Solidali con Cuba contro l’imperialismo rapace di Trump (ma quel regime non è socialista)

di MASSIMO AMADORI
Da socialista libertario e democratico sono molto critico nei confronti del governo cubano e del regime castrista. Non mitizzo assolutamente il “comunismo” cubano e sono consapevole di tutte le sue contraddizioni. Cuba non è una democrazia socialista come la intendevano Rosa Luxemburg, Giacomo Matteotti, Riccardo Lombardi e tanti altri grandi della storia del socialismo. Tuttavia penso che Cuba vada difesa dagli attacchi di Trump e dell’imperialismo USA, perché se il regime cubano è criticabile il capitalismo a stelle e strisce lo è ancora di più e certamente Trump non vuole la libertà e la democrazia per il popolo cubano ma soltanto depredarlo, come gli USA hanno sempre cercato di fare.
L’embargo criminale degli Stati Uniti contro Cuba non solo non aiuta il popolo cubano ma lo ha portato alla fame e con Trump la situazione sta diventando davvero tragica. Ci sono sicuramente responsabilità gravi del regime castrista in questa situazione, un regime burocratico e autoritario, che ha aperto al capitalismo privato in diversi settori. Ma le responsabilità maggiori sono degli Stati Uniti, il cui embargo ha portato Cuba alla fame.
Pur essendo critico del governo cubano, se Trump dovesse decidere di aggredire anche Cuba starei senza se e senza ma dalla parte dell’isola caraibica aggredita dall’imperialismo. Perché la soluzione per i problemi di Cuba non è la guerra e nemmeno il ritorno del capitalismo predatorio, ma la fine dell’embargo e l’evoluzione verso la democrazia socialista, basata sulla più intera e completa libertà per tutti, per dirla con Giacomo Matteotti.
Condizione necessaria per una democrazia socialista è la fine dell’embargo e delle minacce degli Stati Uniti e di Trump. Posto che poi anche il regime burocratico del PCC dovrebbe essere messo in discussione, perché non esiste democrazia socialista senza pluralismo politico, pluripartitismo e libere elezioni. Non può esistere socialismo senza la massima democrazia e libertà. Nessun regime dittatoriale basato su un partito unico potrà mai realizzare il socialismo. Ma è altrettanto vero che in una situazione di isolamento e di assedio realizzare una democrazia socialista è molto difficile, se non impossibile.
Chi ha a cuore la democrazia e la libertà per il popolo cubano dovrebbe quindi chiedere la fine dell’embargo criminale. Senza più embargo e minacce statunitensi sarebbe possibile mettere in discussione “da sinistra” la dittatura burocratica dei comunisti cubani e realizzare una democrazia socialista dei lavoratori. Nel frattempo ogni manifestazione concreta di solidarietà nei confronti del popolo cubano affamato e aggredito dagli imperialisti è sacrosanta.

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