di MASSIMO AMADORI –
Rispetto alla Meloni, a Salvini e a Tajani persino Craxi era un gigante. Ma lo stesso si potrebbe dire di qualsiasi politico della prima Repubblica, compreso Andreotti. Detto questo, per me Craxi è stato il peggior politico della prima Repubblica, escludendo Almirante. Non solo perché era un corrotto come tutti gli altri, ma anche perché ha distrutto il PSI, il partito di noi socialisti.
Il più grande crimine di Craxi non sono le tangenti ma l’aver trasformato un grande partito socialista democratico in un partito borghese, abbandonando il marxismo e ogni prospettiva anticapitalista. La corruzione venne di conseguenza.
Ecco, non posso perdonare a Craxi di aver distrutto l’eredità socialista del PSI e di aver trasformato il partito di Matteotti, Pertini, Basso e Lombardi in un covo di ladri e di corrotti. Molti compagni abbandonarono il partito, altri invece rimasero al suo interno facendo opposizione a Craxi dentro il PSI, fra cui il grande Riccardo Lombardi. Ma il PSI era morto e da allora non è più rinato. I socialisti italiani non hanno più un loro partito dal 1976, da quando Craxi divenne il segretario del PSI.
Elio Veltri (L’odore dei soldi scritto con Travaglio) uscí nel 1982 per la questione morale, 10 anni prima di Mani Pulite.