di MASSIMO AMADORI –
Credo che noi socialisti dovremmo chiederci per quale motivo l’astensionismo in Italia non viene intercettato dalle forze di sinistra radicale, come invece è avvenuto in parte in altri Paesi. Penso che le ragioni siano molteplici, ma che una parte della responsabilità sia della stessa sinistra radicale italiana.
Perché in realtà in Italia non esiste una sinistra socialista e radicale, ma una sinistra estrema e dogmatica, che non piace praticamente a nessuno.
L’ estrema sinistra italiana, oltre a essere settaria, è rimasta ai tempi della guerra fredda. Pensa che l’unico male del mondo sia l’ imperialismo USA e il capitalismo occidentale e per questo motivo difende i BRICS, l’imperialismo russo e l’imperialismo cinese. Come se in Cina, in Russia e in Venezuela ci fosse il socialismo.
Vale per PaP, come per RS, Rifondazione e il PCI. La logica campista è un retaggio dello stalinismo e va contrastata. Certo ci sono i trotskisti che hanno una visione internazionalista, ma sono talmente settari e ideologici che non hanno speranza di avere consensi fra i giovani e i lavoratori. Sono rimasti al 1917. È chiaro che una sinistra del genere non è credibile.
Negli USA invece ci sono i socialisti democratici, che non hanno simpatie per i BRICS e non sono nemmeno ideologici e settari. La sinistra socialista statunitense è concreta, non ideologica, è democratica e non ha simpatie per regimi autoritari e assurde nostalgie dell’URSS, è radicale ma non è estremista. Parla in maniera chiara e si fa capire. Per questo piace ai giovani e ai lavoratori.
Se il "centrosinistra" in Italia ha fallito possiamo dire lo stesso dell’estrema sinistra, dei vari partitini comunisti che ottengono percentuali da prefisso telefonico. L’Italia avrebbe bisogno di un movimento socialista democratico e libertario, capace di rappresentare i giovani e i lavoratori. La prospettiva dovrebbe essere questa. Altrimenti dovremo sempre rassegnarci al peggio (la destra) e al "meno peggio" (tutto il resto).
#makesocialismcoolagain