di MASSIMO AMADORI –
Chi ha tentato di assassinare Ranucci e sua figlia non voleva colpire solo loro ma tutto ciò che resta dell’ informazione libera in Italia e del Giornalismo con la G maiuscola.
Perché i veri giornalisti fanno paura, dato che le loro inchieste colpiscono il potere politico ed economico. Sono pochi, perché la maggioranza sono dei servi al servizio dei governi, come Bruno Vespa. Ma i pochi come Ranucci per il potere vanno zittiti, con le buone o con le cattive. Anche con le bombe.
Il potere borghese mostra sempre di più il suo volto mafioso, terroristico e antidemocratico. Gli attacchi del governo Meloni a Ranucci e al giornalismo libero e indipendente si sprecano e visto che non sono riusciti a zittirlo per vie legali qualcuno ha pensato di passare dalle parole ai fatti.
È presto per fare pronostici, ma chi ha studiato la storia italiana non può non vedere dei parallelismi con la strategia della tensione, quando la destra reazionaria si serviva dei fascisti e di alcuni apparati dello Stato per commettere stragi e atti di terrorismo. Oggi non stiamo vivendo la stessa situazione, ma a mio avviso il potere politico, le mafie e le classi dirigenti si sono spaventate a causa del movimento di massa contro il genocidio, che ha risvegliato la coscienza di milioni di italiani. Hanno paura che questo movimento non si fermi e finisca per mettere in discussione il potere capitalista.
Non dobbiamo farci illusioni: le classi dominanti difenderanno i loro privilegi con ogni mezzo, come hanno sempre fatto. Sono disposte a commettere qualsiasi violenza e atto criminale, sono disposte a commettere stragi e atti di terrorismo. Lo hanno fatto in passato e potrebbero farlo ancora, servendosi sempre dei fascisti. Che oggi sono anche al governo. Del resto chi è complice del genocidio di Gaza, come in passato fu complice della Shoah, non esita a usare la violenza stragista. La violenza fa parte del DNA del fascismo e il capitalismo spesso si serve dei fascisti per i suoi scopi. Proveranno a fermarci con ogni mezzo, di questo dobbiamo essere consapevoli.
Solidarietà a Ranucci e a tutti coloro che resistono alla barbarie.
Il ternano Pierluigi Rainone candidato a portavoce nazionale di MRS (proposta approvata all’unanimità)
di VALENTINA PENNACCHINI e GIANCARLO IACCHINI – 
Dicono che in questa Associazione c’è una democrazia talmente “orizzontale” che «non può decidere niente nessuno»: sbagliato, perché TUTTI possono PROPORRE, e se non insorgono obiezioni la cosa si fa all’istante!
Allora noi facciamo questa proposta: visto l’impegno e la forza quasi “incredibile” del circolo umbro guidato da Pierluigi Rainone (circa 60 compagni con il loro attivissimo gruppo WhatsApp e mille iniziative organizzate o in cantiere), ci sembra giusto e doveroso proporre Pierluigi come portavoce nazionale del Movimento RadicalSocialista, ripristinando dunque questa carica che per qualche anno avevamo abolito. Ma l’impegno e l’entusiasmo organizzativo devono essere riconosciuti, fermo restando il principio che dentro il Movimento siamo tutti uguali e chiunque può rappresentarlo ad ogni livello (salvo obiezioni evidenti sul suo operato). La totale democraticità dell’Associazione resta il nostro valore “interno” fondamentale, ma è giusto che MRS, dopo il ciclo dei fondatori, si rimetta in moto anche in forme nuove.
Nell’auspicio che Pierluigi sia disponibile, e che i compagni siano d’accordo (vale sempre il nostro vecchio metodo del “silenzio-assenso”, ma se ci sono consensi espliciti è anche meglio!
) avanziamo quindi con convinzione questa proposta.
Un saluto ed un ringraziamento a tutti coloro che continuano a credere nella libertà e nella giustizia!
Valentina e Giancarlo
P.S.: La proposta è stata discussa nella pagina facebook di MRS e approvata all’unanimità.
Riscoprire il socialismo libertario
di MASSIMO AMADORI –
In Italia la sinistra socialista libertaria è sempre stata minoritaria rispetto alle correnti comuniste o socialdemocratiche. Le posizioni libertarie non hanno mai fatto breccia, né nella sinistra moderata né nell’ estrema sinistra. Eppure la sinistra italiana avrebbe molto da imparare dal socialismo liberale di Carlo Rosselli, così come dall’esperienza del Partito d’Azione. I comunisti rivendicano Togliatti, i socialdemocratici rivendicano Craxi. Ma nessuno rivendica l’eredità degli azionisti Vittorio Foa, Riccardo Lombardi e Emilio Lussu. Nessuno conosce il pensiero della sinistra socialista e libertaria del PSI e del PSIUP, rappresentata da Lelio Basso, Ranieri Panzieri e Lucio Libertini. È la tradizione del marxismo libertario, vicino alle idee di Rosa Luxemburg. È la tradizione del socialismo libertario di Rosselli. Una sinistra che ha preso il meglio degli ideali democratici e liberali dell’Illuminismo, una sinistra che ha portato avanti le idee di Marx in maniera non dogmatica e ideologica e che, pur non essendo propriamente anarchica, dialoga con gli anarchici e condivide alcune idee con l’anarchismo.
Io penso che la sinistra italiana avrebbe solo da guadagnare riscoprendo questa tradizione politica, che ha saputo coniugare la giustizia sociale con la libertà e la democrazia, il marxismo con l’anarchismo, il socialismo con il liberalismo.
Viva il socialismo libertario!
Nobel alla Machado e non a Trump… che però ha vinto lo stesso!
di MASSIMO AMADORI –
Maria Corina Machado è la vincitrice del Nobel per la pace. Rappresenta l’opposizione di destra al regime di Maduro. Premetto che io non sono un chavista e tantomeno un fan di Maduro, che considero un dittatore che affama il suo popolo. Ma la Machado rappresenta un’opposizione reazionaria asservita alle oligarchie economiche e agli Stati Uniti. La signora Machado ha chiesto apertamente un intervento militare degli Stati Uniti contro il Venezuela. Niente male per un Nobel per la pace! Inoltre sostiene il governo genocida di Israele. Tutto è meno che una democratica e una pacifista.
In Venezuela esiste anche un’opposizione di sinistra alla dittatura di Maduro; ci sono socialisti e comunisti venezuelani perseguitati dal regime. Ma queste persone a differenza della Machado non chiedono un intervento armato statunitense, che oltre a provocare una sanguinosa guerra civile non porterebbe alla democrazia ma a una dittatura di destra asservita agli Stati Uniti e a Trump. Spetta solo alle masse popolari venezuelane rovesciare il regime di Maduro, non agli Stati Uniti e alla destra golpista del Venezuela. Potevano assegnare il Nobel a un/una rappresentante dell’opposizione socialista e democratica venezuelana, ma hanno scelto un’estremista di destra, una trumpiana di ferro. Alla fine Trump il Nobel lo ha vinto comunque.
Il crudele massacro del 7 ottobre e l’orribile genocidio come vendetta: troppo difficile condannare entrambi?
di MASSIMO AMADORI –
Non ho dubbi da quale parte schierarmi. Sto dalla parte di un popolo che sta subendo un genocidio e che da decenni subisce un’ occupazione illegale e brutale e un regime di apartheid. Per questo sto dalla parte dei palestinesi e della loro resistenza, anche armata. Perché per il diritto internazionale un popolo sotto occupazione ha diritto di resistere con ogni mezzo, anche con le armi. Ma il 7 ottobre non fu un atto di resistenza, fu un massacro di civili israeliani. La resistenza colpisce i militari dell’ esercito di occupazione, non bambini e civili inermi. Hamas è un’ organizzazione terroristica e antisemita, il cui obiettivo non è la liberazione della Palestina ma la cacciata degli ebrei israeliani. Il 7 ottobre non furono colpiti coloni e militari, ma ragazzi che ballavano in un rave e israeliani pacifisti dei kibbutz. Non è giustificabile.
Ovviamente la risposta di Israele è stata ancora più criminale e ingiustificabile, dato che un massacro non può giustificare un genocidio e comunque la guerra non è certo cominciata il 7 ottobre, come ripetono i fan di Netanyahu.
Il 7 ottobre però fu una tragedia sia per il popolo israeliano sia per il popolo palestinese. Non solo non ha portato alla liberazione di Gaza, ma ha provocato sofferenze enormi per tutti i palestinesi. Fra le altre cose Hamas in passato fu sostenuta da Israele, proprio con il fine di colpire le forze laiche, democratiche e socialiste della Resistenza palestinese. A cominciare dall’ OLP di Arafat. Hamas prese il potere sostenuto da Netanyahu e dai sionisti, con una guerra civile fra palestinesi. Hamas ha contribuito a distruggere i veri eroi della resistenza palestinese, i compagni e le compagne dell’OLP e di Al Fatah, i socialisti e i comunisti palestinesi. Per questo pur stando dalla parte del popolo palestinese e della sua resistenza non posso condividere gli slogan pro Hamas che giustificano il 7 ottobre.
I palestinesi non sono Hamas. Così come gli ebrei non sono il governo israeliano. Non è una partita di calcio, non dobbiamo ragionare come tifosi. Palestinesi e israeliani hanno il diritto di vivere in pace e libertà nella loro terra. Le persone che in questi giorni sono scese in piazza contro il genocidio non sono pro Hamas, chiedono la fine del genocidio e dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi. Solo una minoranza grida slogan pro Hamas e ovviamente la destra genocida pro-Netanyahu ci sguazza quando vede questi slogan. La guerra non è iniziata il 7 ottobre, ma il 7 ottobre è cominciato il genocidio di Gaza.
I meriti della Flotilla nel mondo a rovescio
di MASSIMO AMADORI –
A Goebbels viene attribuita la seguente frase, che probabilmente non pronunciò mai: "Una menzogna ripetuta cento volte diventa una verità". I nipotini di Goebbels oggi stanno mettendo in pratica questo principio della propaganda nazista. Durante un genocidio un gruppo di uomini e donne provenienti da tutto il mondo, di tutte le fedi e di idee politiche diverse decide di partire per portare un messaggio di pace e speranza al mondo intero. Decidono di farlo a rischio della loro stessa vita, consapevoli che lo Stato genocida di Israele potrebbe farli fuori. Il loro fine è aprire un varco per gli aiuti umanitari, per rompere l’assedio illegale contro la popolazione di Gaza. In pratica un gruppo di civili disarmati sta facendo ciò che gli Stati e i governi di tutto il mondo avrebbero dovuto fare. Senza violare nessuna legge e in maniera pacifica. I fatti sono questi. Per il governo Meloni invece la situazione è ribaltata: chi porta aiuti umanitari ai bambini che muoiono di fame e porta solidarietà a una popolazione vittima di un genocidio è un criminale e un guerrafondaio, mentre chi sta massacrando un intero popolo diventa la vittima. Una missione di civili disarmati e non violenti diventa un pericolo per la pace, mentre chi vende armi a uno Stato genocida diventa un pacifista. Nemmeno Goebbels era arrivato a una deformazione della realtà paragonabile a quella portata avanti dalla Meloni, da Salvini, da Tajani e da tutti i giornali della destra italiana. Goebbels in confronto a costoro era un principiante. Il governo italiano non è "solo" complice del genocidio di Gaza, è uno degli attori che lo sta compiendo, assieme a Trump e a Netanyahu. In futuro gli attivisti della Flotilla saranno ricordati come giusti fra le nazioni, mentre la Meloni, Salvini, Trump e Netanyahu saranno ricordati come i carnefici, al pari di Hitler, Himmler e Goebbels. Quanto meno, la missione della Flotilla ha avuto il merito di mostrare la mostruosa complicità di tutti i governi e gli Stati del mondo con il genocidio in corso. Solo per questo ha già fatto la storia. #STOPtheGENOCIDE #globalsumudflotilla
Pace in Palestina, ma senza i palestinesi
di MASSIMO AMADORI –
Da pacifista radicale penso che una pace ingiusta sia comunque preferibile a una guerra o a un genocidio. Questo vale sia per l’Ucraina sia per la Palestina. Ma al tempo stesso penso che sia impossibile arrivare a una pace giusta e duratura senza interpellare anche i palestinesi e gli ucraini. Il piano di Trump e Netanyahu non è un piano di pace, perché non prevede l’ autodeterminazione del popolo palestinese e anzi comporta una gestione coloniale del territorio palestinese di Gaza. Non è questione della cacciata di Hamas, perché nemmeno l’ANP sarebbe ammessa a partecipare alla gestione di Gaza. I palestinesi non sono nemmeno stati presi in considerazione e la Palestina sarebbe affidata a un governo colonialista occidentale, come prima del 1948.
Poco importa se a essere il dittatore di Gaza sarà Trump o il criminale di guerra Tony Blair. In entrambi i casi i palestinesi non saranno liberi e l’unico che ci guadagnerà sarà Netanyahu. Meglio della prosecuzione del genocidio? Certamente, però non è possibile sostenere che sia una pace giusta e duratura. Perché la gestione coloniale di Gaza porterebbe inevitabilmente ad altre guerre e non proteggerebbe i palestinesi dal genocidio, che verrebbe semplicemente procrastinato.
Il fatto che l’intera classe dirigente occidentale stia plaudendo al "piano di pace" di Trump e Netanyahu dimostra che l’ Occidente, gli Stati Uniti e l’Europa sono ancora imperialisti e colonialisti come nel secolo scorso. Sono ancora gli stessi farabutti che nella conferenza di Berlino si spartirono l’Africa. Gli stessi razzisti e suprematisti bianchi che pensano di avere il "diritto" di dominare i popoli considerati "inferiori".
Come spiega Hannah Arendt nel suo capolavoro "Le origini del totalitarismo" è proprio questa ideologia suprematista e colonialista dell’ Occidente ad aver generato il nazismo. Non riguarda solo i fascisti e i "sovranisti", perché anche gli atlantisti, gli "europeisti" e i "liberali" occidentali sposano in pieno questa ideologia. Per questo Blair, Renzi, Calenda, la Von Der Leyen e tutti i centristi europei si trovano dalla stessa parte della barricata con Trump e l’estrema destra, assieme a Salvini e alla Meloni.
Non ci potrà essere pace in Palestina fino a quando non sarà riconosciuto il sacrosanto diritto del popolo palestinese all’ autodeterminazione, fino a quando cioè Israele non rispetterà le risoluzioni dell’ONU ponendo fine all’occupazione illegale della Palestina.
#STOPtheGENOCIDE #FreePalestine
Nella musica la politica non deve contare… ma le competenze sì!
di MASSIMO AMADORI –
La musica non ha colore politico. Ci sono ottimi direttori d’orchestra di destra, di centro e di sinistra. Per quel che mi riguarda un direttore può anche essere di Forza Nuova, basta che abbia le competenze necessarie. Io non conosco il Maestro Venezi. Sono sicuro che sia una brava musicista e una professionista. Ma la sua è stata una nomina politica, non di merito. Non la conosco e quindi non esprimo un giudizio musicale su di lei ma se la stragrande maggioranza dei professori d’orchestra della Fenice ed anche degli altri teatri prestigiosi dice che non ha le competenze necessarie per dirigere un’orchestra di quel livello, io mi fido e sostengo la loro lotta.
La musica è una cosa seria ed è intollerabile che sia il governo a decidere le nomine dei direttori dei teatri più prestigiosi del mondo. Devono essere i musicisti a farlo, in maniera democratica e trasparente. Non è tollerabile che i politici piazzino i loro amici e parenti anche nei teatri lirici. È una mancanza di rispetto nei confronti dei musicisti e anche degli amanti della musica classica.
Auguro al Maestro Venezi una brillante carriera, ma deve fare la gavetta come tutti. Ci sono musicisti bravi quanto lei o anche molto più bravi che fanno la fame perché non hanno amicizie politiche. Non è giusto. Leggo commenti di persone che non sono mai entrate in un teatro lirico che attaccano i musicisti della Fenice. Davvero pensate di avere maggiori competenze musicali dei professori d’orchestra di uno dei più prestigiosi teatri italiani? Nel caso diplomatevi al conservatorio e fate il concorso per entrare alla Fenice. Se non sapete nulla di lirica e di musica classica il vostro parere vale meno di zero.
Stavolta il giochetto di criminalizzare chi manifesta è un po’ difficile…
di MASSIMO AMADORI –
Questa volta non ce la farete a criminalizzare i manifestanti, perché non siamo più 4 gatti. I media e i politici del governo raccontano balle, ma chi ha partecipato ieri alle manifestazioni per Gaza sa benissimo che sono state manifestazioni pacifiche. I complici del genocidio raccontano balle, perché sanno di avere torto e sanno che la maggioranza degli italiani sta con i bambini di Gaza. Le piazze di ieri parlano chiaro: il popolo italiano solidarizza con le vittime, mentre il governo Meloni appoggia Netanyahu. I media parlano solo degli scontri a Milano e non dicono nulla delle centinaia di migliaia di persone che sono scese in piazza pacificamente in tutta Italia. I benpensanti che si indignano più per 2 vetrine rotte che per un genocidio sono persone senza cuore e senza dignità. Il governo ha paura perché il massacro di Gaza ha risvegliato la coscienza di milioni di italiani. Siamo la maggioranza e siamo dalla parte giusta della storia. I violenti non sono coloro che ieri hanno manifestato, ma coloro che vendono armi a Israele. I violenti sono Giorgia Meloni e i suoi ministri, un branco di delinquenti assassini complici di un genocidio. Questi criminali invocano la galera per chi ieri ha manifestato bloccando treni e autostrade. Sappiano che la legge italiana prevede l’ ergastolo per i complici di un genocidio. Un giorno faremo i conti con questi assassini. Meloni, Salvini e compagnia meritano di essere processati dalla corte penale internazionale. La vostra repressione non fermerà la nostra rabbia sacrosanta. Alle vostre balle ormai non crede più nessuno, se non i cretini che vi votano. Una minoranza degli italiani. Fate bene ad avere paura, perché è solo l’inizio. Viva l’Italia solidale e antifascista! #STOPtheGENOCIDE #FreePalestine
La manifestazione più bella della mia vita (ed essere di sinistra non c’entra!)
di MASSIMO AMADORI –
Oggi in tutta Italia ci sono state manifestazioni contro il genocidio. A Bologna eravamo decine di migliaia. Ho 32 anni e scendo in piazza da quando ne ho 15. In vita mia ho partecipato a decine di scioperi e cortei, ma è la prima volta che vedo una piazza così piena. C’erano bambini, ragazzi delle superiori, studenti universitari, lavoratori e pensionati. Uomini e donne di tutte le età, italiani e immigrati.
È stata la manifestazione più bella della mia vita.
Chi ha aderito allo sciopero generale per Gaza ha fatto molto di più che scioperare: ha dimostrato che il popolo italiano sta dalla parte giusta della storia. Oggi i lavoratori italiani hanno scioperato per dire no al genocidio, contro un governo che invece continua a vendere armi a Israele e a fare affari con Netanyahu, un governo di delinquenti che malgrado l’evidenza e le risoluzioni dell’ONU continua a essere complice del governo israeliano.
Lo sciopero di oggi purtroppo non fermerà il genocidio, ma ha dimostrato che per fortuna gli italiani sono migliori della Meloni, di Salvini e di Tajani. Ovviamente non basta, dobbiamo continuare a mobilitarci fino a quando il governo Meloni non fermerà ogni collaborazione politica, economica e militare con il governo di Netanyahu. Dobbiamo bloccare il Paese, se necessario per settimane. Dobbiamo rendere la vita impossibile a questi assassini complici dello sterminio di donne e bambini. Ringrazio tutti i bolognesi che oggi hanno sciopero e sono scesi in piazza, perché mi hanno dato fiducia nel genere umano.
Non c’è bisogno di essere di sinistra per schierarsi contro un genocidio, basta essere umani.
Stop al genocidio! #STOPtheGENOCIDE #FreePalestine


