Il caso Cecilia Sala e quel manicheismo che rovina la “sinistra”

di MASSIMO AMADORI
È possibile e doveroso denunciare Netanyahu e il genocidio del popolo palestinese e al tempo stesso schierarsi contro il regime reazionario iraniano. In entrambi i casi nel nome della democrazia, della libertà e dei diritti umani.
Se l’Occidente e la NATO hanno un doppio standard non significa che dobbiamo averlo anche noi, perché la realtà è complessa e ragionare da tifosi non aiuta a comprenderla. Il fatto che alcuni a sinistra stiano esultando per l’arresto di Cecilia Sala è gravissimo e dimostra che anche nella nostra parte purtroppo vanno di moda le semplificazioni e il tifo da stadio.
Sarebbe invece giusto denunciare l’omicidio dei giornalisti portato avanti dal governo israeliano e al tempo stesso l’arresto della nostra connazionale in Iran. Perché la libertà di stampa non è un valore negoziabile, che deve valere solo per alcuni.
Si possono anche non condividere le idee di Cecilia Sala, ma è una ragazza di 29 anni arrestata da un regime oppressivo. Quindi la sua incolumità viene prima di ogni considerazione politica e ideologica. Possibile che anche davanti a una ragazza di 29 anni arrestata debbano prevalere l’odio e la tifoseria da stadio?
Purtroppo, alcuni "compagni" pensano di combattere la barbarie del governo israeliano diventando a loro volta dei barbari e appoggiando regimi altrettanto oppressivi, come quello iraniano. Dimostrando da non saper uscire da una logica binaria e manichea che divide il mondo in buoni e cattivi, negandone la complessità. Purtroppo tutto il Medio-Oriente è governato da regimi reazionari, che si tratti del sionismo in Israele o del regime islamista in Iran. L’unica felice eccezione è costituita dal Rojav@ dei curdi, un esempio di democrazia e di libertà. Cecilia Sala libera! #restiamoumani

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