di MASSIMO AMADORI –
L’ estrema destra da sempre utilizza l’odio razziale e la paura del comunismo per ottenere consensi. Lo faceva Hitler e lo fanno i suoi nipotini attuali. Ovviamente cambia la "razza" da odiare. Oggi gran parte degli estremisti di destra hanno sostituito l’odio per gli ebrei con l’odio per i musulmani.
Hitler identificava l’ebreo come causa di tutti i mali dell’Occidente e associava l’ebraismo al marxismo. Oggi invece i fascisti identificano l’Islam come il principale nemico dell’Occidente, associandolo al marxismo. Lo fanno le estreme destre in Europa, in Russia e negli Stati Uniti.
Per esempio in Italia diversi esponenti della Lega e di Fratelli d’Italia parlano di "islamo-marxismo", riferendosi alla vittoria di Mamdani a New York, un sindaco musulmano e socialista democratico. Chi conosce la storia non può non vedere il parallelismo con il termine "giudeo-bolscevismo", utilizzato prima dagli zaristi e poi dai nazisti.
L’odio per il marxismo è una costante dei fascismi, tenendo presente che l’estrema destra identifica come "comunismo" anche il socialismo democratico e libertario e persino la socialdemocrazia moderata. Tutto ciò che è anche solo minimamente di sinistra.
L’islamofobia oggi rappresenta ciò che nel secolo scorso rappresentava l’antisemitismo. Gli ebrei, così come i musulmani, altro non sono che capri espiatori che la destra fascista utilizza per scaricare la rabbia popolare contro minoranze etniche e religiose, per salvare il sistema capitalistico. La logica dei fascisti è "divide et impera". L’ odio razziale serve al capitalismo per dividere la classe lavoratrice, che invece dovrebbe restare unita contro la classe dei miliardari, cioè contro l’oligarchia.
Per noi socialisti la lotta contro il razzismo è parte integrante della lotta contro il capitalismo. Per questo i fascisti ci odiano. Per questo diciamo che i fascisti sono al servizio del capitalismo.