di MASSIMO AMADORI –
La storia del socialismo italiano NON appartiene alla famiglia di Bettino Craxi.
Tralasciando il giudizio storico e politico su Bettino, per me decisamente negativo, i figli di Craxi oggi hanno posizioni che con il socialismo democratico nulla hanno a che spartire, e nemmeno con la sinistra. La figlia è addirittura con Forza Italia. Tutti sostengono il SÌ al Referendum costituzionale, assieme alla destra. Se già Craxi padre era distante anni luce dal socialismo di sinistra di Matteotti, Pertini e Riccardo Lombardi, i suoi figli ne sono ancora più lontani e di certo non possono parlare a nome dei socialisti italiani, che sono schierati per il NO a difesa della democrazia e della costituzione.
Eppure a livello mediatico ai craxiani viene dato spazio e non viene dato praticamente nessuno spazio a noi del Comitato Socialista per il NO 2026. In televisione dicono che i socialisti italiani voteranno SÌ al referendum, ma mentono sapendo di mentire. Bobo e Stefania Craxi non rappresentano il socialismo italiano ma solo loro stessi e il rancore che hanno nei confronti della magistratura per via della vicenda del padre. Posso capire i loro sentimenti ma il socialismo è un’altra cosa e non appartiene alla famiglia Craxi. Anzi, se per molti italiani di una certa età oggi il termine "socialista" è una parolaccia lo dobbiamo proprio a Craxi e soprattutto al craxismo. I craxiani non sono socialisti, non ci stancheremo mai di dirlo. E il PSI attuale non ha nulla a che vedere con il PSI storico di Matteotti, Turati, Nenni, Pertini, Basso, Morandi, Panzieri e Riccardo Lombardi. Non credo che questi giganti del socialismo italiano avrebbero mai votato SÌ a una riforma voluta da Licio Gelli, come ha ammesso apertamente il figlio. I craxiani hanno tutto il diritto di votare SÌ ovviamente, ma la smettano di parlare a nome dei socialisti italiani. Hanno già fatto abbastanza danni al movimento socialista!