Se il “meno peggio” prepara sempre l’ancora peggio…

Se si dovesse andare a votare il campo largo ci chiederebbe il “voto utile contro le destre”. È un copione che abbiamo già visto negli ultimi trent’anni: alleanze elettorali con dentro tutto e il contrario di tutto, senza un programma comune e unite solo dall’avversione per un leader della destra.
Vent’anni fa il “voto utile” era contro Silvio Berlusconi e oggi contro Giorgia Meloni.
È chiaro che noi socialisti democratici saremmo ben contenti di mandare a casa la Meloni e i post-fascisti. Il punto però è che questa tattica non ha mai funzionato per battere la destra. Grazie alla logica del “voto utile” la sinistra in Italia ha perso ogni credibilità, perché ha finito per compromettersi con politiche neoliberiste e guerrafondaie, perdendo consensi. Il risultato è stato la vittoria delle destre alle scorse elezioni e la sostanziale scomparsa della sinistra. Davvero vogliamo continuare con questa strada fallimentare?
È chiaro che servirebbe l’ unità della sinistra, solo i settari negano questa necessità. Ma nel campo largo c’è dentro tutto e il suo contrario. Un’ alleanza al cui interno ci sono pacifisti e guerrafondai, neoliberisti e socialisti, gente che denuncia il genocidio in Palestina e gente che invece propone leggi per equiparare l’antisemitismo alla critica a Israele è un’alleanza che non funzionerà mai.
Fratoianni e Renzi la pensano in maniera opposta su tutto e non bisogna essere dei geni per capire che coalizioni di questo genere non funzionano. Non portano voti e pure se il campo largo dovesse riuscire a vincere le elezioni farebbe solo dei pasticci, regalando alla destra la vittoria alle elezioni successive.
È un film già visto e rivisto. Da trent’anni a questa parte il centrosinistra e la destra si alternano al governo, facendo sempre grosso modo le stesse politiche: tagli a sanità e istruzione, privatizzazioni, aumento delle spese militari, sostegno alla guerre imperialiste ecc. È per questo che la gente non va più a votare. La maggioranza degli italiani chiede una svolta radicale e non ne può più di questa pagliacciata. Centrosinistra e destra alla fine sono facce di una stessa medaglia capitalistica, come i repubblicani e i democratici negli USA. La vittoria del NO non è una vittoria del centrosinistra e del campo largo ma rappresenta in gran parte un voto contro l’ intero sistema e la richiesta di una alternativa politica ai governi del capitalismo.
La maggioranza dei giovani e dei lavoratori non si sente rappresentata. Noi pensiamo che in Italia esisterebbe lo spazio per una lista unitaria di sinistra, alternativa alla destra ma anche al campo largo e al PD. Forse non alle prossime elezioni, ma la prospettiva dovrebbe essere questa. Il problema però è che oggi lo spazio a sinistra è occupato abusivamente dal PD e purtroppo in Italia non esiste un movimento socialista democratico di massa che possa vincere le elezioni unendo l’intera sinistra, da AVS ai trotskisti. Non abbiamo nulla di paragonabile ai DSA di Sanders negli USA e nemmeno al PSOE di Sanchez in Spagna. In Italia non esiste nemmeno un partito socialdemocratico di sinistra. Forse nascerà se il PD dovesse implodere per le sue contraddizioni, liberando finalmente uno spazio a sinistra. A quel punto sarebbe possibile aggregare tutte le forze politiche che propongano un’alternativa al neoliberismo e alla guerra e noi socialisti libertari faremmo la nostra parte. Non possiamo sempre rassegnarci a scegliere fra il peggio e il “meno peggio”.

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