La “pagella” di Togliatti: «Trotskista. Deportare». E l’operaio comunista italiano morì nei gulag sovietici.

di MASSIMO AMADORI
Se è vero che la destra italiana non ha fatto i conti con il fascismo, è vero anche che una parte della sinistra italiana non ha fatto i conti con lo stalinismo e soprattutto con la sua versione italiana, il togliattismo.
Sarebbe fin troppo facile dimostrare i legami di Palmiro Togliatti con lo stalinismo e non mi interessa nemmeno parlare dell’amnistia ai fascisti e di altri aspetti controversi del "Migliore". Racconterò solo di un documento storico in cui mi sono imbattuto scrivendo la mia tesi di laurea magistrale in scienze storiche sui comunisti e gli antifascisti italiani vittime dello stalinismo.
Il documento è stato ritrovato negli archivi sovietici e fu scritto da Togliatti. C’è la sua firma. Riporto le esatte parole del "Migliore" : "Trotskista. Deportare."
Questo documento segreto di Togliatti era destinato all’ ufficio quadri del Komintern. Il malcapitato da deportare era un operaio comunista italiano iscritto al PCI e rifugiatosi in URSS per sfuggire al fascismo. Inutile dire che questo poveraccio fu deportato sul serio nei gulag di Stalin con l’ accusa di "trotskismo" e morì assassinato nei campi di concentramento sovietici.
Togliatti non poteva non sapere che descrivendo in questo modo il suo compagno di partito lo avrebbe condannato a morte certa. Erano gli anni più bui dello stalinismo, gli anni delle purghe che tolsero la vita a centinaia di migliaia di persone, in massima parte socialisti, comunisti e anarchici.
Togliatti fu complice dello sterminio di oltre 200 comunisti e antifascisti italiani vittime dello stalinismo. Fu un delatore e denunciò ai sovietici i suoi stessi compagni di partito. Per me è stato soltanto un infame e un servo di Stalin. Non esitò nemmeno a votare per la condanna a morte di Imre Nagy dopo la rivoluzione ungherese del 1956, sedata nel sangue dai sovietici. Togliatti era un infame e un assassino stalinista. Spietato con i compagni dissidenti in Unione Sovietica e tollerante con i fascisti in Italia dopo la seconda guerra mondiale. Il ruolo che ha avuto nell’Italia democratica e nell’assemblea costituente non cancella i suoi crimini.

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