Socialismo e cristianesimo insieme per l’emancipazione degli oppressi!

di MASSIMO AMADORI
Ho sempre creduto nel dialogo fra cristiani e marxisti, perché entrambi lottano per l’emancipazione delle classi oppresse e dei diseredati. Ovviamente mi riferisco al miglior marxismo e al miglior cristianesimo, al marxismo libertario che non rifiuta il dialogo con i credenti e al cristianesimo progressista che non difende i potenti e lo status quo capitalistico.
La teologia della liberazione in America Latina fu un grande esempio di dialogo fra marxisti e cattolici, così come i preti operai in Italia. In America Latina ancora oggi c’è un forte legame fra cristianesimo e socialismo: centinaia di milioni di proletari cattolici non aspettano l’altra vita per avere giustizia sociale e democrazia, lottano per emanciparsi in questo mondo. Migliaia di preti ogni giorno lottano per l’emancipazione dei poveri su questa terra e molti di loro sono stati assassinati dalle dittature militari. Per non citare i preti che in Italia si sono opposti alla mafia e sono stati per questo assassinati.
Ognuno può pensarla come vuole sulla Chiesa ma è un dato di fatto che la rivoluzione socialista mondiale non si può fare senza la partecipazione delle masse popolari cattoliche, di tutte le centinaia di milioni di proletari che in questi giorni stanno piangendo il Papa. La Chiesa non è un monolite reazionario a difesa dello status quo, come pensano molti comunisti. È un’istituzione reazionaria nel suo complesso, ma che ha al suo interno molti elementi progressisti, se non addirittura rivoluzionari e critici del sistema capitalistico. I marxisti devono lavorare con tali contraddizioni, non chiudersi nell’ideologia e rifiutare il dialogo.
Lo stesso vale per i cattolici. Abbiamo tante cose in comune, fra cui la lotta contro la guerra, la difesa dell’ambiente, la critica del capitalismo e la difesa dei più poveri. Marxismo rivoluzionario e cristianesimo non sono poi così diversi come si pensa. Questo post non piacerà ai comunisti duri e puri e ai cattolici conservatori, entrambi arroccati su posizioni estremiste. ‘Sti cazzi! Io mi sento socialista e cristiano e come me la pensano milioni di proletari in tutto il mondo. Gesù era un grande socialista del suo tempo.

La morte di papa Francesco, sempre schierato per la pace e sempre dalla parte degli ultimi

di MASSIMO AMADORI
Papa Francesco è morto. Da marxista libertario sono lontano anni luce dalla Chiesa cattolica e mi definisco anticlericale. Ma ho sempre rispettato Bergoglio per la sua lotta per la pace, che è stata uno dei punti cardine del suo pontificato.
In un mondo devastato dalle guerre, Papa Francesco chiedeva la pace e il disarmo. Ha denunciato fino alla fine il genocidio in corso a Gaza, mettendosi oggettivamente dalla parte giusta della storia. Era l’unico leader mondiale a parlare di pace, disarmo, solidarietà e accoglienza, circondato da politici e governanti che invece non fanno che fomentare odio, razzismo, guerra e violenza. Gli stessi governanti ipocriti che in questi giorni lo omaggeranno e che lui disprezzava.
Rispetto alla classe politica che governa il mondo era un gigante e le sue parole erano sempre a difesa della dignità umana. Si schierava sempre dalla parte degli ultimi, in primis dei nostri fratelli migranti. Denunciava la disumanità dei governi e degli Stati contro di loro, i morti nel Mediterraneo e nei lager in Libia.
Rifiutò di incontrare Minniti, proprio perché lo considerava un assassino di migranti. Certamente non ero d’accordo con la sua visione della donna e degli omosessuali, ma il suo impegno per la pace e i diritti umani va riconosciuto. In questo era un grande cristiano, perché si identificava con gli ultimi di questo mondo, come Gesù. Lo dico da cristiano, anche se non sono cattolico. Il Cristo oggi non vive nei potenti come Trump e Putin ma nelle vittime di questo sistema: nei bambini palestinesi assassinati, nei migranti deportati, in tutte le persone oppresse, sfruttate e vittime della guerra.
Questo Papa Francesco lo sapeva e il suo pontificato è stato un esempio di fede cristiana. Da non cattolico lo rimpiangerò. Speriamo che il prossimo Papa non sia un conservatore e un reazionario ma prosegua sulla scia di Bergoglio.
Che la terra ti sia lieve, Francesco. Sono sicuro che oggi stesso sarai accolto da Gesù in paradiso.

Lo Stato “democratico” nella Repubblica “nata dalla Resistenza”

di MASSIMO AMADORI
Davvero vi stupite se un celerino indossa una maglietta nazista? Non avete ancora capito che lo Stato italiano non è mai stato antifascista? Io non penso affatto che i poliziotti siano miei nemici, non odio le persone che indossano una divisa e non credo che siano tutti dei fascisti e dei violenti. Ma al tempo stesso penso che la retorica sulle “mele marce” sia un modo per nascondere il problema. Chiunque conosca la storia italiana sa che la presenza dei fascisti negli apparati repressivi dello Stato non è l’eccezione, ma la regola. Sin dal 1946, quando i partigiani furono cacciati dalle forze dell’ordine e furono reintegrati i criminali fascisti in tutti gli apparati dello Stato, a cominciare dalla polizia. In questo modo lo Stato borghese continuò a proteggere le stesse oligarchie che si erano arricchite durante il fascismo.
Lo Stato borghese non è neutrale e democratico, ma è un apparato violento e repressivo al servizio dei capitalisti. Lo dimostrano le decine di contadini e operai massacrati nel secondo dopoguerra mentre scioperavano e manifestavano per i loro diritti, assassinati dalla stessa polizia che li massacrava durante il fascismo. Per non parlare poi della strategia della tensione e di tutte le stragi fasciste e di Stato, da Piazza Fontana alla stazione di Bologna, stragi che sono avvenute proprio perché i neofascisti erano ai vertici degli apparati dello Stato e dei servizi segreti.
Ci ricordiamo del G8 di Genova? È questo lo Stato di cui i poliziotti sono servi, non la Repubblica “nata dalla Resistenza” ma lo Stato delle stragi e della continuità con il fascismo. La funzione principale della polizia non è proteggere i cittadini ma il governo e gli oligarchi. Sono dei servi che devono obbedire agli ordini, anche quando si tratta di massacrare studenti e lavoratori. È il loro compito. Non si tratta quindi di mele marce, perché è il sistema stesso a essere marcio.
Con il DDL sicurezza le cose peggioreranno, perché le forze dell’ordine saranno ancora più impunite e incentivate alla violenza e alla tortura, non solo contro i delinquenti ma anche contro i lavoratori e i manifestanti pacifici. Perché per il governo il dissenso non deve essere permesso, nessuno deve osare protestare per i suoi diritti e nessuno deve permettersi di denunciare la complicità del governo Meloni con il genocidio di Gaza. Nessuno deve contestare il riarmo e la guerra. Siamo sicuri di vivere in una democrazia?

Restiamo UMANI!

di MASSIMO AMADORI
Non dobbiamo abituarci alla barbarie, non dobbiamo considerare normale il genocidio di Gaza e la guerra in Ucraina. Non dobbiamo abituarci a vedere i bambini palestinesi e ucraini assassinati e le scuole e gli ospedali bombardati. Non dobbiamo pensare che sia normale vedere uomini, donne e bambini deportati solo perché migranti e rinchiusi in prigioni in cui non sono rispettati i minimi standard di diritti umani. Non dobbiamo abituarci a politici che si fanno i selfie con il mitra e il Rolex davanti a esseri umani in catene, povera gente la cui unica "colpa" è essere nata nella parte "sbagliata" del mondo.
Tutto questo non è normale e non possiamo rimanere indifferenti. Ogni giorno dobbiamo denunciare la barbarie e la violenza della guerra, del genocidio e del razzismo, ogni giorno dobbiamo batterci contro le ingiustizie.
Questo sistema calpesta la dignità degli esseri umani, specialmente dei più fragili e dei più poveri, specialmente dei bambini. Non possiamo rassegnarci a Stati e governi che calpestano diritti umani. Non possiamo accettare la normalizzazione del genocidio e della guerra.
Restiamo umani!

Stanno calpestando la Costituzione!

di MASSIMO AMADORI
Mattarella ha firmato il decreto fascista e liberticida di Salvini e della Meloni, il DDL sicurezza.
Il presidente della Repubblica, che dovrebbe essere il garante della Costituzione, ha deciso di firmare un decreto apertamente incostituzionale, che fra le tante porcherie prevede anni di carcere per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate.
Mattarella si è reso complice di un governo di estrema destra che sta calpestando la democrazia e la Carta costituzionale conquistata con il sangue dei partigiani.
Lo Stato italiano è sempre più autoritario e antidemocratico, per colpa del governo Meloni ma anche di un presidente della Repubblica che per pavidità firma le leggi liberticide e incostituzionali di questo governo.
La fabbrica in cui lavori delocalizza e ti licenzia e tu decidi di protestare davanti alla tua azienda? Rischi anni di carcere per "blocco stradale". Scendi in piazza per gridare la tua indignazione per il genocidio di Gaza? Rischi anni di carcere, se la manifestazione non è stata autorizzata. Così lo Stato italiano può continuare a fare affari con il criminale di guerra Netanyahu e a vendere armi a Israele. Se poi i celerini ti massacrano di botte e tu li denunci, lo Stato li rappresenterà gratuitamente al processo. In pratica è una licenza a delinquere per la polizia.
La nostra costituzione democratica prevede il diritto a manifestare pacificamente le proprie idee, di conseguenza non c’è bisogno di essere un costituzionalista per capire che il DDL sicurezza è incostituzionale. Quando una legge non rispetta la democrazia e la costituzione è illegittima. Il governo Meloni è illegittimo e Mattarella non è il mio presidente! Vergogna!

DDL sicurezza, decreto liberticida!

di MASSIMO AMADORI
Il DDL sicurezza è un decreto fascista e liberticida. Non garantisce sicurezza, ma prevede la repressione del dissenso.
Se un lavoratore viene licenziato da una multinazionale che delocalizza la produzione, e decide di manifestare davanti alla sua azienda, rischia anni di carcere per "blocco stradale".
Al tempo stesso gli esponenti delle forze dell’ordine che commettono crimini e abusi riceveranno la piena assistenza legale dello Stato. In pratica il governo intende lasciare mano libera alla polizia per commettere violenze e torture, magari contro le persone che manifestino pacificamente.
Il DDL sicurezza oltre a reprimere il dissenso prevede un generale inasprimento delle pene per i reati comuni e al tempo stesso non prevede nulla per contrastare la mafia e la corruzione. Perché il governo Meloni è forcaiolo con i poveri ma garantista con i potenti e i politici.
Deve essere chiaro che questo decreto non garantisce sicurezza e non colpisce i delinquenti, ma è in primis un decreto che colpisce i lavoratori e le loro lotte, un decreto illiberale che colpisce la democrazia e il diritto al dissenso.
È un decreto incostituzionale che non va modificato ma abolito ed è una vergogna che Mattarella lo abbia firmato.
Sicurezza non significa più repressione ma investimenti in sanità, istruzione, welfare e lavoro. Sicurezza significa meno armi e più soldi per scuole e ospedali, significa salario minimo per tutti e diritto al lavoro. Perché senza giustizia sociale non esiste sicurezza. Il decreto di Salvini e Meloni garantisce solo la sicurezza dei padroni e dei potenti.

Più che il “movimentismo” serve un partito dei lavoratori

Sinistra movimentista e sinistra di partito: quando i partiti operai (in Italia PCI e PSI) erano forti, i lavoratori miglioravano le loro condizioni lavorative. Quando sono diventati deboli, e sono cresciuti i cosiddetti movimenti, i lavoratori hanno perso potere contrattuale e le loro condizioni sociali sono peggiorate. Chi studiasse bene la storia dei partiti e dei movimenti sindacali dal dopoguerra a oggi, scoprirebbe che fino agli anni ‘70 la forza dei partiti di classe ha prodotto importanti miglioramenti in Italia e nell’Europa Occidentale per i ceti più deboli. Non con una lotta marxista-leninista da partito di "cellula", ma con misure socialdemocratiche imposte anche attraverso governi moderati e borghesi, come in Italia erano gli esecutivi guidati dalla Democrazia Cristiana, costretti a rincorrere a sinistra i loro principali avversari politici. Che erano partiti di massa! Votati principalmente da operai, contadini, impiegati e artigiani.
I sindacati, da mere cinghie di trasmissione presero proprie iniziative e contribuirono non poco al miglioramento delle condizioni dei lavoratori. Figure come Pierre Carniti e Piergiorgio Tiboni, simboli di un sindacalismo autonomo, il primo restando nella Cisl, il secondo fondando la CUB, hanno permesso a migliaia di lavoratori di migliorare le proprie condizioni di vita. Sindacati forti e con leader lungimiranti possono “scavalcare a sinistra” sulle questioni salariali anche i grandi partiti di massa.
Oggi i grandi partiti di massa non esistono più, troppi sindacati, a partire da quelli confederali, si sono "ingialliti" e si accontentano di piccole mance, spesso date attraverso welfare aziendale, che costa meno alle imprese. I lavoratori hanno visto indebolirsi il loro potere contrattuale e non vedono più strutture in grado di difenderli. Ci sono sindacati coraggiosi e partiti che si battono per il socialismo, ma sono deboli e troppo spesso litigiosi tra loro.
Pullulano invece i movimenti. La sinistra movimentista scende in piazza per singoli temi con impegno e partecipazione. Si tratta il più delle volte di diritti di minoranze (etniche, religiose, sessuali, diversamente abili, quasi mai politiche) o di tematiche che vengono estrapolate dal contesto di lotta di classe (ambiente, diritti civili, pacifismo, salute).
Anche nella sinistra radicale in pochi vedono la necessità di un partito strutturato della classe operaia. Alcuni perché non credono più nel lavoro, altri perché imborghesiti nei modi (anche se economicamente poveri), altri perché è più facile gridare contro i fascisti o i sionisti che non ragionare sui danni che sta compiendo il nuovo Capitale globale fatto di fondi d’investimento, colossi tech e commercio online.
Mancano i partiti e le scuole di partito! Spazi dove i figli degli operai diventavano futura classe dirigente comunista e socialista. Oggi buona parte della popolazione mondiale, anche quella che pensa di vivere nel “ricco occidente”, è schiavizzata e alienata da un consumismo fascista, per citare il lungimirante Pier Paolo Pasolini di Scritti Corsari. Il fascismo di Amazon fa più male di quello di Casapound. Tanti compagni, persone perbene, senza delle guide illuminanti non potranno mai capirlo. E il loro genuino apporto si fermerà alle singole battaglie del momento e non alla lotta di classe tra sfruttati e sfruttatori.
Senza un partito che rappresenti i ceti popolari e non “le persone di sinistra” o i progressisti, temo che sarà molto difficile migliorare le condizioni di vita di chi sta peggio. In Italia e in Europa soprattutto, dove ci si sta impoverendo. Pietro Nenni diceva che i socialisti sono coloro che difendono chi è rimasto indietro; non blandire quelli andati avanti in cambio di un voto.
Oggi abbiamo politici eredi di quella tradizione che, sfruttando la bassa affluenza alle urne soprattutto dei più poveri, cercano il consenso solo di quella parte di popolazione che sta al loro passo su alcune tematiche. «Se la pensi come me su x e y allora votami». Chi non ha particolari problemi economici si appassiona a queste battaglie, ma chi non arriva a fine mese ha altro a cui pensare. La lotta di classe viene relegata al 900 e ai libri di storia. Per poi stupirsi se la nuova tecnodestra globalista (con l’asse Meloni-Musk alla faccia della sovranità nazionale) avanza, grazie a quei pochi poveri che si ostinano ad andare a votare.
Leonardo Marzorati

Le due piazze e la disinformazione dei media

di MASSIMO AMADORI
Ieri a Bologna c’erano due piazze: una genericamente per l’Europa, l’altra contro il riarmo dell’Europa e il genocidio a Gaza, organizzata dai sindacati di base.
Nella piazza "europeista" c’era di tutto: dai pacifisti in buona fede ai guerrafondai. Nell’altra piazza invece c’erano forze di diverso orientamento ma con una chiara piattaforma contro la guerra e il riarmo. Rispetto sempre chi manifesta le proprie idee e quindi non considero mio nemico chi ha scelto la prima piazza. Resta il fatto che gli organizzatori di piazza Maggiore, vicini al PD e a Repubblica, sono per il riarmo. Purtroppo sono riusciti a fregare tante persone in buona fede, che magari pensavano di manifestare per la pace e per l’Europa di Ventotene. Invece hanno portato acqua al mulino dei guerrafondai e della UE complice del genocidio del popolo palestinese.
È bello che manifestino assieme persone di idee differenti ma quando organizzi un corteo ci vogliono punti in comune e bisogna essere chiari sugli obiettivi della manifestazione. Se manifesti per la pace e l’Europa deve essere chiaro il fatto che sei contro il riarmo e contro la pulizia etnica a Gaza. Come nel caso della piazza di Roma indetta da Conte. Non si può dire lo stesso della Piazza del PD e di Repubblica. La manifestazione antimilitarista di piazza San Francesco è stata meno partecipata ma almeno aveva le idee chiare contro il riarmo e contro il genocidio, senza ambiguità. Era in linea con la piazza pacifista di Roma, che invece è stata molto partecipata.
I media hanno dato una visione falsata della manifestazione dei sindacati di base e della sinistra radicale. Non abbiamo manifestato contro l’Europa, ma contro la guerra e il genocidio. Non ci sono stati scontri violenti fra manifestanti e polizia ma solo qualche scaramuccia che si è risolta subito, senza cariche e fortunatamente senza feriti né fra i manifestanti né fra le forze dell’ordine. Io ero presente e ho visto la scena a debita distanza. I media hanno gonfiato tutto, per demonizzare chi manifesta davvero contro la guerra. «I soliti estremisti violenti», diranno i benpensanti che come sempre non erano presenti e che magari ritengono che bruciare una bandiera europea sia più grave di sterminare migliaia di bambini palestinesi.
Per quanto vi crediate assolti sarete sempre coinvolti!

Garantisti solo con i potenti

di MASSIMO AMADORI
Ogni volta che un leader di destra viene beccato a rubare, tutta la destra italiana grida al "complotto comunista" e alla "magistratura politicizzata".
Peccato che in galera ci finiscano solo i poveracci: innocenti o colpevoli che siano. Mai i ricchi e i potenti, mai i politici corrotti. Siano essi di destra o di "sinistra". Tutti garantisti con i potenti e i politici e forcaioli con i poveri e con i migranti.
I fascisti possono dormire sonni tranquilli, perché la Le Pen e gli altri delinquenti del Ressemblement National non si faranno un giorno di prigione, pur essendo dei ladri. Impedire la sua candidatura alle elezioni mi sembra davvero il minimo, perché in un sistema giusto e democratico finirebbe in prigione come tutti i comuni mortali che compiono lo stesso reato.
I fascisti sono sempre bravi a presentarsi come le vittime del sistema, anche se il sistema sono loro. Tuonano contro i corrotti ma poi sono i primi a rubare denaro pubblico. Si presentano come amici del popolo ma sono solo amici dei padroni, dei ricchi e dei potenti. L’estrema destra non ha nulla di popolare e di sociale, è sempre una fregatura. L’estrema destra non è mai stata e mai sarà antisistema e anticapitalista. Sono una banda di delinquenti che fomentano odio e guerra fra poveri per poter continuare a rubare al popolo. Se poi vengono pescati con le mani nella marmellata gridano al complotto comunista e puntano il dito contro i "burocrati di Bruxelles"

Gaza contro Hamas: «Né guerra, né martirio!»

di MASSIMO AMADORI
Le manifestazioni di massa contro Hamas a Gaza rafforzano anche le opposizioni contro Netanyahu in Israele, perché rendono palese il fatto che identificare Hamas con i palestinesi sia solo propaganda dell’estrema destra sionista e che quindi il governo israeliano non sta difendendo i suoi cittadini ma realizzando una pulizia etnica della popolazione di Gaza.
Molti israeliani se ne stanno rendendo conto e se diventeranno la maggioranza per Netanyahu sarà la fine.
La via per la pace è sempre la solidarietà fra gli sfruttati e gli oppressi di tutto il mondo. La via per la pace è l’unità dei popoli contro i loro governi imperialisti e guerrafondai che li mandano al massacro.
Palestinesi e israeliani sono fratelli, così come russi e ucraini. Potrebbero convivere in pace, se non fosse per la follia dei loro governi. Non è retorica marxista, sono i fatti che rendono necessaria un’unione fraterna delle masse popolari di tutto il mondo contro i governi e le classi dominanti. È l’unica via possibile per la pace.
I palestinesi lo stanno dimostrando, al di là della stupida retorica di chi si ostina a vedere i terroristi di Hamas come i rappresentanti della resistenza palestinese, quando è evidente che la popolazione di Gaza non vuole la guerra e non è disposta al "martirio".
La rivoluzione è l’unica soluzione alla follia della guerra.