MRS e l’idea politica sempre “silenziata” in Italia

Il recente boicottaggio sistematico da parte di Wikipedia – che prima ha ripetutamente cancellato la voce (politica) “Movimento RadicalSocialista”, poi la voce (teorica) “Radicalsocialismo” e infine, forse per ripicca personale da parte di qualcuno dei censori pardòn gestori, TUTTI i riferimenti (culturali) alle schede sui “nostri maestri” presenti in questo sito – ripropone “in piccolo” la grande questione del triste destino che in Italia hanno avuto (e continuano ad avere) le idee del liberalismo sociale, o socialismo liberale, o liberalsocialismo o radicalsocialismo appunto: cancellate, soffocate, represse dalle grandi “chiese” politiche che hanno dominato questo paese: il fascismo, il cattolicesimo politico (leggi Democrazia Cristiana) ed un “comunismo” da catechismo e fede dogmatica.
Quella che a livello internazionale è la cultura politica più alta, da Kant a Stuart Mill, da Russell a Dewey a Rawls, in Italia per vari motivi sembra non avere diritto di cittadinanza. E non solo per colpa del potere, come dimostra il disastroso 1% preso dal glorioso Partito d’Azione nelle elezioni del 1946, proprio all’indomani del suo eroico impegno nella Resistenza antifascista.
E il Partito Socialista, che avrebbe potuto agevolmente riprendere la tradizione politica dei vari Gobetti, Rosselli, Matteotti, Calogero, Capitini, Parri, Basso e Calamandrei, sappiamo in che mani è finito e come è finito!
MRS non è un partito, ma un’associazione culturale impegnata nella difesa, nella ricostruzione e nel rinnovamento di quella nobile radice politica, ricca di valori che hanno di fatto “scritto” i migliori articoli della nostra Costituzione.
Checché ne pensino certi ignoranti wikipediani, anzi wikipedisti, il Movimento RadicalSocialista non ha nessunissimo interesse a farsi pubblicità. Potrebbe sparire domani, o rinascere con un altro nome, e non cambierebbe nulla: l’impegno delle 5.000 persone che a vario titolo hanno dato vita all’associazione ed alla sua pagina facebook è semplicemente quello – in questo caso sì davvero convinto – di far riemergere dal silenzio in cui è stata cacciata una grande tradizione politica e culturale. In questo senso, la censura che ci riserva Wikipedia deve darci più forza, più consapevolezza e più notorietà, sempre al servizio del pensiero e dell’opera dei nostri maestri, che per fortuna anche sull’enciclopedia online ci sono tutti e sarà ben difficile cancellarli per fare dispetto a noi.
In quest’ottica, il boicottaggio ai danni di MRS è surreale, e fonte di indignazione ma più ancora di stupore. Però i nostri padri hanno fatto la Resistenza e noi, più in piccolo, “resisteremo” anche a queste vicende così indegne e meschine.

La dirigenza collegiale di MRS

Il caso Cecilia Sala e quel manicheismo che rovina la “sinistra”

di MASSIMO AMADORI
È possibile e doveroso denunciare Netanyahu e il genocidio del popolo palestinese e al tempo stesso schierarsi contro il regime reazionario iraniano. In entrambi i casi nel nome della democrazia, della libertà e dei diritti umani.
Se l’Occidente e la NATO hanno un doppio standard non significa che dobbiamo averlo anche noi, perché la realtà è complessa e ragionare da tifosi non aiuta a comprenderla. Il fatto che alcuni a sinistra stiano esultando per l’arresto di Cecilia Sala è gravissimo e dimostra che anche nella nostra parte purtroppo vanno di moda le semplificazioni e il tifo da stadio.
Sarebbe invece giusto denunciare l’omicidio dei giornalisti portato avanti dal governo israeliano e al tempo stesso l’arresto della nostra connazionale in Iran. Perché la libertà di stampa non è un valore negoziabile, che deve valere solo per alcuni.
Si possono anche non condividere le idee di Cecilia Sala, ma è una ragazza di 29 anni arrestata da un regime oppressivo. Quindi la sua incolumità viene prima di ogni considerazione politica e ideologica. Possibile che anche davanti a una ragazza di 29 anni arrestata debbano prevalere l’odio e la tifoseria da stadio?
Purtroppo, alcuni "compagni" pensano di combattere la barbarie del governo israeliano diventando a loro volta dei barbari e appoggiando regimi altrettanto oppressivi, come quello iraniano. Dimostrando da non saper uscire da una logica binaria e manichea che divide il mondo in buoni e cattivi, negandone la complessità. Purtroppo tutto il Medio-Oriente è governato da regimi reazionari, che si tratti del sionismo in Israele o del regime islamista in Iran. L’unica felice eccezione è costituita dal Rojav@ dei curdi, un esempio di democrazia e di libertà. Cecilia Sala libera! #restiamoumani

La voce (cancellata) “Radicalsocialismo” su Wikipedia

Continua – causa censura politica (come sostiene qualcuno) o più probabilmente semplice ignoranza – il boicottaggio da parte degli zelanti gestori di Wikipedia ai danni del Movimento RadicalSocialista e perfino del Radicalsocialismo come teoria: entrambe le voci sono state ripetutamente cancellate, come se una voce in più togliesse qualcosa alle 1.897.233 voci esistenti e benché i rimandi alla nostra originale rilettura del liberalsocialismo siano tranquillamente presenti in decine di pagine della stessa enciclopedia online. Evidentemente un’evoluzione del liberalsocialismo (nato un secolo fa) non è minimamente contemplata dai “vigilantes” wikipediani, e quel ch’è peggio viene esclusa a priori, da qui all’eternità. I riconoscimenti a livello nazionale e internazionale a MRS ed alla sua rielaborazione ideale vengono totalmente ignorati.

Ma per fortuna basta interrogare le chat di Intelligenza Artificiale per recuperare agevolmente TUTTO, perfino il materiale eliminato da Wikipedia “due minuti prima” 🙂 con la puntuale e documentata ricostruzione della differenza specifica del radicalsocialismo odierno (dal 2006 ad oggi) rispetto alle sue radici novecentesche. E naturalmente Internet nel suo complesso, l’immenso World Wide Web con i suoi motori di ricerca, è per fortuna troppo ampio per essere disciplinato e “normalizzato” da qualche capetto occulto smanioso di dimostrare il suo pseudo-potere contro un arricchimento culturale che non può essere arrestato proprio da nessuno!

Che dire? Pazienza, ce ne faremo una ragione. Con un sempre-grazie ai compagni di… Anarcopedia che ci ospitano più che volentieri nella loro Wiki alternativa!

La differenza tra il vecchio liberalsocialismo e il nostro radicalsocialismo (secondo l’Intelligenza Artificiale)

da ChatGPT:

«Il liberalsocialismo storico e l’attuale radicalsocialismo condividono alcune basi ideologiche, ma si differenziano per contesto storico, priorità politiche e approccio strategico. Vediamo le principali differenze:

1. Contesto storico e politico

Liberalsocialismo storico: nato nel XX secolo, in particolare nel periodo tra le due guerre mondiali e durante il dopoguerra. È stato una risposta ai totalitarismi (fascismo e comunismo autoritario) e al capitalismo sfrenato. Il liberalsocialismo cercava una sintesi tra le libertà individuali del liberalismo e la giustizia sociale del socialismo, opponendosi sia al liberismo economico puro che al collettivismo autoritario.
Radicalsocialismo attuale: nato in tempi recenti (fondazione del Movimento RadicalSocialista nel 2006), in un contesto segnato da crisi economiche globali, neoliberalismo, emergenze climatiche e crescenti disuguaglianze, si pone in opposizione al capitalismo neoliberale e punta a una radicale trasformazione sociale in chiave egualitaria e sostenibile.

2. Visione economica

Liberalsocialismo: sosteneva un’economia mista, con interventi statali moderati per correggere le disuguaglianze e garantire i diritti sociali. Promuoveva un compromesso tra mercato e stato, riconoscendo il ruolo del settore privato ma subordinandolo agli interessi collettivi.
Radicalsocialismo: adotta una posizione più critica verso il capitalismo, spesso sostenendo una redistribuzione profonda della ricchezza e il controllo democratico dei mezzi di produzione.
Si concentra su politiche di rottura con il sistema neoliberale, includendo il rafforzamento dello stato sociale e la proprietà pubblica in settori strategici. Continua a leggere

La colpevole assoluzione di Salvini (se questa è la “magistratura rossa”…)

di MASSIMO AMADORI
Salvini è stato assolto, in quanto per i giudici "il fatto non sussiste".
Prendiamo atto che per lo Stato italiano è ammissibile sequestrare decine di uomini, donne e bambini in nome della "ragion di Stato" e della "difesa della Patria". Difesa dei confini fatta contro donne, bambini e malati. Perché quando si tratta invece di difendere l’interesse nazionale davanti a multinazionali come Stellantis la destra si dimentica di essere sovranista ed è ben disposta a svendere la patria ai capitalisti stranieri.
Sinceramente la sentenza non mi stupisce, perché sono consapevole che in uno Stato borghese la magistratura non sarà mai completamente indipendente dal potere politico e dalle classi dominanti.
La magistratura "rossa" esiste solo nei deliri di Salvini. Prendiamo atto che la magistratura "rossa" assolve quasi sempre i politici e i potenti come Salvini, che anche le poche volte in cui vengono condannati non si fanno un giorno di carcere. Loro sono sopra la legge. Mentre in galera ci finiscono solo i poveri, a cominciare dagli attivisti ecologisti accusati di "blocco stradale". O magari chi salva la vita ai migranti, accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Per lo Stato italiano torturare, uccidere e sequestrare i migranti non è un crimine, mentre lo è salvare la vita alle persone. Perché per lo Stato italiano la vita di un migrante non vale nulla.
Il sistema è marcio sin dalle fondamenta.

Le due Milano del sindaco Sala

di LEONARDO MARZORATI
La giunta di Beppe Sala a Milano ha cercato di dipingersi come simbolo di modernità e progresso, ma le sue scelte politiche mostrano un allontanamento preoccupante dai valori fondamentali della sinistra: la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e la sicurezza per tutti i cittadini. In questo contesto la cementificazione dilagante, la speculazione edilizia e le problematiche legate alla sicurezza stanno rendendo Milano una città sempre più difficile per le fasce più deboli, in particolare per le donne.
Un tema caldo che ha polarizzato il dibattito cittadino è rappresentato dalla proposta di costruzione del nuovo stadio di San Siro. Mentre la giunta sostiene che il progetto porterà benefici economici e turistici, è evidente come questa scelta si inserisca in una logica di speculazione edilizia che deturperà il paesaggio urbano, non tenendo conto delle loro radici culturali e sociali. I grandi gruppi immobiliari come Coima di Manfredi Catella (la versione liberal di ciò che era negli anni ’80 e ’90 il “fascista” Salvatore Ligresti) fanno grandi utili da queste operazioni, ma i cittadini più poveri non hanno un minimo vantaggio economico. Anzi, vengono penalizzati, specie coloro che vivono in affitto, e a Milano sono tanti. Continua a leggere

Ma perché Wikipedia boicotta MRS?

La pagina di MRS su Wikipedia viene regolarmente cancellata da 15 anni; ed ogni nostro tentativo di reinserirla va incontro all’ennesima cancellazione immediata.
L’ultimo episodio è del 15 dicembre.
La domanda è semplice: c’è forse un motivo POLITICO per censurare un’associazione liberalsocialista che vuol continuare le idee dei gloriosi Giustizia e Libertà e Partito d’Azione?
Siamo estremisti, o forse "troppo" antifascisti, oppure troppo "libertari"???
Grazie agli anarchici di "Anarcopedia" che ci danno ospitalità denunciando la "censura fascista" di Wikipedia, ma canto cielo: PERCHÈ, per quale dannato motivo, dovrebbe esistere questa censura? A chi diamo fastidio???

Post scriptum: per fortuna l’Intelligenza Artificiale (in questo caso con la chat Copilot di Microsoft) è stata più veloce del pur solerte censore wikipediano, ed ha salvato splendidamente quanto avevamo scritto!


«Il Movimento RadicalSocialista (MRS) è un’associazione politico-culturale fondata nel 2006 con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare le radici libertarie della sinistra italiana. I suoi valori e ideali principali includono:

Libertà e uguaglianza: Unire concetti spesso contrapposti dalla politica tradizionale, come libertà e uguaglianza, in direzione di un ideale di libertà eguale per tutti.

Progresso e dignità: Promuovere una libertà sostanziale e per tutti, intesa come la piena realizzazione della persona nella sua dignità.

Diversità e pari opportunità: Valorizzare le diversità individuali e promuovere pari opportunità, diritti civili e sociali.

Emancipazione: Lottare contro ogni forma di oppressione politica ed economica.

Il MRS si ispira alle esperienze storiche del liberalsocialismo italiano, di Giustizia e Libertà, del Partito d’Azione e a figure dell’antifascismo come Piero Gobetti, Carlo Rosselli, Guido Calogero, Aldo Capitini e Lelio Basso»

(da WIKIPEDIA) 🙂

Siria: la speranza curda (tra dittatura laica e fondamentalismo islamico)

di MASSIMO AMADORI
La caduta del regime tirannico di Assad è un fatto positivo. Un duro colpo per l’Iran e per l’imperialismo russo. Il problema è che probabilmente ne trarranno vantaggio non le forze socialiste e democratiche ma i fondamentalisti islamici, i ribelli foraggiati dall’Occidente, dalla Turchia e da Israele. La Siria potrebbe diventare un sanguinario regime islamista alleato della Turchia, passando dalla padella alla brace, dalla dittatura "laica" di Assad alla ancor peggiore dittatura islamista. Questo darebbe forza alla rinascita dell’ISIS e del terrorismo islamico. L’unica speranza sono le forze rivoluzionarie e progressiste dei partigiani curdi, ostili tanto al regime di Assad quanto ai ribelli islamisti. Se i rivoluzionari curdi riuscissero a guidare una rivoluzione sociale come nel Rojav@ l’intera Siria adotterebbe un sistema democratico, socialista, femminista ed ecologista, permettendo la convivenza pacifica fra tutti i popoli e tutte le religioni.
Non è un’utopia, dato che in Rojav@ i compagni curdi resistono da 12 anni. Ma sicuramente è una prospettiva ardua, perché la rivoluzione sociale e democratica sarebbe osteggiata tanto dall’Occidente, da Israele, dalla Turchia e dai ribelli fondamentalisti quanto dalla Russia e dall’Iran. Ma un esperimento di questo tipo potrebbe attrarre altri popoli nello scacchiere mediorientale e il confederalismo democratico potrebbe diffondersi in tutta la regione, ponendo fine alle guerre, alle dittature e agli estremismi.
Purtroppo questa prospettiva è molto lontana. È più probabile che siano i fondamentalisti islamici a trarre vantaggio dalla caduta di Assad. Gli islamisti seminerebbero il caos e il terrore in tutta la regione e i compagni curdi verrebbero sterminati. Ma non disperiamo: non può piovere per sempre. Socialismo o barbarie!

Definirlo “genocidio” è corretto

di MASSIMO AMADORI
Per quel che vale la mia opinione, da studioso dei genocidi penso che sia corretto parlare di genocidio per descrivere il massacro dei palestinesi a Gaza. È riduttivo parlare di guerra, perché a differenza della guerra fra la Russia e l’Ucraina i palestinesi non hanno un esercito e nemmeno uno Stato. L’esercito israeliano non combatte, ma massacra civili disarmati. Certo in tutte le guerre vengono uccisi i civili, lo fa Putin in Ucraina e lo hanno fatto gli USA in Afghanistan e Iraq. Ma Russia e Stati Uniti quando uccidono civili hanno obiettivi militari. Si tratta comunque di crimini di guerra e di crimini contro l’umanità, ma Netanyahu sta colpendo deliberatamente la popolazione civile palestinese, senza alcun obiettivo militare. Inoltre il governo israeliano sta bloccando consapevolmente tutti gli aiuti umanitari, con il fine di provocare la morte di più palestinesi possibile. Le persone a Gaza vengono affamate scientificamente: altra caratteristica tipica di un genocidio. E vengono bloccate le vie di fuga, in modo che le vittime non possano fuggire. Diversi esponenti del governo israeliano hanno detto apertamente di volere lo sterminio dei palestinesi. Gallant li ha definiti "animali", utilizzando un linguaggio genocidario. Quindi se non è un genocidio ci va molto vicino e sicuramente è una pulizia etnica. Lo stesso confine fra genocidio e pulizia etnica è labile, dato che molti studiosi e giuristi considerano la pulizia etnica una forma "attenuata" di genocidio. Non deve spaventare l’utilizzo dello stesso termine della Shoah. È chiaro che il genocidio a Gaza non può essere paragonato al genocidio del popolo ebraico e del resto ogni genocidio ha caratteristiche diverse. In fatto di ferocia e metodicità nello sterminio la Shoah non ha eguali nella storia. Ma purtroppo ci sono stati anche tanti altri genocidi, dagli armeni fino al Rwanda. Tutti uguali ma al tempo stesso diversi. Inoltre nessuno incolpa il popolo ebraico di questo terribile crimine che lui stesso ha subito. Nessuno paragona gli ebrei ai nazisti. I responsabili del genocidio dei palestinesi sono i criminali del governo israeliano, il quale non rappresenta tutti gli israeliani e tantomeno tutti gli ebrei del mondo. In molte nazioni gli ebrei sono in prima fila nella denuncia del genocidio palestinese, a cominciare dagli Stati Uniti. Ma anche se non volete utilizzare la parola genocidio è chiaro che si tratta di un massacro e di un crimine contro l’umanità, come ha riconosciuto la stessa senatrice Segre. Quindi al di là del vocabolario è giusto scendere in piazza per chiedere il cessate il fuoco e la fine del massacro, senza per questo dover essere accusati di essere antisemiti e di sostenere i terroristi di Hamas. Palestina libera!

Un film da vedere, quello su Berlinguer!

di MASSIMO AMADORI
Da socialista libertario non sono certo un fan né del PCI né di Berlinguer, tuttavia il film "La grande ambizione" mi è piaciuto molto. Trovo che sia un film molto accurato dal punto di vista storico e l’interpretazione di Elio Germano è magistrale. Ora il giudizio politico. Secondo me il film riesce perfettamente a evidenziare tutte le contraddizioni della figura storica di Berlinguer, nel tentativo di dare un quadro il più possibile oggettivo. Perché Berlinguer era un personaggio complesso e pieno di contraddizioni, quindi non condivido né la condanna e le accuse di tradimento dell’estrema sinistra né la mitizzazione dei comunisti italiani. Penso che il merito maggiore di Berlinguer sia stato allontanare il PCI dall’Unione Sovietica, un partito che con Togliatti era stato complice dei crimini di Stalin e dei suoi successori. Berlinguer cercò invece di realizzare il socialismo democratico, che lui chiamava eurocomunismo. Non rinunciò al socialismo, ma voleva realizzarlo rispettando tutti i diritti democratici e liberali previsti dalla costituzione. Trovo che questa prospettiva sia ancora attuale, perché socialismo e democrazia devono sempre andare di pari passo.
Il limite di Berlinguer fu non aver rotto definitamente con i sovietici, ma mi rendo conto che nella polarizzazione della guerra fredda poteva essere complicato. Fatto sta che anche se i comunisti italiani si distinsero dai comunisti sovietici purtroppo non rinunciarono mai ai soldi di Mosca, a differenza dei socialisti. Ma la presa di distanza dallo stalinismo da parte di Berlinguer va apprezzata. Per questo subì un attentato in Bulgaria da parte degli stalinisti. La via democratica al socialismo fu un suo merito, ma a mio avviso il compromesso storico fu un errore, perché la DC era il partito del capitalismo, degli Stati Uniti, della mafia e della Chiesa. Certo anche nella DC ci furono grandi politici, come Moro, ma era retta da mafiosi come Andreotti. Non a caso Moro fu abbandonato dai suoi stessi compagni di partito.
A mio avviso il PCI non avrebbe dovuto allearsi con i democristiani ma con le altre forze della sinistra, come il PSI, il PDUP e DP. Penso che l’errore più grave di Berlinguer sia stato il suo atteggiamento intransigente davanti al rapimento di Moro, che avrebbe potuto essere salvato se avessero trattato con le BR. A mio avviso per salvare la vita a un essere umano è lecito trattare anche con i terroristi, perché la vita umana è più importante della ragion di Stato.
Malgrado tutti i suoi errori Berlinguer è stato un gigante, specialmente se confrontato con i politici attuali, anche quelli di "sinistra". Era rispettato anche dai compagni di DP, che pure tante volte lo avevano criticato. Pur non essendo comunista capisco quindi benissimo la nostalgia per Berlinguer e per una classe politica che almeno era onesta e preparata. Voto al film: 8. Voto a Elio Germano: 10. Lo consiglio a tutti/e.