di MASSIMO AMADORI –
Di Hamas penso tutto il male possibile. Il 7 ottobre fu un massacro ingiustificabile e non un’ azione di resistenza, inoltre sappiamo che lo Stato di Israele ha finanziato Hamas per colpire la resistenza palestinese. Un fatto ammesso dallo stesso Netanyahu. Ma processare i leader della comunità palestinese italiana perché hanno mandato soldi a Gaza è una porcata, una montatura giudiziaria.
Sappiamo tutti che purtroppo Hamas controlla la striscia di Gaza e le sue strutture sanitarie, scolastiche ecc. Quindi è naturale che una parte del denaro destinato alla beneficenza per la Palestina arrivi ad Hamas. La magistratura italiana ha scoperto l’acqua calda.
Inoltre l’impianto accusatorio si basa su prove fornite dallo Stato di Israele, che come è noto considera collusi con Hamas persino i pacifisti israeliani e gli operatori dell’ONU. Possiamo basare un processo per terrorismo sulle prove di uno Stato attualmente sotto processo per crimini contro l’umanità? E poi tutti garantisti con i politici sotto processo e tutti forcaioli con i palestinesi?
La stessa sinistra riformista si è affrettata a prendere le distanze dai detenuti palestinesi accusati di "terrorismo", dimenticando il garantismo. Fratoianni e Bonelli si confermano dei traditori che hanno sostenuto la causa palestinese solo per avere consenso, come del resto il PD. Questa "sinistra" opportunista ha voltato le spalle al popolo palestinese alla prima difficoltà, schierandosi dalla parte dello Stato borghese mentre attacca il movimento di solidarietà contro il genocidio di Gaza. La sinistra riformista non si smentisce mai. Eppure in passato persino Andreotti e Craxi riconoscevano la legittimità della lotta armata a un popolo sotto occupazione come quello palestinese. Andreotti e Craxi, che non erano certo dei sovversivi comunisti o degli estremisti di sinistra. Evidentemente però erano più di sinistra di Fratoianni e Bonelli e dell’intero PD.