiltrati della polizia e del governo. Quel che è certo è che hanno rafforzato lo Stato borghese, la sua repressione e la sua violenza.