In Francia sta accadendo una cosa gravissima. La classe dirigente capitalistica e i partiti di estrema destra stanno strumentalizzando la morte di un giovane neofascista, ucciso da estremisti di sinistra, per criminalizzare il movimento antifascista. In particolare è sotto attacco la France Insoummise, il partito socialista di Melenchon, che non è un partito violento e di estrema sinistra ma un movimento socialista democratico di sinistra.
La FI viene criminalizzata non solo dai fascisti, ma da tutti i partiti borghesi e dallo stesso Macron. La classe dirigente "liberale" sta legittimando gli attacchi violenti e squadristi dei neofascisti contro un partito socialista democratico. Le sedi della FI in questi giorni sono oggetto di continui attacchi squadristi. C’è stato persino un allarme bomba. Ma della violenza dei neofascisti nessuno parla, coperti come sono dallo Stato borghese.
La morte di un ragazzo di 23 anni è una tragedia, ma non per questo è lecito mettere fascisti e antifascisti sullo stesso piano. Non è un derby calcistico. Non esiste democrazia senza antifascismo e i fascisti sono da sempre i cani da guardia del sistema capitalistico e dello Stato borghese. Oggi come cento anni fa la loro violenza sistematica contro donne, omosessuali, immigrati, lavoratori e attivisti di sinistra è coperta dallo Stato e dai "liberali", essendo funzionale al capitalismo.
La teoria degli "opposti estremismi" è funzionale al sistema capitalistico, perché finisce per legittimare i neofascisti e criminalizzare i socialisti e gli antifascisti in generale.
Noi socialisti non siamo estremisti di sinistra e odiamo la violenza. Proviamo orrore anche per l’assassinio di un neofascista di 23 anni.
Solidarietà ai compagni della France Insoummise! Il fascismo non passerà!