Per una sinistra socialista libertaria

di MASSIMO AMADORI –
Una parte consistente di coloro che hanno votato NO pur odiando il governo Meloni e la destra non voterebbero mai per il centrosinistra e per il campo largo.
La vittoria del NO non è una vittoria del centrosinistra, fatevene una ragione.
Io penso che sarebbe necessario dare una rappresentanza politica a tutte quelle persone che non si sentono rappresentate né dalla destra e dai fascisti né dal campo largo e dal centrosinistra.
Siamo davvero in tanti, forse la maggioranza degli italiani. Da socialista democratico io vorrei un’ alternativa a questo sistema, non la solita scelta fra il tifo e il colera.
I giovani, gli studenti, i lavoratori e i disoccupati meritano un’alternativa politica a tutto questo e penso che i risultati del referendum ci dicono anche che esisterebbe una chance per una sinistra a sinistra del centrosinistra e del PD. A patto però di abbandonare una volta per tutte le divisioni settarie all’interno della sinistra. Perché se l’opportunismo del campo largo e del PD non paga a livello elettorale, di certo non paga nemmeno l’estremismo di sinistra dei vari partitini comunisti e di PaP, che hanno percentuali da prefisso telefonico e che sono rimasti fermi al 900.
Io penso che servirebbe invece una sinistra indipendente dal campo largo ma vicina ai valori del socialismo democratico e libertario, una sinistra radicale e anticapitalista ma non estremista, ideologica e settaria.
Nel mondo stanno crescendo movimenti socialisti democratici di massa, specialmente fra i giovani. Penso per esempio ai socialisti spagnoli e francesi o ai socialisti democratici di Sanders negli USA.
Forse anche in Italia esisterebbe uno spazio politico per un movimento socialista democratico di massa, capace di attuare un’alleanza fra tutte le forze di sinistra e progressiste, con il fine di una transizione democratica al socialismo. Non sarà facile e di certo non vinceremo le prossime elezioni. Ma credo che la prospettiva della sinistra socialista dovrebbe essere questa e che sin da oggi sarebbe necessario lavorare a questo progetto.
Credo anche che la sinistra dovrebbe essere ricostruita dal basso, non dai partiti e dai partitini ma dalle lotte dei lavoratori e dei giovani. Dobbiamo tornare a scendere in piazza, perché solo con la lotta possiamo conquistare i diritti e le vere riforme sociali.
La sinistra dovrebbe parlare di lotta di classe e di temi concreti: salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro, aumento degli stipendi, tassazione degli extra-profitti e delle grandi ricchezze, calmieramento dei prezzi dei beni di prima necessità e degli affitti, controllo pubblico e democratico delle risorse economiche fondamentali, transizione ecologica, riduzione drastica delle spese militari, investimenti massici in welfare, sanità, istruzione e trasporto pubblico.
Soprattutto la sinistra dovrebbe opporsi a tutte le guerre, senza se e senza ma. Io sono convinto che molti astensionisti sarebbero disposti a votare per una sinistra socialista coerente. Del resto in Italia il socialismo democratico di sinistra ha una grande tradizione, che va da Giacomo Matteotti a Riccardo Lombardi. In primis il socialismo etico e libertario di Giacomo Matteotti andrebbe riscoperto, perché è attualissimo.
Socialismo o barbarie!

Lascia un commento