L’involuzione autoritaria anche nelle scuole

In una scuola superiore di Bologna è stato cancellato un incontro fra gli studenti e due disertori israeliani, due ragazzi che si sono rifiutati di partecipare al genocidio di Gaza. L’incontro è saltato perché il Dirigente e i docenti hanno avuto paura della repressione del Ministero e del governo, che hanno minacciato di intervenire contro le scuole che organizzano incontri sul genocidio di Gaza "senza contraddittorio".
Questo clima repressivo che si respira nelle scuole preoccupa sempre di più. La scuola dovrebbe formare le persone al pensiero critico e alla complessità, non essere un megafono della propaganda governativa. È giusto che a scuola si parli di genocidi e di guerre e che si faccia educazione alla pace e al rispetto dei diritti umani. Nessuna scuola bolognese ha invitato a parlare terroristi di Hamas o estremisti pro-Pal, sono stati invitati attivisti israeliani per i diritti umani, ebrei che cercano la pace con i palestinesi e non pericolosi estremisti. Ragazzi e ragazze israeliani che vogliono la pace. Quindi non è indottrinamento degli studenti, ma educazione alla pace e al pensiero critico.
Evidentemente chi ci governa pensa che parlare a scuola di un genocidio in corso sia sbagliato. Dicono che ci vorrebbe un "contraddittorio" e che se si invita un attivista per i diritti umani si dovrebbe invitare anche un sostenitore del genocidio. Con la stessa logica dovremmo invitare a parlare un nazista quando a scuola parliamo della Shoah, un mafioso quando parliamo di legalità e uno stupratore quando parliamo di violenza di genere. Ma a prescindere da queste considerazioni la Costituzione italiana tutela la libertà di insegnamento e questo diritto viene attaccato dal governo, che vorrebbe una classe docente "docile" e allineata al sistema.
Il clima repressivo che si respira nelle scuole è indicativo dell’involuzione autoritaria che stiamo vivendo. La democrazia e la costituzione sono continuamente sotto attacco da parte un governo di post-fascisti che vorrebbe trasformare l’Italia nell’Ungheria di Orban. Non ci riusciranno. Resisteremo!

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