di MASSIMO AMADORI –
Papa Francesco è morto. Da marxista libertario sono lontano anni luce dalla Chiesa cattolica e mi definisco anticlericale. Ma ho sempre rispettato Bergoglio per la sua lotta per la pace, che è stata uno dei punti cardine del suo pontificato.
In un mondo devastato dalle guerre, Papa Francesco chiedeva la pace e il disarmo. Ha denunciato fino alla fine il genocidio in corso a Gaza, mettendosi oggettivamente dalla parte giusta della storia. Era l’unico leader mondiale a parlare di pace, disarmo, solidarietà e accoglienza, circondato da politici e governanti che invece non fanno che fomentare odio, razzismo, guerra e violenza. Gli stessi governanti ipocriti che in questi giorni lo omaggeranno e che lui disprezzava.
Rispetto alla classe politica che governa il mondo era un gigante e le sue parole erano sempre a difesa della dignità umana. Si schierava sempre dalla parte degli ultimi, in primis dei nostri fratelli migranti. Denunciava la disumanità dei governi e degli Stati contro di loro, i morti nel Mediterraneo e nei lager in Libia.
Rifiutò di incontrare Minniti, proprio perché lo considerava un assassino di migranti. Certamente non ero d’accordo con la sua visione della donna e degli omosessuali, ma il suo impegno per la pace e i diritti umani va riconosciuto. In questo era un grande cristiano, perché si identificava con gli ultimi di questo mondo, come Gesù. Lo dico da cristiano, anche se non sono cattolico. Il Cristo oggi non vive nei potenti come Trump e Putin ma nelle vittime di questo sistema: nei bambini palestinesi assassinati, nei migranti deportati, in tutte le persone oppresse, sfruttate e vittime della guerra.
Questo Papa Francesco lo sapeva e il suo pontificato è stato un esempio di fede cristiana. Da non cattolico lo rimpiangerò. Speriamo che il prossimo Papa non sia un conservatore e un reazionario ma prosegua sulla scia di Bergoglio.
Che la terra ti sia lieve, Francesco. Sono sicuro che oggi stesso sarai accolto da Gesù in paradiso.